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Un nuovo museo per Lecce - (13 marzo 2015) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Venerdì 13 Marzo 2015 16:57

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di venerdì 13 marzo 2015]

 

Vedo che Lecce riceverà un milione di euro per attuare iniziative che celebrino la candidatura della città a Capitale Europea della Cultura. Un ottimo premio di consolazione per una città e un’amministrazione che ci hanno creduto e che hanno operato in questo senso. Resta da vedere come li spenderemo. Vedo già che si fanno avanti organizzatori di spettacoli di vario tipo e spero che ci saranno anche altre iniziative. La cultura non è solo spettacolo.

Mi sento di riproporre una iniziativa che feci quando fu inaugurato il Museo Storico della Città di Lecce. Ecco cosa scrissi per il Quotidiano: Il monastero delle Clarisse è rimesso a nuovo con un sapiente restauro e ora è un prestigioso contenitore culturale per il Museo Storico della Città di Lecce. Ora bisogna riempirlo. Un pochino di musei ne so. E ogni volta che entro in un edificio vuoto me lo immagino con un allestimento. Museo storico della città di Lecce. Da dove comincia la storia di Lecce? Beh, comincia con la pietra. E da dove viene quella pietra? Lecce è fatta con gli scheletri di protozoi marini che si sono accumulati sul fondo del mare, come sedimento, per poi compattarsi in quella che chiamiamo pietra leccese. In quella pietra c’è la storia di chi ha vissuto qui prima di noi e, nelle cave, c’è l’inizio della storia. Se nella pietra ci sono i calchi fossili dei tubi di antichi crostacei si instaura quella forma di erosione chiamata la lebbra della pietra leccese (e nessuno sa quale ne sia la causa, a parte i paleontologi). Quelle forme che vedete nella pietra erosa sono proprio i calchi dei tubi dei crostacei. Nella roccia ci sono i fossili dei “mostri” che un tempo vivevano qui. Balene, tartarughe giganti, squali enormi, e molto molto altro. Da qui si parte, questo è il materiale che costituisce Lecce.

Un allestimento che lo spieghi sarebbe strepitoso. Lo vedo già, in alcune di quelle sale. Con giganti di otto metri appesi al soffitto, e i loro scheletri ricostruiti, assieme ai paesaggi di allora. E poi l’uso della pietra per fare dolmen e menhir, la civiltà megalitica, e poi un viaggio nel tempo che mostri la nostra storia con l’archeologia più recente. Fino ai giorni nostri. Non esiste un museo così, che io sappia (e qualche museo l’ho visto). Ci sono musei scientifici e ci sono musei archeologici, musei di arte antica, e musei di arte moderna. La cultura è spezzettata e mostrata sempre in modo parziale. Ci sarebbe l’occasione di fare un museo di cultura. Punto. Senza aggettivi. Partendo con la scienza che si mescola con la storia, mostrata attraverso l’arte, per diventare un modo di vedere il mondo, una filosofia. Passando da un tema all’altro attraverso un filo rosso che, a Lecce, non può che essere la pietra. E quindi, mentre giravo per quel museo, nella mia testa già lo vedevo con il suo allestimento interculturale (bisogna usare paroloni per dare dignità alle proposte, purtroppo).

L’Università del Salento ha già molti musei dove, a pezzi, sono mostrate tutte queste cose, e molte altre. Il materiale per farlo esiste già tutto. Ogni museo potrebbe mettere un pezzo del suo patrimonio, agendo come strumento che suona in un’orchestra, mostrando che il tutto è più della somma delle parti. E da quel concerto ogni visitatore potrebbe essere poi indirizzato nel museo dove uno di quegli aspetti viene approfondito, dove ci sono gli esperti. Un sistema solare di musei, con un sole centrale e i pianeti che gli girano attorno. L’Università e la sua città potrebbero fecondarsi a vicenda e dare vita a un essere multiforme e unico al mondo. In cui organizzare iniziative su TUTTO, diventando una capitale culturale non solo per quello che è stata ma anche per quello che è e che sarà.

Non so quali siano i piani, non so cosa già si pensi di mettere in quelle sale, cosa si intende fare con quel milione. Penso che gli appetiti siano tanti. Forse si finanzieranno iniziative senz’altro migliori di questo mio sogno ad occhi aperti. Dipenderà dal Sindaco, e da quanto l’Università saprà proporre, magari facendo parte di una commissione di consulenza che aiuti nelle scelte. Occorre riempire al meglio contenitori culturali che troppo spesso restano vuoti di contenuti (per non parlare della povertà dei contenuti, quando ci sono).

La proposta è fattibile, e il Sistema Museale di Ateneo, presieduto dal prof. Mario Capasso, è pronto a metterla in atto, valorizzando un patrimonio museale di cui la città ha ancora poca contezza. Sarebbe un modo per mettere in pratica la tanto auspicata sintonia tra la città e la sua università.

 

 

 


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