Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
Come anticipato a voce ieri, in occasione della emozionante performance poetica organizzata dal nostro Laboratorio di poesia, la conferenza di venerdì 23 marzo della prof.sa Alberta Giani... Leggi tutto...
Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Claudia Megha racconta la nostra gita culturale a Cavallino.
Nel pubblicare le impressioni di una partecipante alla gita, che ringraziamo vivamente per la sua efficace e tempestiva testimonianza, alleghiamo alcune foto, dovute anche queste a Claudia Megha e... Leggi tutto...
Programma febbraio 2018
Ecco il programma delle nostre attività di febbraio, caratterizzato da uno spettacolo di burattini che ci aiuti a cogliere meglio lo spirito carnevalesco, magari attirando un pubblico di bambini in... Leggi tutto...
Un incontro proficuo e uno spostamento (eccezionale) di sede
È stato un incontro molto proficuo, quello che ha inaugurato i nostri incontri nel 2018 in una cornice nuova e per certi versi sorprendente (piacevolmente sorprendente!) come la nuova sede del... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Manovra fiscale. Perché il Sud paga i costi più alti PDF Stampa E-mail
Economia
Scritto da Guglielmo Forges Davanzati   
Domenica 07 Novembre 2010 08:25

[da popoliecostituzioni.blogspot.com]

 

La manovra finanziaria predisposta dal Ministero dell’Economia comporterà minori spese per un ammontare complessivo di circa 24 miliardi di euro, accentuando una linea di rigore finanziario che i Governi italiani degli ultimi decenni, con intensità variabile, hanno tenacemente perseguito, l’obiettivo di portare il rapporto deficit/PIL dall’attuale 5% al 2.7% nel 2012. Si badi che il rigore finanziario non è affatto un bene in sé, e tantomeno un male necessario, come viene diffusamente sostenuto. La linea del rigore finanziario non è altro che una linea che si usa definire di “lacrime e sangue”, ovvero di sacrifici – in termini di minori servizi pubblici e/o maggiore imposizione fiscale – che vengono chiesti ai cittadini e, in particolare, ai percettori di redditi più bassi, ai lavoratori dipendenti, ai pensionati. E’ opportuno premettere che questa manovra è sostanzialmente imposta dall’Unione europea ed è pensata, in quella sede, per scongiurare possibili effetti di contagio sull’economia italiana della crisi greca.

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La lettera, il cielo: fisica e poetica del libro PDF Stampa E-mail
Letteratura
Scritto da Antonio Prete   
Venerdì 05 Novembre 2010 08:24

[Lectio magistralis letta nel Castello di Copertino il 29 ottobre 2010, a conclusione delle due Giornate di studio per Antonio Prete. Pensiero Poetante e Figure della Lontananza]

In memoria di Edmond Jabès

 

Ce monde-ci: dictionnaire hiéroglyphique (Baudelaire)

 

 

Al libro, ai suoi fogli, alla sua scrittura, è consegnata la storia dell’uomo sulla terra: ferite e desideri, invenzioni e passaggi di stagioni e di epoche, memorie e utopie. Ma prima del libro c’è la scrittura: la pietra e poi il papiro raccolgono il passaggio dalla voce che narra o canta o prega alla lettera che, incisa o scritta, si fissa, cercando così di contraddire o almeno mitigare il tempo fuggitivo, cercando di preservare per altri sguardi, per altre generazioni, la memoria di quel che è accaduto. Sulla pietra, con lettere di fuoco,  è incisa la legge  del Dio che non ha nome né voce né figura, del Dio che solo un gruppo di lettere impronunciabili può designare come Jawhé. Il cammino del popolo ebraico muove da quelle pietre –le Tavole della Legge- e si svolge nel Libro. In quel Libro  che modula in mille variazioni la presenza dell’ Assente, e ripete la parola di Colui che è prima della parola.

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Strutture e interconnessioni. Un’escursione tra i pensieri sulla matematica PDF Stampa E-mail
Matematica
Scritto da Paolo Maria Mariano   
Giovedì 04 Novembre 2010 08:30

 

A chi non ha una frequentazione quasi giornaliera, amichevole, complice, o semplicemente professionale, la parola matematica richiama in genere alla mente le ore a scuola che sembravano grigie all’insofferenza adolescenziale e di cui si voleva vedere quasi solo la fine. Ricordi più tardi si manifestano in chi ha seguito un percorso universitario tecnico, dove ha trovato la presenza della matematica quale ancella necessaria (in qualche caso non gradita agli stessi docenti di materie tecnologiche) dei punti essenziali del suo percorso formativo. L’impressione naturale che accompagna tutti questi ricordi è che la matematica sia essenzialmente il far di conto, il connettere numeri con qualche operazione per ottenere numeri.

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Racconto e riflessione in Antonio Prete narratore PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Scritto da Gianluca Virgilio   
Lunedì 01 Novembre 2010 10:43


[Relazione letta il 28 ottobre 2010, durante le Giornate di studio per Antonio Prete: Pensiero Poetante e Figure della Lontananza, presso la Sala Conferenze del Rettorato dell'Università del Salento]

 

Il compito è difficile: portare nella dolcezza del sogno la concretezza del visibile, nella vaghezza dell’illusione la verità del ricordo.

Antonio Prete, Trattato della lontananza, infra, p. 148.

 

Premessa

Il presente studio non ha la pretesa di tracciare un ritratto completo della multiforme attività letteraria di Antonio Prete, che, come si sa, si ramifica in più direzioni, verso la teoria e la prassi della traduzione da una parte, e dall’altra verso la teoria e la prassi della critica letteraria; da ultimo poi (Menhir, Donzelli, Roma 2007), tutti noi abbiamo conosciuto un altro ramo dell’opera di Prete, non più solo commentatore e direi ascoltatore dei poeti, bensì poeta in proprio e di grande originalità. Altri meglio di me parlerà di tutti questi aspetti della sua opera, poiché essi meritano ognuno uno speciale approfondimento. Capisco benissimo che qualsiasi discorso critico su Prete, per aspirare ad essere sufficientemente esaustivo, non dovrebbe limitarsi ad un solo campo di attività, il che comporterebbe inevitabilmente la frantumazione della descrizione e finirebbe col fornire un’immagine parziale dell’autore. Ma “dominare tutto Prete” con un solo colpo d’occhio critico non è cosa facile, ed allora si sarà scusati se si fermerà il campo d’indagine ad un solo aspetto della sua produzione. Dal canto mio, dichiaro subito i limiti di questo scritto, nel quale prendo in considerazione solo le narrazioni, da Chirografie (1984) fino all’ultimo L’ordine animale della cose (2008), passando per le Saracinesche di Harlem (1989), L’Imperfezione della Luna (2000), Trenta gradi all’ombra (2004) e Un anno a Soyumba (2008); e i testi nei quali la riflessione sulla letteratura si dispiega in modo completo, accompagnando direi quasi con un assiduo commento le narrazioni: parlo di Prosodia della natura (1993) e del Trattato della lontananza (2008). Toccherò solo incidentalmente gli altri aspetti summenzionati dell’opera di Prete, così come in modo cursorio avrò modo di citare gli altri suoi libri.

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GIOVANNI PASCOLI E GIROLAMO VITELLI PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Scritto da Pietro Giannini   
Domenica 31 Ottobre 2010 07:29

 

E’ noto che Giovanni Pascoli, accogliendo la lezione carducciana della metrica “barbara”, adottò un metodo diverso da quello del maestro. Mentre questi trasferì i ritmi classici nei versi della tradizione italiana, si propose di riprodurre le esatte cadenze dei versi greci e latini. L’adozione di questo metodo è documentabile sin dal Volgarizzamento del principio della Batracomiomachia, presentato al Carducci come terzo lavoro per la scuola di Magistero nell’anno scolastico 1880-81. Nel Proemio che accompagnava la traduzione egli dava alcune indicazioni precise...

 

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Carlo Levi e la democrazia dei «Don Luigini» PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Scritto da Michele Carducci   
Domenica 24 Ottobre 2010 07:32

[dal Forum di Popoli e Costituzioni: http://www.popoliecostituzioni.it, pubblicato il 4 marzo 2010]

 

«Un’opera come quella del Levi può agevolare la comprensione della Questione meridionale assai più della teorizzazione politica». Il giudizio con cui Guido Dorso presenta Cristo si è fermato a Eboli costituisce la migliore premessa per inquadrare il pensiero di un autore, per il quale la poesia è sempre stata “invenzione della verità”. Tutta la scrittura di Levi racchiude un insieme complesso e maturo di “teorizzazioni politiche”. Nel caso del Cristo, l’originalità dell’autore è da rintracciare, secondo Dorso, nella qualificazione della questione meridionale come «conseguenza di un fenomeno ancora più radicale, di un fenomeno istituzionale, che è alla base del complesso di inferiorità del Mezzogiorno: l’insufficienza civile e politica della classe dirigente meridionale, e l’incapacità del popolo di rinnovarla». Ma non è solo il“classico” del medico-pittore a costituire un manifesto intellettuale per l’antifascismo repubblicano italiano.

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La costruzione della società di giustizia PDF Stampa E-mail
Filosofia
Scritto da Arrigo Colombo   
Sabato 23 Ottobre 2010 16:52

I

1. L’approfondirsi della ricerca sull’utopia, l’emergere della giustizia

 

L’incontro con la giustizia e con la società di giustizia avviene qui lungo la ricerca sull’utopia, la sua storia, il suo senso. Avendo dapprima intuito che l’utopia letteraria (o filosofico-letteraria: quella di Platone, Thomas More, Campanella; di Fourier, di William Morris) non poteva in sé risolvere questo fenomeno, troppo più grande e grandioso. Avendone avuto i segni nelle stesse storie dell’utopia nel ‘900 (a cominciare da Mumford, fino ai Manuel e oltre) che s’incentravano sì nel fatto letterario, vi si distendevano; ma non potevano fare a meno di evocare, dedicare un piccolo spazio a fatti di ben altra misura storica, messianismo ebraico, millenarismo, cristianesimo. Avendo dietro a noi le decisive indicazioni di Mannheim e di Ernst Bloch, l’utopia come fattore della storia (fattore creativo-eversivo, per Mannheim), come il costitutivo più profondo e dinamico-costruttivo della storia stessa, come il « processo» storico per eccellenza. E però Bloch non poteva soddisfare il nostro intuito e la nostra esperienza –nostra come d’altri–; con quel suo materialismo storico-dialettico di marxista sia pur atipico; ma in questo tipicissimo; con quella sua «materia», e forza evolutivo-costruttiva della materia, di cui era parte l’uomo; che animava tutto il processo fino ai punti supremi, il rientro dell’alienazione, lo sciogliersi delle contraddizioni, l’inopinata «democrazia vera».

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LE TRADUZIONI ‘METRICHE’ DI G. PASCOLI PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Scritto da Pietro Giannini   
Giovedì 21 Ottobre 2010 08:03

Sulle traduzioni di Giovanni Pascoli da poeti classici grava da tempo il peso di alcune condanne. La prima in ordine di tempo è la sentenza di Benedetto Croce che nel 1907, vivo ancora il poeta, definiva le sue versioni epiche "un Omero alquanto rimbambinito". Segue la stroncatura di Salvatore Quasimodo...

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Stare tra le lingue PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Scritto da Antonio Prete   
Lunedì 18 Ottobre 2010 07:12

[Il giorno 22 maggio 2009, presso l’Auditorium del Ghoete-Institut a Roma, si è svolta una tavola rotonda sul tema “Pluralismo: una fantastica opportunità! – Le prospettive in un’Europa che cresce”. Alla tavola rotonda hanno partecipato Tullio De Mauro, Antonio Prete, Daniele Archibugi, Giuseppe Zucconi, Carlo Rubinacci, con la moderazione di Luigi Illiano, direttore del “Sole24 Ore Scuola”. Riportiamo l’intervento di Antonio Prete.]

 

 

1. Pluralità delle lingue e prima lingua.  Proprio a partire dalla pluralità delle lingue - dalla festa delle lingue, dalla diversità linguistica -  si è  generato il mito della prima unica lingua, di volta in volta  lingua edenica, o prebabelica,  lingua pura o lingua che è principio, culla, fondamento di tutte le possibili lingue. Un mito che Leopardi, in polemica con le ricerche dei romantici sull’indoeuropeo, definiva “un frivolo sogno”. Ma d’altra parte straordinarie interrogazioni sulla lingua sono venute proprio da questa ricerca di un’anteriorità pura, magica, nella quale il nome doveva corrispondere all’essenza della cosa:  pensiamo a come in Benjamin questa ricerca è produttiva di singolari e profonde osservazioni sul tradurre, sul compito del traduttore.

 

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Inferno XIII: un orizzonte di negazione PDF Stampa E-mail
Critica dantesca
Scritto da Luigi Scorrano   
Domenica 17 Ottobre 2010 13:39

[in "Deutsches Dante Jahrbuch, 73, 1998, pp. 99-118 (poi in Il Dante fascista / Saggi, letture, note dantesche, Longo Editore, Ravenna, 2001, pp. 9-28)].

 

L’apertura del canto XIII dell’Inferno colpisce per l’orizzonte di negazione che profila con forza inusitata. Un orizzonte di negazione è comune nella realtà dell’inferno, ma qui trova la sua espressione più intensa, perché nell’anima dei peccatori qui presenti la negazione si esercitò sia sulla vita sia sulla libertà, entrambe doni inestimabili di Dio. La vita la si nega recidendola, rifiutando il dono divino. La libertà del volere la si offende irreparabilmente decidendo di cancellarla con la vita stessa, e anche qui negando e respingendo il fondamento del rapporto tra l’uomo e Dio.

A tempo Dante chiarirà:

Lo maggior don che Dio per sua larghezza

fesse creando ed alla sua bontate

più conformato e quel ch’e’ più apprezza,

fu de la volontà la libertate…    (Par. V 19-22).

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