Programma maggio 2022
Università Popolare “Aldo Vallone” Anno accademico 2021-2022 Programma di Maggio 2022 Mercoledì 4 maggio, ore 18:30, Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse: dott. Massimo Graziuso,... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea dei Soci 22 aprile 2022
Convocazione Assemblea dei Soci   L’Assemblea dei Soci è convocata nella Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse venerdì 22 aprile alle ore 16,00 in prima convocazione e 17,00 in... Leggi tutto...
Programma Aprile 2022
Università Popolare “Aldo Vallone” Anno accademico 2021-2022 Programma di Aprile 2022 ●       Venerdì 1 aprile, ore 17:00, Officine di Placetelling - L’Università del Salento... Leggi tutto...
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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
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CLAUDIA VIVENDO … TU, POETA DELLA MERAVIGLIA, CHE CONTINUI A STUPIRCI PDF Stampa E-mail
Sallentina
Giovedì 23 Dicembre 2010 12:32

Il 17 aprile 2009, a Lecce, due eventi che riguardano Claudia Ruggeri. Il primo presso la sala “Teodoro Pellegrino” della Biblioteca provinciale “N. Bernardini”, con una sessantina di ragazzi e ragazze delle scuole medie superiori a parlare della scrittura di Claudia, con la sua mamma, signora Maria Teresa Del Zingaro, e poi la docente Maria Occhinegro, del Liceo “Palmieri”. Il secondo evento (progetto di Alessandro Turco e locandina di Claudia Ingrosso) invece, nella notte tarda, presso il pub “La Movida” di piazzetta S. Chiara, intitolato “Claudia vivendo … tu, poetessa della meraviglia, che continui a stupirci”, con Luca Nicolì, Massimiliano Manieri e Chiara Colapietro, lettori di alcune poesie di “Inferno minore”, e poi gli interventi ancora della mamma di Claudia, Maria Teresa Del Zingaro, Elio Scarciglia, Walter Vergallo e di chi qui scrive.

 

Nel 2004, sulla prestigiosa rivista «Nuovi Argomenti» (n. 28, quinta serie, ottobre-dicembre), fondata da Alberto Carocci e Alberto Moravia, e che fu pure la culla letteraria di Pier Paolo Pasolini, il segretario redazionale Mario Desiati, con un bel saggio dal titolo “La ragazza dal cappello rosso”, introduceva al grande pubblico dei lettori Claudia Ruggeri, poeta di Lecce, con queste righe: «Una lettera, prima dell’estate, accompagnava la foto della ragazza dal cappello rosso. Quella lettera mi chiedeva di prendere atto della “visione fisica”, di guardare, attraverso la pellicola del tempo e della carta, quel volto e quegli occhi. Era la tenera risposta della madre di Claudia Ruggeri a una mia richiesta di informazioni, testimonianze e materiale» (p. 250).

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Scritti su Giacomo Leopardi PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Giovedì 23 Dicembre 2010 08:35

La rivoluzione francese e le aporie leopardiane

 

Nel corso del Settecento tutta la vita italiana è concentrata sul terreno riformistico-culturale attraverso tre processi storici essenziali: l'antifeudalesimo, volto a rinnovare la società dell'ancienne régime, l'anticurialismo inteso come riduzione del potere della Chiesa e, più particolarmente del pontefice, a favore dello Stato, e l'umanitarismo, che prevede una legislazione tesa a mitigare le leggi penali. Lievito del pensiero settecentesco sono la filosofia e la ragione che fondano una cultura inscritta nella più larga sfera dell'europeismo segnato da tutti gli elementi positivi della rivoluzione francese, e cioè dalla lotta contro l'assolutismo, contro l'intolleranza religiosa, i privilegi nobiliari ed ecclesiastici e contro la schiavitù del pensiero. In questa temperie dialettica e in questa prospettiva maturano la formazione culturale e il pensiero di Giacomo Leopardi. Dal momento che nell'arco di tutta la sua vita la rivoluzione francese resta l'evento contrassegnato da una promessa di progressiva formazione e da una nuova possibilità per l'uomo, riteniamo che sia quanto mai utile e opportuno indagare quale sia la posizione storica del recanatese rispetto a quell'evento e recuperarla, al fine di comprendere meglio anche il dramma storico del ceto intellettuale dell'Ottocento.

Lo Zibaldone è il grande serbatoio di pensiero attraverso cui può essere avviata e svolta l'indagine.

 

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Beatrice PDF Stampa E-mail
Critica dantesca
Martedì 21 Dicembre 2010 19:41

 

in "Quaderni d'Italianistica", vol. XXVIII, n. 2, 2007, pp. 5-30.

 

1. Beatrice nell’opera di Dante, dalla Vita Nuova alla Commedia, è creatura poetica della distanza. Questa distanza attiva la tensione del poeta verso traguardi sempre più alti fino a quello, definitivo, della visio Dei. Donna amata, fantasma materno, severa interprete del giudizio divino, guida sapiente e comprensiva, la Beatrice dantesca passa dalla levità incantata delle pagine della Vita Nuova alla robusta sostanza di quelle della Commedia conservando fondamentalmente il suo profilo che, però, è di continuo arricchito di nuove determinazioni.

Il rapporto Dante-Beatrice è tutto giocato e, poeticamente, risolto nel tema della distanza. L’amore del poeta, pur nelle occasioni d’incontro descritte nella Vita Nuova, è amor de lohn poiché esso non si realizza convenzionalmente nella soddisfazione erotica del desiderio amoroso ma si appaga nella loda dell’amata e, quando questa è ritenuta inadeguata, si proietta nel disegno di un’opera ambiziosa nella quale l’amante-poeta possa dire della sua donna, come spera, «quello che mai non fue detto d’alcuna» (VN XLII 1)1.

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Lezione di Antonio Montefusco: Le "Epistole" di Dante tra impegno politico e memoria dell'impegno PDF Stampa E-mail
Letture dantesche
Lunedì 20 Dicembre 2010 21:12

Lezione di lunedì 20 dicembre 2010

 

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Maestri del Novecento Scritti politici e letterari (1974-1998) 3 L'ultimo maestro: P.P. Pasolini PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Domenica 19 Dicembre 2010 17:10

Il Ricordo di Pasolini fu scritto pochi giorni dopo la morte dello scrittore avvenuta il 2 novembre 1975. Il 21 ottobre, Pasolini aveva incontrato gli insegnanti leccesi impegnati in un corso di aggiornamento sul tema Dialetto e scuola. Le foto che corredano questi scritti furono scattate nel pomeriggio di quel giorno a Calimera.

 

Ricordo di Pasolini

 

"Da quale parte si va in piazza Elios?". Ed il ragazzo del chiosco di benzina situato sul lato sinistro della strada all'estrema periferia di Calimera per chi viene da Lecce, appare dapprima ignaro, ma aggiunge subito dopo che  più avanti vi è con quel nome soltanto un negozio di abbiagliamento. "E per andare in piazza Sole?" E qui subito una risposta mimetica, precisa.

 

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Iuvenilia 2 Veglie PDF Stampa E-mail
Poesia
Giovedì 16 Dicembre 2010 09:34

Tramonto

 

Da', stella del cielo,

da' un presagio all'amante;

rompi la lontananza che t'avviluppa

in una bella menzogna;

fa' che il parlare non sia

come morire.

 

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Lezione di Matteo Dell'Olio: Origini e storia del melodramma italiano PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Mercoledì 15 Dicembre 2010 21:07

Lezione di mercoledì 15 dicembre 2010

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Maestri del Novecento Scritti politici e letterari (1974-1998) 2. Gobetti e dintorni PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Giovedì 16 Dicembre 2010 10:22

 

Attualità del pensiero di Piero Gobetti


Il pensiero umano è legato alla sua età e in un certo modo la trascende, quando si eleva ad autentica consapevolezza e prepara l'avvento di un grado superiore di civiltà. Esso contiene e conserva sempre i risultati delle esperienze precedenti, purificati dalla loro originaria unilateralità, e ci induce a dar valore soltanto alle idee e a tutto ciò che si giustifica dinanzi alla nostra ragione. Il corso della storia non è quindi mai segnato dal divenire di cose a noi estranee, ma è il nostro stesso divenire a cui noi aggiungiamo qualcosa di nostro.

 

Liberalismo come conflittualismo

Nel pensiero politico di Piero Gobetti si rinvengono cinque significati diversi del termine democrazia: 1) se democrazia è definita in base al valore a cui principalmente si ispira, e cioè all'eguaglianza, essa si contrappone al liberalismo, che privilegia il valore della libertà, e Gobetti, che come liberale sceglie la libertà, non è favorevole alla democrazia nell'accezione autentica del termine; 2) se democrazia viene definita in base all'atteggiamento dello Stato nei confronti dei cittadini, essa è l'equivalente di statalismo come contrapposizione dal punto di vista politico all'iniziativa dal basso dei cittadini medesimi, e dal puntro di vista economico, al liberismo, e Gobetti è liberista perché è liberale; 3) democrazia si contrappone a rivoluzione quando essa coincide col riformismo statale, mentre Gobetti postula il riformismo rivoluzionario liberale; 4) Gobetti  mette in guardia contro la democrazia di compromesso e di collaborazionismo che, più che concordanza e consenso di tutti, è unanimità, vale a dire accordo formale più che sostanziale, mentre egli predilige la concezione antagonistica della storia, perché considera il conflitto delle idee come molla principale del progresso storico; 5) il termine democrazia indica per Gobetti le istituzioni politiche rappresentative, il regime parlamentare e tutto il complesso delle procedure, delle regole e delle istituzioni democratiche.

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IL LABIRINTO METRICO DI ORONZO PASQUALE MACRI’ PDF Stampa E-mail
Recensioni
Mercoledì 15 Dicembre 2010 07:40

Un piacevole ritorno su un testo che ha lasciato interessanti tracce nella letteratura iconica dei nostri tempi, il libro di Cosimo Giannuzzi, “Il Labirinto metrico di Oronzo Pasquale Macrì”, pubblicato nel 2004 da Congedo di Galatina per la Collana di Studi sulla civiltà mediterranea dell’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce. Qui, in questa sede, ci occupiamo del foglio sul quale un prete, della metà del ‘700, disegnò con bellissima grafia un labirinto metrico letterario. Si tratta di quelle piccole rarità cartacee di cui, poi, se non si fa attenzione, si rischia di perderne le tracce. Con una bella, oserei dire aristocratica edizione, il libro che menzionò l’esistenza di questo straordinario “Labirinto Metrico” settecentesco vide la luce grazie al contributo di alcuni studiosi: Giulia Belgioioso (docente di Storia della Filosofia, esperta di Descartes, Università del Salento, per la prefazione), Albina Calsolaro (studiosa e storica di storia patria), Antonio Negro (esperto di archivistica e catalografia), Maurizio Nocera (sociologo), Salvatore Tommasi (linguista e glottologo) che ne approfondirono la tematica, tutti coordinati dalla forte volontà del sociologo della cultura Cosimo Giannuzzi, che non pochi suoi studi ha dedicato a questo tipo di interessi, soprattutto quelli imperniati sui giochi di percorso, che per lui altro non sono che labirinti.Degli studi di questo attento autore di cose apparentemente marginali e periferiche se n’è accorto lo stesso Umberto Eco che, rispondendogli con un suo libro - “Lo strano caso della Hanau 1609” - gli aveva scritto questa dedica: «A Cosimo Giannuzzi/ con molti ringraziamenti/ per il suo bel libro,/ quest’altra storia/ abbastanza labirintica».

 

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Amministrazione, ingegneri e territorio nell’Italia napoleonica PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Martedì 14 Dicembre 2010 16:18

Tema quanto mai poliedrico e complesso quello indicato dalla triade terminologica che si è scelta a titolo del presente contributo. Esso si presta infatti a molteplici letture e trattazioni, tutte di estremo interesse, condotte a partire da differenti angolature e punti di vista: dalla trasformazione della figura dell’ingegnere, nel passaggio dall’ “arte” alla “professione”, trasformazione caratterizzata dalla progressiva professionalizzazione delle sue mansioni, ai profili della formazione sempre più orientata in senso tecnico-scientifico e sempre meno dipendente dall’apprendistato pratico; dall’assetto dell’istruzione superiore e dell’evoluzione delle discipline fisico-matematiche, ai differenti profili professionali dei tecnici chiamati ad operare nei diversi rami dell’ingegneria; dal ruolo dei tecnici negli apparati amministrativi degli stati italiani d’antico regime, ruolo che diventa ancor più rilevante nel passaggio tra Sette e Ottocento, all’organizzazione amministrativa e al funzionamento concreto del settore dei lavori pubblici che prende nuova forma in età napoleonica; dalle innovazioni tecnico-scientifiche…

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