Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
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"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
Come anticipato a voce ieri, in occasione della emozionante performance poetica organizzata dal nostro Laboratorio di poesia, la conferenza di venerdì 23 marzo della prof.sa Alberta Giani... Leggi tutto...
Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
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1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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I paradossi di cui non ci accorgiamo - (18 giugno 2012) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Martedì 19 Giugno 2012 12:09

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di lunedì 18 giugno 2012]

 

L’Italia è un paese strano, con comportamenti schizofrenici. Da una parte ci dicono che non si fanno più bambini. E che saremo un popolo di anziani. Gli italiani hanno smesso di fare figli! Fate più figli! Ma poi ci accorgiamo di una cosa che è causata dall’abbondanza dei figli: la disoccupazione giovanile. Se oggi ci fossero ancora più giovani di quelli che ci sono, i disoccupati sarebbero di più, no? Credo che abbiam fatto bene a diminuire la produzione di figli. Un paese come il nostro starebbe bene se fossimo 40 milioni, e siamo 60. Siamo troppi. Come del resto avviene nel mondo. Sette miliardi di persone sono troppe. L’unico modo per risolvere il problema della sovrappopolazione è di fare meno figli.

Altro paradosso: se non ci sono abbastanza giovani che lavorano, chi pagherà le pensioni dei vecchi? Per ora sono i pensionati che, con le loro pensioni, mantengono i giovani che fanno lavori precari con cui pagano pochissimi contributi perché hanno guadagni bassissimi. Il bello è che, anche se si pensionano i vecchi, non si assumono giovani al loro posto.

Viviamo troppo a lungo, e dobbiamo alzare l’età pensionabile. Mi pare giusto. Però i professori universitari, che andavano in pensione a 72 anni, si son visti anticipare la pensione a 70. I professori universitari, di cui faccio parte, non fanno un lavoro logorante e, man mano che passa il tempo, accumulano conoscenza. Devono poter lavorare fino a quando il loro cervello funziona bene. Ne conosco di giovanissimi che non sono in grado di adoperare il cervello e di anzianissimi che sono dei campioni. I professori universitari dovrebbero poter lavorare fino a quando ottengono risultati significativi con il loro lavoro. E invece no: in pensione! E il budget viene riassorbito e non si assume nessuno. Mentre altri che vorrebbero andare in pensione sono tenuti al lavoro da nuovi decreti, e magari fanno lavori logoranti o semplicemente noiosi.
E’ ovvio che se dovremo lavorare più a lungo, ci saranno persone sempre più anziane nei posti di comando. Che facciamo se uno in gamba è stato promosso a 40 anni e ha un posto di responsabilità? Quando ne ha sessanta lo retrocediamo e lo facciamo lavorare a un livello inferiore fino a quando non va in pensione? Solo per l’età?

E’ ovvio che se si rimane a lavorare più a lungo, ci saranno persone più anziane nel mondo del lavoro. Non si può affermare una cosa (bisogna lavorare più a lungo) e poi lamentarsi delle sue conseguenze (ci sono troppi anziani al lavoro).

Ora ci siamo accorti che le persone diventano troppo anziane, e che vivono gli ultimi dieci anni della loro vita in condizioni di profondo disagio. Con costi sociali enormi. E quindi da una parte c’è un sistema di ricerca medica che fa di tutto per prolungare la vita, e poi c’è il sistema previdenziale che dice che viviamo troppo a lungo. Però se uno decide di non volersi curare più, lo si obbliga a continuare a vivere una vita miserabile. 
Ci hanno detto che dobbiamo consumare meno energia, e che dobbiamo sviluppare l’uso di energie rinnovabili. Lo abbiamo fatto, e adesso l’ENEL si lamenta di non guadagnare come prima. E quindi alza i prezzi. Ma come! Prima abbiamo detto che bisognava consumare meno, e ora se si consuma meno ci dicono che è male. In più, se diminuisce la domanda, per la legge della domanda e dell’offerta dovrebbero diminuire i prezzi. E invece li aumentano perché è diminuita la domanda.

Il gas inquina molto meno del carbone, e noi potremmo avere un rifornimento di gas tale da trasformare la centrale di Cerano e farla passare dal carbone al gas. C’è un gasdotto che potrebbe portarci quel gas, e c’è un movimento anti gasdotto che dice che quel tubo ucciderà le tartarughe e farà scappare i turisti. Argomentazioni prive di qualsiasi fondamento. Non è che si vuole proteggere chi vende il carbone, trovando pretesti contro chi potrebbe proporre soluzioni alternative e meno inquinanti?

Ci sono talmente tante falle logiche nel modo in cui si analizza la realtà che sono veramente stupito che la nave della logica possa ancora galleggiare. Però non mi stupisco più di nulla. Il partito con maggiore storia, tra quelli attuali, sapete quale è? La Lega Lombarda. Proprio lei. Il partito del Bossi e del trota. Con quale logica milioni di italiani possono aver votato quei signori? Con quale logica ci siamo scelta una classe politica fatta in gran parte di persone che hanno abdicato all’uso del cervello? Il motivo è semplice: abbiamo abdicato anche noi. Ho scritto: beato il paese che non ha bisogno di intellettuali. Ma era una trovata retorica. Il nostro paese ha un disperato bisogno di persone che sappiano usare l’intelletto. Almeno per poter porre le domande elementari (che spesso hanno risposte altrettanto elementari) che ho fatto in questo articolo. E invece ci abituiamo ad accettare tutto e il contrario di tutto. Nicole Minetti ha fatto la sua carriera politica con le stesse modalità di Nilde Iotti! Questo ho letto con sorpresa su qualche giornale, e con sorpresa leggo tante altre cose che dimostrano che sì, confermo: abbiamo un disperato bisogno di intellettuali! L’obiettivo minimo dovrebbe essere di smettere di farci prendere in giro.


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