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Casella e il dramma della volontà imperfetta (Il canto II del Purgatorio) PDF Stampa E-mail
Critica dantesca
Scritto da Luigi Scorrano   
Giovedì 14 Ottobre 2010 08:38

 

[in Z. G. Baranski et alii, Versi controversi / Letture dantesche a c. di D. Cofano e S. Valerio, Edizioni del Rosone, Foggia 2008, pp.159-181].

 

A cominciare da quella parte del discorso di Virgilio in cui a Catone il poeta latino ricorda l’amore di Marzia e, si direbbe con ingenua astuzia, lo richiama per ottenere dal veglio onesto una possibile attenzione particolare, il racconto assume un motivo che passa dal primo al secondo canto e non si presenta in evidenza se non cercato tra le pieghe della narrazione. È un motivo sotterraneo, ma non troppo: quello dell’incertezza non tanto del cammino (e, anzi, verso questo si è già in moto col pensiero, «come gente che pensa a suo cammino, / che va col cuore e col corpo dimora») quanto di ciò che è necessario fare affinché il cammino possa essere intrapreso con sicurezza.

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