Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
Come anticipato a voce ieri, in occasione della emozionante performance poetica organizzata dal nostro Laboratorio di poesia, la conferenza di venerdì 23 marzo della prof.sa Alberta Giani... Leggi tutto...
Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Arte


Ritagli di cielo: la pittura di Marcello Torsello PDF Stampa E-mail
Arte
Scritto da Paolo Vincenti   
Domenica 17 Febbraio 2013 08:16

“Ritagli di cielo” è il titolo di una mostra pittorica tenuta da Marcello Torsello nel 2010 al Museo Internazionale Mariano di Arte Contemporanea di Alessano, a Borgo Cardigliano di Specchia e a Villa Meridiana di Santa Maria di Leuca, e raccolta in un Catalogo curato dal professor Carlo Franza. L’autore è forse più conosciuto per essere il padre del fotoreporter Gabriele Kash Torsello, all’attenzione delle cronache nazionali e  mondiali per il suo rapimento avvenuto in Afghanistan nel 2006. Il nome del pittore, dunque, paradossalmente, ha rischiato di essere oscurato dal chiarore della notorietà del figlio Gabriele Kash, animatore dell’agenzia fotografica “ProPugliaPhoto”, e recentemente curatore della mostra “L’architettura del fuoco (Non solo camini)”, tenutasi presso il Palazzo della Cultura di Galatina. Ma Carlo Franza, nella presentazione del Catalogo, spiega che  “le vicende della pittura di Marcello Torsello,[…] lasciano leggere dichiarazioni di attualità, dove passato presente e futuro si svelano intrecciati al filo del desiderio…. Il paesaggio di Torsello se da una parte guarda all’americano Edward Hopper per una sorta di pittura silenziosa, calma, stoica, luminosa e classica, dall’altra si allontana dalle forme e dall’iconicità, per segnalarsi come addirittura svolta astratto-geometrica, per via dei tagli e delle scenografie, per via di certi comignoli sui tetti che sono fortemente evocativi, immagini avvolte nella luce e nell’ombra, addirittura fantasmi dei luoghi…”.

E’ facile dunque farsi sorprendere da questi dipinti del Torsello, realizzati con la tecnica dell’acrilico, da questi “ritagli di cielo” appunto, in cui leggiamo, tra astrazione e consistenza, quei comignoli su tetti, quei meriggi pallidi e assorti, quelle edicole votive, in un paesaggio marcatamente salentino, su sfondi  bianchi e grigi fra i quali si stagliano quel blu e quell’azzurro così poetici. Una poesia silenziosa, questa pittura colore, emozione incomprimibile,  attraverso la quale Torsello realizza il proprio animo umano.  Marcello Torsello, nato ad Alessano nel 1935, si è dedicato tutta la vita, per motivi professionali, alla tabacchicoltura. Ormai in pensione, ha deciso di volgersi all’arte seguendo un’antica inclinazione che lo ha portato a dare corpo pittorico ai suoi sogni, ideali, speranze, al paesaggio amato, alle case e al cielo salentini. Nel 2009, a Milano gli è stato conferito dal Circolo della Stampa il Premio delle Arti per la pittura, edizione XXI. Ha tenuto diverse mostre, in Salento, fra Alessano e Santa Maria di Leuca, Firenze, Roma. Una bella foto dell’autore, in quarta di copertina, ci mostra un volto sereno, seppur scavato dalle rughe, di chi forse ha consapevolezza della finitezza dell’uomo a raffronto dell’ eternità  dell’arte.

 


L'arte di Antonio Massari, uno "straniero sulla terra" PDF Stampa E-mail
Arte
Scritto da Paolo Vincenti   
Martedì 12 Febbraio 2013 18:25

Notevole progetto, questo “Massari”, per le Edizioni D’Ars Milano (2010), voluto da Antonio Massari. La mole imponente del libro e il prezzo elevato ne fanno un oggetto da collezione, certo non alla portata di tutti e infatti esiguo è il numero di copie stampate dalla Tipolitografia Gamba (di Verdello-Bergamo) su progetto grafico dell’arch. Monia Gamba. Un progetto ambizioso voluto da un artista di fama internazionale, leccese di origine e lombardo di adozione, Antonio Massari, anche per celebrare la propria famiglia, dal padre Michele, del pari noto e apprezzato pittore ed eclettico artista, alla madre Antonietta Milella, alla sorella Anna Maria artista anch’ella. Il libro infatti, un pregiato manufatto che è stimolante maneggiare, con un’opera di Massari del 1975, “Onde”, sulla prima di copertina, e sulla quarta una foto del 1973 che ritrae lo stesso Massari con Pierre Restany e Oscar Signorini, ha come sottotitolo “Sull’acqua… e sulla terra” e ci offe un focus sulla figura artistica, la vita e le opere di Antonio Massari, attraverso gli interventi critici, disposti in ordine sparso, di quanti lo hanno conosciuto e apprezzato, nella prima sezione, e numerosissime foto, nella seconda sezione. Dopo una Presentazione di Antonio Cassiano, Direttore del Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, compare il primo di una serie di interventi critici sulla pittura di Massari da parte di Pierre Restany, il quale coniò la definizione forse più nota, cioè “il meccanico delle acque” con riferimento a quei suoi arditi esperimenti delle carte assorbenti che rappresentano solo una fase, per quanto celebrata, della sua intensa carriera artistica. Un creativo infatti compie un cammino di continua evoluzione e si spinge verso sempre nuove realizzazioni, coltiva poco il ricordo delle gesta passate ma è invece proiettato per sua indole verso il futuro; appena terminata un’opera, ne progetta un’altra, e lascia ai critici e ai biografi, ai galleristi e ai mercanti d’arte, insomma agli addetti ai lavori, il compito di analizzare, raccogliere, selezionare, compendiare, valutare, catalogare.

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Effervescenze naturali di Luigi De Giovanni PDF Stampa E-mail
Arte
Scritto da Maurizio Nocera   
Giovedì 13 Settembre 2012 17:18

Luigi De Giovanni è un pittore dalle cento e uno tecniche miste, tutte di straordinaria bellezza. I dipinti di De Giovanni, che da decenni vive in Sardegna, tra l’altro e spesso ritraggono immagini del Salento, sua terra di origine, un Salento visto con gli occhi di chi riesce a interpretarlo con i colori della vita. Molte sue opere riprendono, con uno stile originalissimo, la natura e le emozioni che da essa scaturiscono. Fondamentalmente sono noumeniche visioni che solo un estro sperimentato sa produrre.

Giustamente è stato scritto che De Giovanni parte da una spinta fondamentalmente «impressionista, dal tratto espressionista, per giungere all’informale, nelle tecniche miste e nei jeans (l’artista recupera vecchi jeans, per lo più già usati, e con essi “costruisce” il dipinto). Il suo è il mondo della luce che vibra nel colore che dà forma. È la spiritualità, è il pathos che si palesa nelle opere: suggestioni ed emozioni d’attimi che vengono fermate nel dipinto. È come se avvertisse il genius loci e con esso interloquisse comunicandolo nell’espressività delle pennellate e del colore. L’artista, preso dalla furia creativa, con i colori e i pennelli, aggredisce la tela bianca ricercando una pacificazione che non trova. La sua è una catarsi gestuale e intellettiva che dura il tempo della creazione dell’opera: un’esigenza interiore di ricerca continua. Il suo spirito inquieto trova significato nella pittura e con la pittura» (Federica Murgia).

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Syncronicart PDF Stampa E-mail
Arte
Scritto da Gianluca Virgilio   
Martedì 24 Luglio 2012 15:46

A Martano, fino al 31 luglio, presso il Palazzo baronale si può visitare la I Rassegna Internazionale di Arte Contemporanea, curata da Raffaele Gemma.

 

Sarò passato almeno cento volte davanti al palazzo baronale dei Comi a Martano, andando ad Otranto e ritornando a Galatina, quando la circolazione stradale consentiva di transitare con l’auto nel centro del paese – oggi è vietato, ed è un bene che il centro cittadino sia stato restituito ai pedoni -; e ogni volta sollevavo gli occhi alla grande fabbrica, muto omaggio ad un’architettura storica che, sia pure tra mille traversie, aveva saputo resistere al tempo e valicare i secoli.

Ieri sera, approfittando di un’imprevista frescura dopo la calura di luglio durata troppo a lungo, per la prima volta in vita mia ho varcato la soglia di quel palazzo e ho salito la scalinata consunta sotto lo sguardo delle foglie-volto che adornano la balaustra, per visitare Syncronicart – I Rassegna Internazionale di Arte Contemporanea, curata da Raffaele Gemma,  che è stata inaugurata il 7 luglio e rimarrà aperta fino al 31 luglio. Tredici artisti di diversa provenienza e cultura artistica occupano gli spazi espositivi di quello che fu un castello aragonese, prima di diventare un palazzo baronale nel XVII secolo, fino ad esser ridotto, in tempi a noi relativamente recenti, in parte a fabbrica di tabacco e in parte ad abitazione civile.

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Cosimo Sponziello, pittore di cieli di ghiaccio PDF Stampa E-mail
Arte
Scritto da Maurizio Nocera   
Domenica 15 Aprile 2012 09:55

Ci sono due tratturi (forse ce n’è anche qualcun altro, sicuramente ancora più nascosto e che non è di mia conoscenza) per arrivare alla contrada agricola Grumisi, tra i feudi di Tuglie e Sannicola, scendendo dolcemente il pendio della ruga della Murgia salentina dalle parti di San Simone, che di Sannicola è frazione. Questo tratturo campestre è ubicato più vicino a Tuglie, ed è quello che attraversa le cosiddette Molte terre (Mutaterre), superando il grande Canyon ferroviario, che in due spacca la piccola Murgia di fronte allo Ionio. Dal loro versante, ancora oggi, i tugliesi lo percorrono attraversando una strada che è quella che passa dalla piccola collina [il sindaco Cesare Vergine la denominò Monte Grappa in memoria di alcune sue vicende legate all’omonimo monte del Trentino-Alto Adige, dov’egli fu soldato nella prima guerra mondiale 1915-18] per arrivare poi a quella contrada agricola che Cosimo Sponziello e i sansimonari usano chiamare Grumisi al contrario dei tugliesi, che invece la denominano Crumisi, con la C.

Un tempo, in questa contrada, chi qui scrive ci arrivava percorrendo il tratturo delle Molte terre, per giungere a un fazzoletto di terra bauxitica selvaggia irta di pietre e di rovi, appartenuta ai propri avi. Poco sotto questo campo, c’era e c’è tuttora il campo di Cosimino con al centro la casa che noi bambini chiamavano villino e che nella quale, negli ultimi decenni, Sponziello ha passato il resto della sua vita.

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