Per i nostri 25 anni.
È con grande piacere e un po' di emozione che pubblichiamo il programma della mezza giornata di studi che abbiamo organizzato per celebrare i venticinque anni della nostra Associazione: ricostruirne... Leggi tutto...
Fiat lux: la nostra gita culturale per Natale.
15 Dicembre: PROGRAGRAMMA VIAGGIO SALERNO - PAESTUM 15/16 DICEMBRE 2017 -Partenza ore 6:00 del venerdì 15  da Nardò (vicino ospedale), ore 6:15 da Galatina (SuperMac). -Arrivo a Salerno per l'ora... Leggi tutto...
Candidati Collegio dei revisori
Per le elezioni dei due membri del Collegio dei Revisori dei Conti il cui mandato è scaduto sono pervenute, entro il termine fissato del 1° novembre 2017, le seguenti candidature (in ordine... Leggi tutto...
Programma attività novembre 2017
Siamo particolarmente lieti di pubblicare il programma delle nostre attività per il mese di novembre, caratterizzato dall'evento organizzato per celebrare i 25 anni di vita della nostra... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea dei Soci ed Elezioni dei Revisori dei Conti
Convocazione Assemblea dei Soci ed Elezioni dei Revisori dei Conti. Grazie all’alto numero di iscrizioni già pervenute (l’elenco degli iscritti 2017-18 è consultabile nella sezione... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Polibio, il mondo ellenistico e Roma PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Antica
Scritto da Biagio Virgilio   
Lunedì 04 Ottobre 2010 16:15

[Pubblicato in "Studi Ellenistici" XX, Pisa 2008]

 

Negli studi su Polibio la chiave dominante di lettura è in genere costituita dal riconoscimento di una sorta di posizione bifronte e bivalente dello storico, orientato da un lato verso Roma e dall’altro verso la Grecia. Scriveva infatti, e.g., A. Momigliano: «(Polibio) non trova… alcuna difficoltà nello scrivere una storia ad uso sia dei Greci che dei Romani … Spiega ai Greci le ragioni della vittoria dei Romani e spiega ai Romani il senso e le condizioni della loro propria vittoria». È questa sicuramente una efficace e sperimentata chiave di lettura culturale e politica in termini generali che consente di individuare bene non solo la duplice capacità di Polibio di osservare, di comprendere e di esprimere a un tempo il mondo greco e il mondo romano, ma anche il duplice pubblico, greco e romano (soprattutto romano: xxxi, 22.8), al quale si rivolgeva lo storico.

Leggendo Polibio da una prospettiva prevalentemente ellenistica, accanto al Polibio bifronte greco-romano, e ferma restando la centralità di Roma, emerge un Polibio per così dire tridimensionale che affida ai tre principali soggetti politici delle Storie: Roma, la Lega Achea e i regni ellenistici, la funzione di pilastri e di pietre di paragone nel suo sistema di valori e di giudizi storico-politici.

 

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Cesare Luporini e Leopardi PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Scritto da Antonio Prete   
Sabato 02 Ottobre 2010 16:24

(Normale di Pisa, 9 dicembre 2009)

Leopardi non fu per Luporini, come accadde per altri filosofi,  il paese luminoso di un’escursione al di fuori delle terre disciplinate della filosofia, fu la figura vivente alla quale rivolgere una costante interrogazione filosofica, l’interlocutore di una corrispondenza assidua, di una “conversation souveraine”, per dirla con René Char. Decifrare Leopardi - titolo sotto il quale, seguendo le intenzioni dell’autore e la tensione stessa della scrittura, Sergio Landucci ha raccolto l’ultimo puntualissimo diario esegetico di Luporini - decifrare Leopardi è stato per lui un compito necessario, quasi un ascetico esercizio. Ricordo come nelle ultime conversazioni Luporini dava a quel decifrare il senso pieno, e limpido, di un ascolto della scrittura leopardiana, un ascolto libero da sovrapposizioni critiche predefinite, libero da pulsioni di sistemazione dottrinaria.

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Gli Spinola a Galatina PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Giancarlo Vallone   
Giovedì 30 Settembre 2010 18:37

 

[Dalla lezione tenuta presso l'Università Popolare "Aldo Vallone" il 12 maggio 2010].

È indubbiamente paradossale, e per più ragioni, che la stagione feudale degli Spinola a Galatina abbia lasciato così scarne tracce di sé; eppure le possibilità di conoscenza erano e restano molte: un dominio di lungo periodo, dal 1616 al 1801, e per un'epoca, poi, nella quale la documentazione non difetta; una famiglia magnatizia sull'intero scacchiere dei possedimenti spagnoli d' Europa, e 'Grande di Spagna', indubbiamente assai ricca ed influente, anche se, per quanto ho potuto apprendere, i loro archivi e le loro ricche collezioni, anche di quadri (inclusi i loro  ritratti) sono oggi dispersi.

 

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Virus dell'epatite C (HCV) PDF Stampa E-mail
Medicina
Scritto da Paolo Tundo   
Domenica 26 Settembre 2010 13:56

Noi vediamo solo la punta dell'iceberg, perchè l'infezione cronica da HCV è quasi sempre del tutto asintomatica e la maggior parte dei casi viene quindi rilevata in maniera del tutto casuale, in occasione di un prelievo di sangue eseguito per altri motivi!

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Sull’antropologia poetica di Leopardi PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Scritto da Antonio Prete   
Mercoledì 22 Settembre 2010 16:26

[Recanati, XII Convegno a cura del Centro Nazionale di Studi Leopardiani: Relazione introduttiva (23 settembre 2008)]

 

“Una casa pensile in aria sospesa con funi a una stella”. Questo frammento dello Zibaldone (1 ottobre 1820), che può sembrare una scaglia fantasiosa e stralunata nella fitta trama di un pensiero filosofico e filologico, può fare da epigrafe a una riflessione sull’antropologia poetica di Leopardi. Perché espone, in lampeggiante abbreviazione, elementi propri del procedimento conoscitivo leopardiano: la leggerezza, ad esempio, con l’implicito senso di elevazione, cioè di sguardo rivolto dall’alto verso il linguaggio del mondo e  delle cose, così come prenderà forma nell’Elogio degli uccelli; la presenza cosmografica (una stella) come principio che sostiene persino ciò che è più familiare (una casa); infine il legame (con funi) tra quel che è sovranamente altro, inattingibile, inappartenente, con quel che è terrestre e quotidiano, insomma il legame tra lontananza e prossimità, tra oltretempo stellare e condizione umana.

 

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Patroclo PDF Stampa E-mail
Musica e Teatro
Scritto da Marco Graziuso e Gianluigi Antonaci   
Lunedì 20 Settembre 2010 16:39

[Lezione-spettacolo tenuta presso l'Università Popolare "Aldo Vallone" di Galatina, lunedì 31 maggio 2010, a cura della Compagnia "Fabbricanti di Armonia"]

da Iliade

 

Capolavoro assoluto della poesia epica, l’Iliade è il punto d’origine al quale la letteratura di tutte le epoche non ha mai cessato di tornare, misurandosi costantemente con la sua ricchezza tematica e con il mistero della sua continua attualità.

La furia di Achille, l’astuzia di Ulisse, il coraggio di Patroclo, la magnanimità di Ettore ci colpiscono ancora così a fondo, perché l’umanità di questi personaggi attraversa i millenni, per i valori che riconosciamo ancora oggi come fondamentali: il coraggio, la pietà, la dignità, l’amicizia.

Ma, non solo. Ci sono due cose che tra le pieghe della narrazione ci lasciano muti: il senso della bellezza e il senso della giustizia.

Di una bellezza sconvolgente è ogni personaggio che si muove sul teatro della guerra.

Ciò che colpisce di più è la capacità di suscitare emozione attraverso una narrazione che ci fa vedere, come in un film, le scene di una battaglia cruda e sanguinosa, necessaria agli uomini per diventare eroi, per farsi simili a quegli dèi che incrociano nell’ineluttabilità dei loro destini.

Tutti, nell’Iliade, si muovono in qualche modo per mano degli dèi.

Tra questi, l’unico che da solo va incontro verso il proprio destino è Patroclo, l’amico di Achille; la sua morte sembra addirittura portare la narrazione stessa da un’altra parte.

Raccontare la morte di Patroclo, allora, può diventare l’occasione per una riflessione più ampia e profonda sul senso della stessa vita di ogni uomo, che pure sogna di avere il suo momento di gloria, quella gloria che ineluttabilmente lo segnerà e lo porterà verso la sua stessa fine.

Del tutto naturali affiorano le parole di alcuni poeti salentini, a fare da contrappunto ai sentimenti e alle emozioni dei personaggi omerici.

Alla fine, la musica avvolge tutto il testo per restituire all’ascolto di ognuno di noi la prima vera opera poetica dell’intera umanità.

 

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Poesia d'amore e cosmologia PDF Stampa E-mail
Letteratura
Scritto da Antonio Prete   
Martedì 14 Settembre 2010 15:16

[Siena, Lectio magistralis, 10 novembre 2009]

 

Dans le coeur elle demeure et elle est aussi loin que les Pléiades.
Ibn Rûmî
(nella trad. francese di Houria Abdelouaed e Adonis).

Je t’adore à l’égal de la voûte nocturne
Baudelaire
Les Fleurs du mal, XXV

 

Una ghirlanda di similitudini incorona la sposa fanciulla nel Cantico dei Cantici : per ogni parte del corpo lo sposo e il coro evocano figure di leggiadria animale, di mirabile architettura, di campestre fragranza.  Ma nella sequenza dell’elogio è allo sposo che spetta il balzo verso paragoni celesti: Pulchra ut luna, electa ut sol. Bella come la luna, fulgida come il sole. Se lungo i secoli l’animatissima esegesi del Cantico dispiegherà via via la sostanza allegorica, la poesia accoglierà e protrarrà la vita delle immagini, di quelle immagini che a loro volta erano giunte al Cantico da fonti di poesia orientale.

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La Medicina incontra la Realtà Virtuale PDF Stampa E-mail
Realtà Virtuale
Scritto da Lucio Tommaso De Paolis   
Lunedì 13 Settembre 2010 11:30

Sommario

La tecologia della Realtà Virtuale

La tecnologia della Realtà Aumentata

Applicazioni della Realtà Virtuale in Medicina e Chirurgia

Applicazioni della Realtà Applicata in Medicina e Chirurgia

Sistemi di visualizzazione ed interazione

Progetto ARPED

 

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Ricostruzione virtuale di Otranto nel Medioevo PDF Stampa E-mail
Realtà Virtuale
Scritto da Lucio Tommaso De Paolis   
Lunedì 13 Settembre 2010 11:27

Sommario

La tecnologia della Realtà Virtuale

La tecnologia della Realtà Aumentata

Applicazione della Realtà Virtuale e della realtà Aumentata nei Beni Culturali

Il progetto MediaEvo

 

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Dantisti salentini PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Luigi Scorrano   
Lunedì 06 Settembre 2010 18:19

[Lezione tenuta presso l'Università Popolare "Aldo Vallone" di Galatina, lunedì 14 dicembre 2009]

 

In un saggio del 1965, intitolato Correnti letterarie e studiosi di Dante in Puglia, così esordiva Aldo Vallone:

Ad apertura della sua conferenza Dante e la Puglia, tenuta nel Palazzo Comunale di Bari il 25 aprile 1900, pubblicata nello stesso anno nel «Giornale Dantesco», Nicola Zingarelli scriveva: «Manca un articolo Dante e la Puglia». Ne echeggiava la voce, nello stesso anno, Giuseppe Petraglione, annotando: «Nel Salento… gli studi danteschi non hanno mai prosperato». Né, oggi, la situazione è mutata, anche se ad intervalli irregolari altri scritti più generali non sono mancati sull’argomento. Ricordiamo, così per fare qualche nome, i saggi di Francesco Torraca su Il regno di Sicilia nelle opere di Dante, di Corrado Zacchetti su L’Italia meridionale nel pensiero di Dante, di Antonio Masciullo su Studiosi di Dante nel Salento, che, per diverse vie e con metodo diverso, presentano di scorcio o a prima fronte, nelle scarne citazioni o nei grandi silenzi un panorama piuttosto desolante degli studi danteschi in Puglia.

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