Programma di Dicembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Lunedì 2 dicembre, sala Contaldo, ore 18,00: prof. Vincenzo Mello, Myflor e Flormart 2019: Orto-Floro-Vivaismo internazionale. Venerdì 6 dicembre, sala... Leggi tutto...
Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Incontro con Antonio Prete su Giacomo Leopardi PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Scritto da Gianluca Virgilio   
Martedì 07 Dicembre 2010 20:19

[Il 26 novembre 2004, alle ore 11.00, nell’Auditorium-Biblioteca del Liceo Scientifico Statale “Antonio Vallone” di Galatina, il prof. Antonio Prete, ordinario di Letterature comparate presso l’Università di Siena, ha tenuto una lezione su Giacomo Leopardi davanti ad una affollata platea di studenti del Liceo, presente una folta delegazione di studenti del Liceo classico e dell’Istituto psico-pedagogico, accompagnata dal Dirigente scolastico e dagli Insegnanti. Ha presieduto i lavori la Dirigente scolastica del Liceo Scientifico, professoressa Licia Ciliberti.  Il   testo   integrale   dell’ incontro   è   stato sbobinato diligentemente da Roberta Marra, studentessa del Liceo Scientifico “Antonio Vallone” (classe IV D) e pubblicato nei "Quaderni della Biblioteca" del Liceo Scientifico Statale "Antonio Vallone" di Galatina, n. 1, a cura di Gianluca Virgilio. Tutti i testi sono stati rivisti dagli autori].

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Lezione di Arrigo Colombo: La costruzione della società di giustizia PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Lunedì 06 Dicembre 2010 23:37

Lezione di lunedì 6 dicembre 2010

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Iuvenilia 1 Quadri urbinati PDF Stampa E-mail
Poesia
Scritto da Gianluca Virgilio   
Sabato 04 Dicembre 2010 12:05

 

 

Su quelle mura che dovevano crollare

- c'era vento,  ricordi? -

tu mi hai dato

l'ultimo bacio tuo tanto svogliato.

 

***

Eri come l'ultimo petalo d'una

margherita che dice - non t'amo! -

 

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«L’ARGOMENTO DE LA MENTE», OVVERO LA MALIZIA DEI GIGANTI: LETTURA DEL CANTO XXXI DELL’INFERNO PDF Stampa E-mail
Critica dantesca
Scritto da Antonio Marzo   
Giovedì 02 Dicembre 2010 08:28

 

 

Il canto XXXI dell’Inferno introduce l’esperienza moralmente piú dura e drammatica della prima parte del viaggio dantesco.[1] Infatti, Dante e Virgilio dànno ormai «il dosso al misero vallone» (v. 7) di Malebolge e si accingono ad affrontare la discesa «nel fondo d’ogne reo» (v. 102), cioè nel nono e ultimo cerchio, dove sono puniti i traditori e al centro del quale si trova confitto Lucifero. Qui, però, il movimento subisce un brusco cambiamento di ritmo in relazione allo sproporzionato aggravarsi della colpa. Se fino a questo momento si digradava, per quanto in maniera sempre accidentata e impegnativa, da un cerchio all’altro, ora occorre compiere un salto, che costringe il pellegrino e il poeta ad appellarsi a tutte le sue risorse morali e intellettuali. Non è certo la prima volta che Dante sta di fronte ad un passo decisivo, e mostra di avere paura. Gli era già accaduto, per esempio, davanti alla porta infernale e davanti alle mura della città di Dite. Ma in ogni occasione Virgilio gli era stato accanto, per confortarlo e assisterlo. E anche adesso – anzi, adesso più che mai – il superamento di questa prova difficile e paurosa è affidato alla saggezza della sua guida.

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Lezione di Giuliano Capani: Galatinesi DOC PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Mercoledì 01 Dicembre 2010 23:12

Lezione di mercoledì 1 dicembre 2010

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Materia d'ombra PDF Stampa E-mail
Poesia
Scritto da Antonio Prete   
Martedì 30 Novembre 2010 17:26

Il principio


L’onda dolce collinare

e il diffuso chiarore della nebulosa

in quale punto si specchiano e comprendono?

C’è un alfabeto che modula, insieme,

il suono dell’origine e il ronzio dell’ape?

Quale respiro accoglie  il grido del mare

e il profumo del fiore?

 

Cometa in fuga sopra il deserto,

il principio era miraggio e assillo,

mentre il velo della notte si apriva

indecifrato sulla stellata riva.

 

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Lezione di Antonio Marzo: Dante, Inferno XXXI: tra i giganti PDF Stampa E-mail
Letture dantesche
Lunedì 29 Novembre 2010 22:23

Lezione di lunedì 29 novembre 2010

 

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Promesse e minacce della storia locale. Note in margine alle Memorie di Peppino Virgilio PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Franco Martina   
Domenica 28 Novembre 2010 18:36

[Relazione letta a Galatina, presso la Sala  Fede e Cultura "Mons. G. Pollio", lunedì 4  gennaio 1999, ore 18.00, in occasione della presentazione del libro di Giuseppe Virgilio, Memorie di Galatina. Mezzosecolo di storia meridionalistica e d'Italia, Congedo, Galatina 1998. La presentazione rientrava nelle attività dell'Università Popolare di Galatina]

 

 

Quando alcuni anni fa mi capitò di leggere gli articoli che Peppino Virgilio aveva pubblicato in giornali e riviste tanto preziosi quanto introvabili, mi augurai di poter vedere quel lavoro raccolto o rifuso in un volume, perché in quel modo ne sarebbe risultato più evidente il disegno organico e ne sarebbe stata più facile la fruibilità. Si può comprendere perciò con quale gioia ho visto realizzato quell'augurio e quanto mi faccia piacere parlarne questa sera. Debbo confessare tuttavia di non essere completamente a mio agio, perché mi sento, o comunque mi sforzo di essere, uno storico degli intellettuali; mentre il libro di Virgilio è, anche, una ricostruzione di vicende storiche specifiche, di episodi, di fatti, di personaggi. Spero perciò di non deludere troppo chi si attende una discussione puntuale di questi aspetti. Vorrei invece  provare a discutere il libro partendo da un problema più generale. Approfitto di questa occasione (e chiedo anticipatamente scusa se alcune considerazioni iniziali che farò potranno sembrare a prima vista un po’ estranee al tema della serata) non solo perché, dicevo, gli spazi della discussione, qui da noi, in Provincia vanno sparendo (non ci sono quasi più riviste ...), ma anche perche il libro dell'amico Virgilio si presta bene a questo tipo di riflessione.

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Sigismondo Castromediano, l'uso civile della storia patria PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Franco Martina   
Sabato 27 Novembre 2010 12:40

[Relazione letta al convegno su "La storiografia pugliese nella seconda metà dell'Ottocento", tenuto presso la Biblioteca Nazionale "Sagarriga Visconti Volpi" di Bari nel marzo 1997 e poi apparsa nel volume degli Atti, pubblicati con lo stesso titolo a cura di Raffaele Giura Longo e Giovanni De Gennaro (Levante Editori, Bari, 2002, pp. 131-140)]

 

1- Con il compimento dell'unità d'Italia la lunga e non spregevole tradizione erudita(1) che aveva segnato la storia culturale salentina, subì una brusca svolta. L'entusiasmo per la recente insperata realizzazione, unito alla percezione dei pericoli che la insidiavano, soprattutto nel Mezzogiorno, e alla consapevolezza che l'Italia non poteva essere uno Stato ma doveva diventare una Nazione, spinse molti degli intellettuali che già erano stati protagonisti del Risorgimento salentino a continuare il loro impegno sul terreno politico-culturale. La opera di Sigismondo Castromediano (1811-1895) è non solo emblematica di questa fase storica, ma decisiva per comprenderne le ragioni e gli obiettivi. Membro autorevole di  quel Circolo patriottico salentino che promosse e coordinò le manifestazioni del '48 in Terra d'Otranto(2), prigioniero per l0 anni nelle galere borboniche insieme a Settembrini e a Silvio Spaventa, membro del primo Parlamento italiano, Castromediano è stato per troppo tempo identificato con l'immagine tardoromantica dell'eroe risorgimentale, fissata nel ritratto di Paul Bourget (3), il quale, anche per le delusioni personali, si consola con lo studio antiquario, con la raccolta di reperti archeologici, di vecchi scartafacci, mentre va scrivendo le proprie memorie(4). In realtà proprio l'opera di Castromediano in quei primi anni postunitari fu di grandissima importanza, non solo per le acquisizioni che permise, ma anche per le motivazioni ideali che ne erano alla base e che oggi appaiano non prive di importanti aspetti di attuale riflessione.

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Il DDL 1167-B è stato licenziato dalle Camere: la deregulation è servita! PDF Stampa E-mail
Civiltà Giuridica
Scritto da Maria Rosaria Cafaro   
Giovedì 25 Novembre 2010 08:26

L’esame del disegno di legge n.1167-B, dopo un lungo e travagliato iter, è stato definitivamente approvato dalla Camera il 19 ottobre scorso.

Il cosiddetto “collegato lavoro”, dopo il rinvio alle Camere per un nuovo esame da parte del Presidente della Repubblica, è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e diverrà operante dopo i successivi quindici giorni di vacatio.

Il Capo dello Stato aveva sollevato alcuni rilievi in merito alla complessità e problematicità di alcune disposizioni che, disciplinando temi attinenti alla tutela del lavoro di indubbia delicatezza sul piano sociale, necessitavano di una più approfondita analisi e valutazione.

Le perplessità di Napolitano erano state precedute dalle preoccupazioni manifestate da alcuni insigni giuristi, i quali avevano evidenziato il rischio che la normativa non avrebbe superato il vaglio della Corte Costituzionale e che avrebbe provocato certamente un allungamento dei tempi di giudizio e quindi un aumento dei contenziosi, anzichè l’auspicato effetto deflattivo.

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