Programma di Dicembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Lunedì 2 dicembre, sala Contaldo, ore 18,00: prof. Vincenzo Mello, Myflor e Flormart 2019: Orto-Floro-Vivaismo internazionale. Venerdì 6 dicembre, sala... Leggi tutto...
Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Home
Il nostro sistema educativo deve cambiare - (11 giugno 2012) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Lunedì 11 Giugno 2012 12:55

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di lunedì 11 giugno 2012]

 

Non c’è nulla di più importante della scuola. E’ la scuola che addestra i giovani umani all’uso dell’intelletto, facendoli diventare qualcosa di più che semplici animali. E in effetti lo stato investe molto, in termini di denaro, nella scuola. La voce istruzione è al primo posto tra le uscite dello stato. Però spende in modo strano, lo stato, perché paga pochissimo chi fa il lavoro più importante: le maestre elementari. Non ho messo anche i maestri perché non ce ne sono più. Lo stipendio aumenta man mano che aumentano i gradi di istruzione, e al vertice stanno i professori universitari. Sono uno di loro, con l’altisonante titolo di professore ordinario, ma sono conscio che il mio lavoro, nell’ambito della formazione, sia di gran lunga meno importante di quello delle maestre elementari. Prendere per mano i bambini e farli appassionare alla conoscenza, agevolando il passaggio dal belluino all’umano, è la cosa più importante. E’ quello che determina il percorso di una vita, quello che gli etologi chiamano imprinting.

L’altro giorno ero a una manifestazione dei PON e c’erano trenta scuole di Lecce, messe in rete. I progetti PON sono extracurriculari (significa che fanno cose che non sono nei programmi ministeriali). Io ero lì perché in uno di questi PON era stato coinvolto il Museo di Biologia Marina di Porto Cesareo, che dirigo. Sul palco si sono alternati docenti e assessori, provveditori, funzionari... persino io... e studenti. Ogni scusa è buona per saltare un giorno di scuola e quindi i ragazzi e le ragazze erano contenti di essere lì, nonostante la noia mortale di gran parte delle esibizioni. Ma è scontato che a scuola ci si annoi, e quindi va bene tutto. Poi sono arrivati due bambini di seconda elementare, accompagnati dalla loro maestra. Hanno esposto le loro ricerche di piccoli scienziati. Avevano fatto un’escursione lungo la costa (dal filmato proiettato alle loro spalle si vedeva che pioveva). Li accompagnava Raffaele Inguscio, un naturalista. Da lui hanno imparato a guardare le pietre, e l’acqua, la vegetazione, gli animali. Hanno raccolto campioni e li hanno studiati. Quei due bambini di sette anni erano raggianti. Fierissimi di aver fatto quegli studi. Si vedeva che si sono divertiti a farli, e che sarebbero disposti a tutto pur di continuare. Hanno capito, a sette anni, che studiare è bello.

Ma quella era solo una vacanza dalla scuola, era un’attività extracurricolare. Per fortuna che ci sono queste attività, per fortuna che ci sono docenti che le sviluppano e dirigenti scolastici che capiscono. Ma è assurdo, illogico, folle, che nelle discipline curriculari siano inferti colpi mortali alla curiosità e all’entusiasmo dei bambini. Ci sono due
frasi, secondo me, che esemplificano il modo in cui, in generale, il nostro sistema scolastico insegna a leggere e scrivere, e a far di conto: “ei fu siccome immobile” per lo scrivere e “raggio per raggio per tre e quattordici” per il far di conto. I bambini non si appassionano a ei fu siccome immobile raggio per raggio per tre e quattordici. Lo accettano di malavoglia, e non vedono l’ora che la tortura finisca. Se li porti in un bosco, o in riva al mare, o nel mare, diventano gli alunni più volenterosi e entusiasti della storia. Come quei due che ci hanno raccontato le loro esperienze. La scuola deve prima di ogni altra cosa far capire alle ragazze e ai ragazzi che studiare e acquisire conoscenza è la cosa più bella che ci sia. E questo obiettivo non si raggiunge con eifusiccomeimmobileraggioperraggiopertreequattordici. Si ottiene l’effetto opposto. Dopo aver acceso l’entusiasmo e la passione per la conoscenza, ma ci vuole qualche anno ... vanno coltivati, si può anche arrivare al Cinque Maggio e all’area del cerchio. Una volta appresa la lezione (studiare è bello) poi si è pronti per studiare qualunque cosa. Persino le insulsaggini che propina il nostro sistema scolastico. E’ paradossale che le cose importanti, quelle che segnano, siano fatte come attività supplementari, e che le attività obbligatorie siano invece altamente inefficaci nell’ottenimento dell’unico obiettivo strategico dell’istruzione: far capire che imparare è una cosa bellissima, e che non si finisce mai di imparare. Intanto, mi è arrivata notizia che la Provincia di Lecce non sta rinnovando la convenzione col Museo di Biologia Marina di Porto Cesareo, visitato ogni anno da quasi seimila alunni della nostra provincia. Questo ci rende la vita più difficile, ma fa lo stesso. E’ ovvio che in tempo di crisi si debbano tagliare le spese inutili. E dopotutto noi universitari dobbiamo smetterla di fare cose rivolte ai bambini che, in effetti, devono fare le cose serie, mica trastullarsi con gli squali e le meduse. Ei fu siccome immobile, raggio per raggio, altro che pesci! Però non ci arrendiamo, e quei due bambini alla cerimonia dei PON mi hanno dato la certezza che sia giusto fare di tutto pur di continuare con quel museo, e con altri musei, come il Museo dell’Ambiente a Ecotekne, o l’Osservatorio della Palascia, o l’Orto Botanico (sono le strutture museali del mio dipartimento universitario) per “parlare” con i bambini, perché sappiamo che in tutti i bambini c’è quella luce che avevano sul volto quei due bambini di sette anni, e noi ci ostiniamo a volerla accendere (affiancando anche per pochi momenti gli eroi che insegnano nel nostro sistema scolastico).


Torna su