Programma di Dicembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Lunedì 2 dicembre, sala Contaldo, ore 18,00: prof. Vincenzo Mello, Myflor e Flormart 2019: Orto-Floro-Vivaismo internazionale. Venerdì 6 dicembre, sala... Leggi tutto...
Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Lezione di Matteo Dell'Olio: Origini e storia del melodramma italiano PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Mercoledì 15 Dicembre 2010 21:07

Lezione di mercoledì 15 dicembre 2010

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Maestri del Novecento Scritti politici e letterari (1974-1998) 2. Gobetti e dintorni PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Scritto da Giuseppe Virgilio   
Giovedì 16 Dicembre 2010 10:22

 

Attualità del pensiero di Piero Gobetti


Il pensiero umano è legato alla sua età e in un certo modo la trascende, quando si eleva ad autentica consapevolezza e prepara l'avvento di un grado superiore di civiltà. Esso contiene e conserva sempre i risultati delle esperienze precedenti, purificati dalla loro originaria unilateralità, e ci induce a dar valore soltanto alle idee e a tutto ciò che si giustifica dinanzi alla nostra ragione. Il corso della storia non è quindi mai segnato dal divenire di cose a noi estranee, ma è il nostro stesso divenire a cui noi aggiungiamo qualcosa di nostro.

 

Liberalismo come conflittualismo

Nel pensiero politico di Piero Gobetti si rinvengono cinque significati diversi del termine democrazia: 1) se democrazia è definita in base al valore a cui principalmente si ispira, e cioè all'eguaglianza, essa si contrappone al liberalismo, che privilegia il valore della libertà, e Gobetti, che come liberale sceglie la libertà, non è favorevole alla democrazia nell'accezione autentica del termine; 2) se democrazia viene definita in base all'atteggiamento dello Stato nei confronti dei cittadini, essa è l'equivalente di statalismo come contrapposizione dal punto di vista politico all'iniziativa dal basso dei cittadini medesimi, e dal puntro di vista economico, al liberismo, e Gobetti è liberista perché è liberale; 3) democrazia si contrappone a rivoluzione quando essa coincide col riformismo statale, mentre Gobetti postula il riformismo rivoluzionario liberale; 4) Gobetti  mette in guardia contro la democrazia di compromesso e di collaborazionismo che, più che concordanza e consenso di tutti, è unanimità, vale a dire accordo formale più che sostanziale, mentre egli predilige la concezione antagonistica della storia, perché considera il conflitto delle idee come molla principale del progresso storico; 5) il termine democrazia indica per Gobetti le istituzioni politiche rappresentative, il regime parlamentare e tutto il complesso delle procedure, delle regole e delle istituzioni democratiche.

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IL LABIRINTO METRICO DI ORONZO PASQUALE MACRI’ PDF Stampa E-mail
Recensioni
Scritto da Maurizio Nocera   
Mercoledì 15 Dicembre 2010 07:40

Un piacevole ritorno su un testo che ha lasciato interessanti tracce nella letteratura iconica dei nostri tempi, il libro di Cosimo Giannuzzi, “Il Labirinto metrico di Oronzo Pasquale Macrì”, pubblicato nel 2004 da Congedo di Galatina per la Collana di Studi sulla civiltà mediterranea dell’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce. Qui, in questa sede, ci occupiamo del foglio sul quale un prete, della metà del ‘700, disegnò con bellissima grafia un labirinto metrico letterario. Si tratta di quelle piccole rarità cartacee di cui, poi, se non si fa attenzione, si rischia di perderne le tracce. Con una bella, oserei dire aristocratica edizione, il libro che menzionò l’esistenza di questo straordinario “Labirinto Metrico” settecentesco vide la luce grazie al contributo di alcuni studiosi: Giulia Belgioioso (docente di Storia della Filosofia, esperta di Descartes, Università del Salento, per la prefazione), Albina Calsolaro (studiosa e storica di storia patria), Antonio Negro (esperto di archivistica e catalografia), Maurizio Nocera (sociologo), Salvatore Tommasi (linguista e glottologo) che ne approfondirono la tematica, tutti coordinati dalla forte volontà del sociologo della cultura Cosimo Giannuzzi, che non pochi suoi studi ha dedicato a questo tipo di interessi, soprattutto quelli imperniati sui giochi di percorso, che per lui altro non sono che labirinti.Degli studi di questo attento autore di cose apparentemente marginali e periferiche se n’è accorto lo stesso Umberto Eco che, rispondendogli con un suo libro - “Lo strano caso della Hanau 1609” - gli aveva scritto questa dedica: «A Cosimo Giannuzzi/ con molti ringraziamenti/ per il suo bel libro,/ quest’altra storia/ abbastanza labirintica».

 

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Amministrazione, ingegneri e territorio nell’Italia napoleonica PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Scritto da Luigi Blanco   
Martedì 14 Dicembre 2010 16:18

Tema quanto mai poliedrico e complesso quello indicato dalla triade terminologica che si è scelta a titolo del presente contributo. Esso si presta infatti a molteplici letture e trattazioni, tutte di estremo interesse, condotte a partire da differenti angolature e punti di vista: dalla trasformazione della figura dell’ingegnere, nel passaggio dall’ “arte” alla “professione”, trasformazione caratterizzata dalla progressiva professionalizzazione delle sue mansioni, ai profili della formazione sempre più orientata in senso tecnico-scientifico e sempre meno dipendente dall’apprendistato pratico; dall’assetto dell’istruzione superiore e dell’evoluzione delle discipline fisico-matematiche, ai differenti profili professionali dei tecnici chiamati ad operare nei diversi rami dell’ingegneria; dal ruolo dei tecnici negli apparati amministrativi degli stati italiani d’antico regime, ruolo che diventa ancor più rilevante nel passaggio tra Sette e Ottocento, all’organizzazione amministrativa e al funzionamento concreto del settore dei lavori pubblici che prende nuova forma in età napoleonica; dalle innovazioni tecnico-scientifiche…

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Lezione di Rosa Dell'Erba: L'attività di Agesilao Flora (pittore socialista) nel Salento PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Lunedì 13 Dicembre 2010 20:45

Lezione di lunedì 13 dicembre 2010

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CLAUDIA MESAR-LÌ PDF Stampa E-mail
Poesia
Scritto da Maurizio Nocera   
Lunedì 13 Dicembre 2010 08:01

Soli siamo ora,
soli e soli terribilmente
nella rete del ragno che ci morde,
dentro l'orizzonte di sangue raggrumato
di un cielo a lutto vestito.
Nottule disperate la testa divorano.

Sorpresi e con gli occhi del mare
piogge d'autunno attendiamo
costretti nella morsa di orribili assassini,
soli e soli terribilmente
alla luce del sole
che carne d'agosto brucia.

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Maestri del Novecento. Scritti politici e letterari (1974-1998) 1. Gramsci e dintorni PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Scritto da Giuseppe Virgilio   
Domenica 12 Dicembre 2010 09:29

[Metto a disposizione della comunità studiosa gli scritti di Giuseppe Virgilio. Divido la pubblicazione in varie puntate, per meglio evidenziare gli scrittori, gli interessi e le predilezioni dell'autore, secondo un piano già da lui stesso approvato. (Gianluca Virgilio)]

 

"Purché tutto non finisca in Arcadia!"

P.P. Pasolini


Brescianesimo e lorianesimo negli scritti di Antonio Gramsci

Vogliamo fissare in alcune note la genesi di una categoria culturale diffusa più di quanto si crede nel mondo intellettuale italiano, e tuttavia inosservata o tenuta in non cale da molti o con incoscienza praticata dai più per arroganza di spirito e di mente: il brescianismo. Esso consiste in un processo di assoluta incomprensione della storia contemporanea e in una forma di maramaldismo intellettuale.  Di solito  si manifesta in ogni periodo storico di lotta e di profonda trasformazione sociale, ad opera di coloro che credono di comprendere lo sviluppo storico generale e i sentimenti e le volontà reali che lo sostengono, ed invece non comprendono niente di quanto accade sotto i loro occhi e mirano ad accreditare la propria tesi mediante l'ambigua velleità di rinnovare la vita nazionale senza tener conto delle nuove forze sociali.

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Autri pinnuli PDF Stampa E-mail
Poesia salentina
Scritto da Giovanna Scaramella Barone   
Sabato 11 Dicembre 2010 13:31

Amore materno

 

Era nna sira tardu de sciuetia

sulu sulu a casa sta turnaa,

de picca ia lassata la fatia

allegru e spensieratu fischiettaa.

Lu mundu nu mme paria filu malvaggiu

ma  chinu de bellezza e de  bonta’

perfinu lu ientu nu tenia curaggiu

cu llea l’urtime fronde all’arveri

e duce duce fiataa.

La luna chianu chianu sta

bbessia,

la prima stella  a ncelu tremulaa,

quand'eccu se presenta all'ecchi mei

nna  scena ca me enchiu de  indignazzione

de disgustu de pena e de pieta’:

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«SE QUEL SOAVE STIL…». SANNAZARO IN TRACCIA DI DANTE PDF Stampa E-mail
Critica dantesca
Scritto da Luigi Scorrano   
Venerdì 10 Dicembre 2010 17:38

[Il saggio è nel volume Jacopo Sannazaro La cultura napoletana nell'Europa del Rinascimento, a c. di Pasquale Sabbatino, Olschki, Firenze, 2009, pp.119-147; anticipato in "Studi Rinascimentali", Fabrizio Sera Editore, Pisa-Roma, 6, 2008, pp. 57-76.]

 

Se si cerca una definizione unitaria sotto la quale inscrivere il rapporto del Sannazaro con l’opera dantesca, un rapporto non lineare ma attraversato da molte voci della tradizione lirica italiana fino alle composizioni in volgare del poeta napoletano e alla sua Arcadia, quella, pur larga e forse non del tutto definita o meglio adattabile, potrebbe essere «soave stile», in «soave» leggendo un tono di dolcezza e moderazione (e «dolcezza» e «soavità» sono, in Dante, spesso accostate) consono alla materia ‘umile’ della maggiore opera sannazariana. Un «soave stile» che, distillato nei laboratori della lirica stilnovistica e della Vita Nova dantesca, s’insapora di nuovi gusti per la decisiva filtratura petrarchesca: un insieme originale, nel quale ogni elemento tende a mantenere il suo primitivo carattere ma s’accorda armoniosamente agli altri in una miscela che pretende alla sua decisa individualità.

 

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Biblioteche pubbliche e identità nazionale nell’Italia unita PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Scritto da Luigi Blanco   
Giovedì 09 Dicembre 2010 13:15


[Per gentile concessione dell'autore pubblichiamo di seguito gli appunti utilizzati per la sua Lezione di venerdì 11 dicembre 2009 presso l'Università Popolare "Aldo Vallone" di Galatina]

Prima di affrontare il tema  sono doverose alcune premesse che chiariscano il titolo dato a questo mio intervento, vale a dire il nesso, il rapporto tra biblioteche e identità nazionale. In conclusione accennerò anche ad una questione solo apparentemente distante che è quella del nesso con le identità locali. Ma, ancor prima di affrontare e valutare l’esistenza di questo nesso, va chiarito il senso dell’espressione identità nazionale e soprattutto l’esistenza di una identità nazionale, che il titolo sembra dare per scontata. Così come va chiarito il significato del termine “biblioteca pubblica” che appare di più immediata evidenza e che invece così non è.

Il termine identità è oggi largamente utilizzato e oserei dire in voga nel lessico storiografico, e non solo ovviamente. Si sente quotidianamente parlare, ad esempio, a dispetto dell’imperante globalizzazione che sembra governare i nostri destini (pensate soltanto alla crisi economica che dalla borsa americana si è diffusa in tutto il mondo o al mondo delle comunicazioni e dell’elettronica), di identità locali, territoriali, regionali. Eppure non c’è termine più complesso, ma anche infido e scivoloso di quello di “identità collettiva”, visto che in ogni caso si tratta, quando si parla di identità di stabilire una esclusione tra un ‘noi’ e un ‘loro’ o gli altri: quali sono i materiali con i quali si fabbrica, si costruisce una identità collettiva? Chi ne sono gli artefici? Attraverso quali canali essa si comunica? In che modo ci si riconosce?

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