Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
Come anticipato a voce ieri, in occasione della emozionante performance poetica organizzata dal nostro Laboratorio di poesia, la conferenza di venerdì 23 marzo della prof.sa Alberta Giani... Leggi tutto...
Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
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Sallentina


Abbiamo ancora bisogno di porti turistici? - (30 settembre 2014) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Giovedì 02 Ottobre 2014 07:21

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di martedì 30 settembre 2014]

 

Leggo sul “Quotidiano” che quest’anno qualche miliardario russo è venuto in Salento e non ha trovato dove attraccare il suo mega-yacht. Si fa l’elenco dei porti turistici, e si conclude che non bastano, anche perché alcuni non sono mai decollati.

Che ci sia bisogno di un porto per mega-yacht lo posso anche capire, ma forse si potrebbe attrezzare adeguatamente il porto di Gallipoli, dove c’è tutto lo spazio per imbarcazioni di grandi dimensioni.

Mi piacerebbe sapere quale sia l’intensità d’uso dei porti attuali, oltre al mese di agosto. E quali siano gli introiti rivenienti dall’uso di questi scali, a fronte dei costi affrontati.

Mi piacerebbe sapere quali opere edili sono previste, a fianco dei nuovi porti. E anche se ci sono fondi pubblici che contribuiscono alla creazione di queste opere, oppure se si tratta di investimenti di privati.

Per il momento sappiamo che, nonostante siano stati costruiti porti turistici, il loro utilizzo è limitato, a parte un breve ma intensissimo periodo. Però si dice che abbiamo bisogno di altri porti turistici.

Pare che i sindaci siano tutti d’accordo di fare altre infrastrutture di questo tipo nel loro territorio. Continua la proposta di colare cemento sulle nostre coste. E poi ci vorrà l’asfalto per raggiungere in velocità la propria lussuosa imbarcazione. Lo sviluppo continua ad esser visto come costruzione di nuove opere. A me piacerebbe sapere quali infrastrutture già esistenti potrebbero essere riconvertite per far fronte alle richieste di spazio per le grandi imbarcazioni turistiche, senza costruire nuove infrastrutture.

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Alla Biblioteca comunale di Gagliano del Capo, con la forza di una passione PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Paolo Vincenti   
Mercoledì 01 Ottobre 2014 06:44

Non è facile descrivere un anno e mezzo di attività culturale svolta dalla Biblioteca Comunale di Gagliano del Capo senza che questo si trasformi in una mero elenco di date, autori e titoli, insomma in una fredda nomenclatura. Non è facile, ma lo diventa se si considera il fatto che dietro ad un Ente, ad una qualsiasi istituzione, ci sono uomini e donne con il loro portato di entusiasmo, senso del dovere, dedizione. Se si considera il fatto che nessun successo, alcun traguardo,  è possibile senza che delle persone abbiano lavorato al loro raggiungimento. È il caso appunto della Biblioteca Comunale di Gagliano, intitolata a Vincenzo Ciardo (1894-1970), pittore e maggior gloria del paese, e della sua responsabile, dott.ssa Luigina Paradiso, alacre promoter culturale e autrice anche di un libro di storia locale “Don Ferdinando Coppola Parroco di Gagliano dal 1859 al 1918” edito da Congedo.

Il nostro resoconto di un anno e mezzo di attività della Biblioteca Comunale di Gagliano, inizia Il 2 marzo 2013, con la prima edizione della “Festa del Poeta” organizzata da Luigina Paradiso e dall’assessore alla Cultura Riccardo Monteduro.   Presentati da Mauro Ciardo e Maria Maggio, i poeti: Antonella Sergi, Antonio Ceddia, Imma Melcarne, Francesco Moncullo, Luigi Cazzato, Mario Battagliero, Cesare Piscopo, Salvatore Sergi. Musiche al pianoforte del maestro Maria Fino.

Si prosegue poi con il progetto“Vivere narrando storie”, ideato  e  curato  dalla  dott.ssa  Luigina  Paradiso. Nell’ambito dei “Giovedì d’Autore”, vengono ospitati mensilmente degli autori salentini con i loro libri, presentati in un contesto di cura e raffinatezza da parte degli organizzatori, grande interesse e partecipazione da parte del pubblico. L’atmosfera che si respira durante questi incontri è quella di una calorosa convivialità, di un operare cultura partecipato, democratico diremmo, allargato, arricchente.

La prima presentazione è del 4 aprile 2013, con il libro “Immagina la gioia” di Vittoria Coppola, relatore il giornalista Mauro Ciardo.

Il 14 maggio 2013 è la volta di Maria Pia Romano con “La cura dell’attesa”, relatore il giornalista Mauro Longo.  intermezzi musicali a cura della pianista Maria Fino e Letture a cura di Teresa Scappaviva.

 

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Lecce merita di provarci a testa alta – (24 luglio 2014) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Giovedì 24 Luglio 2014 21:02

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di giovedì 24 luglio 2014]

 

Non ho votato per l’attuale amministrazione della città di Lecce (non riesco a votare per qualcuno che sia in qualche modo accomunato a Silvio Berlusconi). Però il Sindaco Perrone ha iniziato un processo che, da solo, dà pieno significato alla sua gestione della città dove vivo e che amo. Lecce merita di proporsi come Capitale Europea della Cultura. Averle dato questa possibilità, e averci messo la faccia (anche sui manifesti) vale uno o due mandati da sindaco. Perché non è solo una questione di immagine. Arian Berg (anche la sua scelta è una mossa molto azzeccata) sa benissimo che le capitali europee della cultura devono avere “qualcosa” che ne dimostri l’identità, ma devono anche avere bisogno di “qualcosa” per poterla affermare in pieno. La mia altrettanto amata Genova, per esempio, fu Capitale Europea della Cultura perché ha il più grande centro storico d’Europa, ma anche perché c’era bisogno di riqualificarlo. Dopo il “trattamento” da Capitale, una parte del centro storico di Genova è diventata Patrimonio Unesco dell’Umanità. Lecce ha bisogno di cultura, perché ha molta cultura da offrire. La si respira camminando per la città, mangiando nei suoi ristoranti, parlando con la sua gente. Lecce è a un bivio, ha un’immagine molto forte, oramai di livello internazionale, assieme a tutto il suo territorio. Ora può scegliere se diventare attrattiva per masse di turisti mordi e fuggi, di vacanzieri in cerca di caciara (e abbiamo visto come la malavita stia allungando i tentacoli sulla movida), o se si può presentare come un gioiello di architettura e cultura, abbinate a un ambiente di qualità sia nell’entroterra sia sulla costa, da centellinare, gustare, scoprire ed esplorare, magari persino per passare qui una parte dell’anno, una parte della propria vita.

Diventare Capitale Europea della Cultura diventerebbe una forte attrattiva verso il modo “lento” di vivere la città. Aver candidato Lecce significa aver abbracciato questo modello, questa visione. Il sindaco ora è strattonato tra chi vuole i gazebo e le bancarelle plasticose della quantità, e chi vuole la qualità della vita lenta, quella che si va a piedi (direbbe Jannacci), come ho fatto notare agli architetti che disquisivano del recupero di Piazza Mazzini (e che dopo tre giorni hanno "scoperto" che bisogna andare a piedi).
Quando Salvemini (padre) iniziò a chiudere al traffico il centro storico, tra le proteste di tutta la città, la sinistra al potere fece una scelta forte, di indirizzo. Ricordo quando le auto entravano da porta Rudiae e arrivavano in piazza Sant’Oronzo, per poi proseguire per via Trinchese, costringendo  i pedoni a schiacciarsi contro i muri (cosa che ancora avviene se si vuole andare a vedere l’Arco di Prato). La destra strepitò, assecondando le lamentele dei commercianti più miopi. Ma poi, ritornata al potere, non tornò indietro e continuò l’opera di riqualificazione del centro storico, inglobando i valori della sinistra. Per me, l’idea di Lecce Capitale Europea della Cultura è un’idea di sinistra, e non me ne importa nulla se chi l’ha proposta ha una casacca di destra (tolgo il centro perché, essendo in entrambi gli schieramenti, i centri si elidono a vicenda). Non è una trovata pubblicitaria, il Sindaco ci crede davvero. E chiede a chi verrà dopo di lui di continuare a perseguire il suo disegno, qualunque sia lo schieramento vincente.

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Come stanno le cose 20… Estate salentina (e congedo finale) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Gianluca Virgilio   
Lunedì 21 Luglio 2014 08:17

["Il Galatino" anno XLVII n. 13 dell'11 luglio 2014]

 

E’ arrivata l’estate, la lunga estate salentina. Torme di turisti hanno invaso la penisola, facendo scalo alla stazione di Lecce o all’areoporto di Brindisi, oppure avendo percorso la statale che scende da Bari fino a Lecce per diramarsi poi in direzione di Maglie-Otranto e di Gallipoli-Leuca. L’estate salentina è lunga sei mesi, da maggio ad ottobre, ma il potlatch si esaurisce in due, luglio e agosto, o ancora meno, tra la fine di luglio e ferragosto. Allora  converrà partire e andare lontano, per sottrarsi all’invasione e al frastuono delle notti bianche, delle lunghe code in strada all’ingresso dei luoghi balneari, le spiagge affollate…

Gli amministratori locali, sindaci e assessori alla cultura in prima fila, si sono preparati da tempo all’accoglienza, gli assessori provinciali speriamo per l’ultima volta: sagre, feste padronali, fiere, concerti concertini e concertoni, degustazioni enogastronomiche e presentazioni di libri, meglio se associate, spettacoli d’ogni tipo riempiono le notti dei turisti e degli autoctoni: si celebra il culto della visibilità, la dea moderna del politico impegnato nell’antica arte del regalare panem et circenses.

Le luminarie  oscurano le stelle e mentre la cicala frinisce a più non posso - e non sa che sta per scoppiare! - nascosta tra gli olivi, i fichi ed i carrubi, impazza l’evento, che stupisce e stordisce e instupidisce, lasciando i turisti sempre più stressati e gli autoctoni sempre più schizzati.

I trafficanti hanno provveduto per tempo i loro manutengoli e scagnozzi di abbondanti quantitativi di droga, perché non manchi nulla ai frequentatori notturni di spiagge trasformate in discoteche e fumoir all’aperto, nigth e bar e chioschi sempre troppo affollati.  Le strade sono diventate pericolose perché tra tanta gente fatta, c’è sempre qualcuno strafatto che preme forte sull’acceleratore e fa un sorpasso azzardato; e dopo si piangono i morti.

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Cautela con TAP, ma non preclusioni – (19 luglio 2014) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Domenica 20 Luglio 2014 11:18

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di sabato 19 luglio 2014]

 

E’ da un po’ che ho rapporti con TAP. Si tratta di una grande impresa che porterà il gas nel nostro paese passando da un tratto di mare e, visto che mi occupo di mare e ho qualche competenza in materia, mi è stato chiesto di valutare il possibile impatto di quel tubo sull’ambiente marino. La prima cosa che ho detto ai dirigenti TAP è stata: lo studio ve lo facciamo, ma i risultati che verranno saranno esclusivamente scientifici, e se ci saranno cose che non vi piacciono… peccato. Affidare l’incarico di valutare un impatto non equivale a comprare chi deve effettuare la valutazione. Lo dico perché ho sentito insinuazioni al riguardo. Devo dire che i dirigenti TAP mi han detto: ma noi vogliamo sapere quale sia la vera situazione, e vogliamo mettere l’impianto dove gli impatti sono il più limitati possibile. Forse mi han preso in giro, ma per il momento non mi pare proprio.

Li ho anche sconsigliati di proporre mitigazioni, perché avrebbero dato l’impressione di voler comprare consenso su qualcosa che avrebbe avuto impatti che si vogliono nascondere. Ma ho avuto una risposta che bene o male mi è parsa convincente: se passo da casa tua, e faccio passare un tubo nel tuo giardino, anche se non distruggo niente, anche se alla fine non hai alcuno svantaggio, è buona educazione che io ti compensi per il disturbo arrecato. 
Giusto. Ma questa “buona educazione” viene letta in ben altro modo. Non so come siano andate le cose alla festa di luminarie sponsorizzata da TAP. So che in altre occasioni i rappresentanti di TAP non hanno potuto parlare perché un pugno di scalmanati copriva con urla i loro interventi.

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