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Stipendi ai politici... se se li meritano – (27 giugno 2012) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Mercoledì 27 Giugno 2012 16:44

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di mercoledì 27 giugno 2012]

 


Qualche giorno fa il Movimento Cinque Stelle ha esposto in un banchetto in Piazza Sant’Oronzo, a Lecce, un bell’elenco di consiglieri regionali di giunte precedenti all’attuale, con accanto la somma lorda percepita mensilmente come pensione. C’erano anche le pensioni di reversibilità delle vedove dei consiglieri deceduti. Ci sono pensioni da diecimila euro mensili (lordi), per qualche anno di servizio nel consiglio regionale. 
Tutti quelli che leggevano quelle cifre erano molto arrabbiati. Riconoscevano nomi di persone (uno l’ho trovato anche io) e si arrabbiavano ancora di più. Quel pomeriggio stavo aspettando l’apertura di un negozio e non avevo nulla da fare per qualche minuto. Così mi sono fermato a chiacchierare, nel capannello di persone che si era formato.

Tutti erano convinti che tutti i nostri problemi si sarebbero risolti dando meno soldi ai politici. Sono per natura un bastian contrario, penso che solo dal dissenso scaturiscano le novità, e quindi mi lanciai in un’ardita difesa della buona politica. Rischiando il linciaggio. Ora ci riprovo. Proprio come dice Grillo, i politici sono nostri dipendenti. Eleggendoli li assumiamo e diamo loro uno stipendio perché svolgano un servizio: gestire la cosa pubblica. Non è cosa da poco, richiede molta competenza e, se il lavoro è fatto bene, viviamo tutti meglio. Dato che non succede spesso che la cosa pubblica sia gestita bene, e con onestà e competenza, è ovvio che non ci siano tanti politici capaci, in giro. Ma poniamo che ce ne siano. Se tutto funzionasse alla perfezione, se non ci fossero sprechi, se i soldi fossero spesi in modo ottimale, se tutti i servizi fossero efficientissimi... bene, io sarei anche disposto a dare un sacco di soldi a chi avesse il merito di cotanto buon governo. Non lo troverei scandaloso. La gente scalpitava attorno a me: ma questi non hanno fatto questo, qui non funziona niente! Appunto, ribadivo, forse questi non meritano questi soldi, ma lo scandalo non è che i politici ricevano questi compensi, lo scandalo è che ci sono politici che non meritano questi compensi. La mia tesi è che se facessero quel che devono fare, e lo facessero bene, quei soldi sarebbero meritati. Ragionamento troppo difficile? E poi chi li ha messi lì, quei politici? Noi! E quindi con chi ci dobbiamo lamentare se le cose non funzionano? La voglia di linciarmi diminuiva. No! ma io questi non li ho mai votati! diceva uno. Ma come! ci sono tutti, come fai a non averne votato qualcuno? L’unica è non aver votato. Ma possibile che dobbiamo rinunciare a esercitare il nostro diritto di scegliere perché non troviamo qualcuno che ci rappresenti? 
Per continuare il mio ragionamento, molto provocatorio, lo ammetto,  ho detto: io darei il doppio ai politici! La voglia di linciarmi riprendeva vigore. Però, alla fine del mandato, farei un vaglio accurato, magari fatto dalla corte dei conti, per verificare l’efficacia dell’azione di governo. Ah, bene, la corda veniva riposta. E se il vaglio mostra incompetenza o addirittura disonestà, lo stipendio deve essere restituito. E si devono pagare i danni, altro che pensione a vita!
La corda era di nuovo pronta, ma per i politici inetti. E già. Se la memoria non mi inganna, un assessore al bilancio della Regione Puglia un giorno annunciò di aver sanato il bilancio regionale. Quando lessi questo annuncio mi dissi: mannaggia, questo sì che è uno in gamba e io, scemo, non l’ho votato. Ma alle prossime elezioni lo voterò di sicuro, basta con i partiti, valutiamo le persone. Poi si scoprì, purtroppo, che il bilancio era stato sanato comprando una quantità immane di derivati (una fregatura) da una banca inglese. E che gli interessi da pagare per il prestito ricevuto (con il quale era stato “sanato” il bilancio) erano insostenibili. Quell’assessore, interrogato dai giudici, affermò di non conoscere l’inglese e di non aver quindi capito il contratto che aveva firmato. Ora non so se stiamo ancora pagando quel debito, o se ci è stato cancellato perché era stato erogato circonvenendo un incapace (l’assessore). Ecco, in un caso del genere, il politico deve essere messo in condizione di non nuocere più, e deve restituire il maltolto (il suo stipendio), altro che pensione! Se questa storia di palese incompetenza è vera (io l’ho letta sui giornali) allora come è che lo stesso politico sia stato votatissimo alle ultime elezioni e che continui a dar lezioni su come si gestisce la cosa pubblica? Chi lo ha votato? Con chi ce la dobbiamo prendere?
L’ora di apertura del negozio era arrivata, il mio collo era salvo. Prima di andarmene, però, dissi: io glielo raddoppierei lo stipendio, ai politici! E anche la pensione.... ancora sguardi di disapprovazione. Ma devono firmare un contratto, e se non mantengono devono pagare i danni.... allora sì!

 


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