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Programma gennaio 2019
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Ritratti salentini 7. Isa Tulino PDF Stampa E-mail
Arte
Scritto da Augusto Benemeglio   
Sabato 18 Luglio 2015 08:40

Un’artista  gallipolina a Berlino


1. Fantasmi colorati

Una giovane artista emergente, purissima gallipolina, la trentenne Isabella Fedele, in arte Isa  Tulino, espone ormai da tempo  i suoi quadri, - opere di grandi dimensioni (mediamente da cm120x130)-  alla Galerie “Jan Wentrup” in Chorin Strasse di Berlino  che in questi ultimi anni è diventata un’immensa  città d’esposizione a cielo aperto, la vera capitale dell’arte europea, in particolare per i giovani, sia per la sua effervescenza culturale che per il suo spirito liberale e innovativo. Berlino è diventata la Mecca per migliaia di giovani artisti che vogliono confrontarsi con i coetanei di tutto il mondo n un’ottica di sperimentazione creativa.

Ma se volete sapere qualcosa dell’arte di Isa Tulino, dei fantasmi colorati della sua pittura  che invadono la superficie e vi fanno colare la materia liquida e lacerti di stracci, insetti, chele, come mostruose figure d’altri mondi; se volete sapere delle sue notti blu estive, lapislazzuli di Gallipoli,  o blu Metal autunnali di Berlino – dove risiede ormai da sette anni; se volete sapere che fine hanno fatto le maschere grottesche di Ensor con le loro umane passioni e i loro ghigni minacciosi; se volete sentire il rumore di una nuova alba che s’affaccia nel cielo della vecchia  Berlino, fatto di cose informi e grigie, di fischi brevi e laceranti, di voci murate e omini gialli, di sfide disumane e crociate di Gerusalemme tra cristiani e musulmani, dove consessi di cadaveri vagano  nell’etere senza pace intorno alle croci e al  lutto del mondo; se volete scoprire tutto ciò che la città nasconde, che è sordido e schifoso, sommerso di rifiuti, di solitudini estreme e d’abbandoni; se volete rischiare di infilarvi nella cruna di un ago come farebbe un cammello, che è poi il suo modo di essere, la sua maniera di fare arte per andare a caccia di emozioni forti e desideri assurdi – cercare angeli senz’ali in cieli viola, stelle spente e solitarie, disperanti fiori nel fango; se volete, infine, intravvedere quegli spiragli in cui vanno a ficcarsi le anime degli albini di tutto l’universo quando declina l’estate nel Salento (tutto un concerto, una sinfonia di ragazze dagli occhi azzurri e dai capelli nerissimi) e il plenilunio porta nuovo vigore, e tutto è intriso di una strana gioia di vivere  e di morire, ed è un crash pazzesco di luci gialle ,matasse azzurre aggrovigliate insetti rossi e intrecci e  liane della jungla; se volete tutto ciò, dovete dimenticare per un poco il pensiero razionale, mettere in disparte le ragioni della ragione e spalancare il terzo occhio, l’occhio interiore, quello che vi fa abbandonare al flusso delle sensazioni, quello che vi riporta indietro nel tempo di anni luce e vi apre all’ascolto delle pure emozioni della creazione; vi dovete muovere, insomma, sul filo d’equilibrio delle libere associazioni  care alla pratica psicoanalitica, e iniziare così il vostro viaggio nel caotico affascinante orrido mondo di Isa.

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