Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
Come anticipato a voce ieri, in occasione della emozionante performance poetica organizzata dal nostro Laboratorio di poesia, la conferenza di venerdì 23 marzo della prof.sa Alberta Giani... Leggi tutto...
Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Home
Negri ed ebrei... dove saremmo senza di loro? - (1 luglio 2012) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Domenica 01 Luglio 2012 09:40

["Nuovo Quotidiano di Puglia" del 1 luglio 2012]

 

Confesso che, pur essendo di Genova, la città che ha inventato il calcio in Italia, a me del calcio non importa granché. Di solito mi annoio. Ovviamente sono contento se vincono Genoa e Sampdoria (credo di essere l’unico a godere delle vittorie di entrambe le squadre) e sono contentissimo se vince il Lecce. Ma giusto perché sono le squadre delle città che amo di più. Però ho guardato Italia Germania, l’altra sera, e ho visto giocare un tale di nome Balotelli. Un tipo bislacco, di cui avevo letto le imprese nei titoli di qualche giornale. Però, più che le sue imprese calcistiche, o le sue avventure amorose, mi avevano incuriosito gli appellativi che gli erano stati rivolti da qualche deficiente che l’aveva chiamato negro ed ebreo. Non usa più dire negro. Un tempo usava: una famosa canzone di Fausto Leali diceva: “Sono un povero negro, e un favore ti chiedo”. Ma ora è un dispregiativo. Balotelli è nero. E allora perché gioca nella nostra nazionale? Ma è ovvio, è stato adottato. E i suoi genitori sono ebrei. Un bel mix. Negro e ebreo. I fini filosofi delle tifoserie usano spesso questi appellativi per apostrofare persone di cui non nutrono una buona opinione. Spesso davanti ci mettono anche “sporco”.

Beh, con la Germania quello sporco negro per di più ebreo ha fatto godere milioni di italiani che lo hanno adottato, amato, osannato, elogiato, ammirato. Confesso che la partita mi è piaciuta e quando, al secondo gol, il negro si è tolta la maglia ed è rimasto lì come una statua... facendo vedere quanto è nero, mi ha fatto un gran piacere. Pensavo ai razzisti. Mi veniva in mente Jesse Owens, un altro sporco negro, che andò alle olimpiadi di Berlino, nel 1936. Vinse quattro medaglie d’oro, di fronte a Hitler. Un altro tipetto che non vedeva di buon occhio la gente con pigmenti scuri nella pelle. 
Molto spesso si parla di stupidità del male, e in effetti non c’è niente di più stupido del razzismo. Valutare una persona in base al colore della sua pelle raggiunge la sublimazione della stupidità. Noi siamo emigrati in tutto il mondo, e abbiamo portato i nostri cervelli e i nostri muscoli in molti paesi, che ne hanno tratto grande beneficio. Eravamo dei morti di fame, ed è per quello che dovevamo scappare dalla nostra amata Italia. Ovviamente abbiamo esportato la mafia. E per un po’ siamo stati omologati ad Al Capone. Ci chiamavano macaroni, oppure dagos. Ma, accettando gli italiani, gli USA hanno avuto anche Enrico Fermi, per esempio. Che era scappato dall’Europa perché sua moglie era ebrea. Ebrei e negri. Un patrimonio culturale e fisico che ci arricchisce, che ci completa, che ci fa diventare migliori. Perché non c’è niente di peggio della “razza pura”. E’ per questo che i brasiliani (maschi, femmine, e transessuali) sono così belli. Sono un miscuglio di diverse etnie e di solito dal miscuglio vengon fuori individui migliori di quelli puri. 
Lecce è piena di neri. Cercano di venderci qualche cianfrusaglia, a volte ci disturbano con la loro insistenza. Quanti elefantini e accendini ho comprato, e rose! Molti di questi venditori ambulanti sono laureati, parlano quattro lingue, e sono disposti a lavorare duro. Spesso sono sfruttati da italiani senza scrupoli, che li usano per i loro loschi traffici. Per non parlare della prostituzione.

 

Come si fa presto a passare da vittime ad aguzzini, come si fa presto a dimenticare la propria storia e a fare agli altri quello che non ci è piaciuto abbiano fatto ai nostri antenati, emigranti.

E quindi viva Balotelli, viva i negri e viva gli ebrei. E dato che non siamo razzisti, viva anche gli imbecilli che pensano che queste siano brutte parole, sono convinto che anche loro, gli imbecilli, saranno saltati in piedi quando Balotelli ha trafitto la Germania due volte di seguito. Intanto, a Bruxelles, un altro Mario, molto compassato, giocava una partita ben più importante per il paese e per l’Europa. Ancora una volta contro la Germania. Il 28 giugno è una data da ricordare, grazie alle imprese di due Super Mario.  Speriamo che il resto del paese riesca a stare alla loro altezza. Dubito che gli imbecilli cambieranno idea, la coerenza è una loro prerogativa. Ma forse quei due gol avranno scosso qualche certezza.


Torna su