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Una giornata di studio su Sergio Stiso PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Luigi Grasso   
Mercoledì 18 Luglio 2012 16:35

[ne "Il Paese Nuovo" di mercoledì 18 luglio 2012]

 

Il 23 giugno 2012 nell’auditorium “V. Tondi” di Zollino (LE) ha avuto luogo una giornata di studio su “Sergio  Stiso: il maestro e la sua scuola”, nell’ambito del progetto culturale  “Un anno dedicato a Sergio Stiso” che l’Amministrazione comunale zollinese ha voluto dedicare alla figura di questo suo illustre concittadino, sacerdote di rito greco, vissuto a cavallo tra Umanesimo e Rinascimento. L’evento è stato patrocinato dal Comune di Zollino, dal consorzio “Grecìa Salentina” e dal Dipartimento di Studi Umanistici della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università del Salento. Graditissimo cadeau per il folto pubblico presente, che ha sfidato la calura e la tentazione di trascorrere presso altri “lidi” una delle prime giornate estive, il volume “Sergio Stiso tra Umanesimo e Rinascimento in Terra d’Otranto” a cura di Paolo Pellegrino per i tipi di Congedo editore.

La sessione antimeridiana, presieduta da Pietro Giannini (Università del Salento), si è aperta alle ore 9.00 con il saluto del Sindaco di Zollino, Francesco Pellegrino, e dell’Assessore alla Cultura, Antonio Chiga, che hanno sottolineato l’importanza dell’iniziativa culturale volta a valorizzare la figura del dotto umanista. La scelta della data del 23 giugno si è rivelata non casuale, ma richiamante quella del primo seminario promosso dal Comune su Sergio Stiso e tenutosi nel 1984.

La relazione di Francesco G. Giannachi (Università del Salento) ha inaugurato i lavori dell’assemblea e focalizzato l’attenzione dei presenti sulla figura di Stiso nel panorama dell’Umanesimo meridionale, presentando i risultati delle ricerche finora condotte. Sergio Stiso (1454 ca – 1535) nacque a Zollino da una famiglia originaria di Gallipoli, ormai scomparsa dagli elenchi anagrafici del paese, ma ancora viva nella memoria storica collettiva dei tanti zollinesi che hanno voluto testimoniare il loro interesse verso il loro illustre avo con una straordinaria partecipazione alla giornata di studio. Il nostro si formò nel monastero di S. Nicola di Casole, vicino ad Otranto, dove si istruì alle lettere greche ed intraprese la via del sacerdozio. Presso il paese natale Stiso creò una scuola di greco ed un centro di copia e produzione libraria. Egli possedeva rari manoscritti recuperati dal monastero di Casole dopo l’assalto dei Turchi del 1480 ed  ebbe come allievi Andrea Matteo Acquaviva duca d’Atri, Matteo Tafuri di Soleto, Francesco Cavoti, Aulo Giano Parrasio, Nicola Petreo di Curzola, Marcantonio Zimara di Galatina e moltri altri. Fu amico di un altro illustre studioso delle humanae litterae: Antonio de Ferrariis, meglio conosciuto come Antonio Galateo. Il prestigio di Sergio Stiso giunse perfino a Firenze, presso la corte di Lorenzo il Magnifico, poiché nel 1491 Giano Lascaris, umanista al servizio della corte medicea, prima di imbarcarsi per la Grecia, visitò la sua casa e gli commissionò la trascrizione di alcuni volumi ora conservati presso la Biblioteca Laurenziana di Firenze. “La lista dei suoi libri ci permette di entrare a fondo negli interessi culturali del zollinese, che spaziavano dalla letteratura alla filosofia, dalla medicina all’astrologia ed alla divinazione”, così ha sottolineato Giannachi.

Luigi Silvano (Università di Roma “La Sapienza”) ha successivamente illustrato la situazione dei dotti bizantini e dell’insegnamento del greco in Italia al tempo di Stiso, rilevando come la figura dell’umanista zollinese costituisca un’eccezione, visto che a quei tempi la lingua greca veniva semplicemente letta e tradotta, ma non costituiva strumento di composizione (come, invece, fu per il nostro). Paolo Pellegrino (Università del Salento) ha presentato le coordinate storiche che fanno di Stiso uno dei rappresentanti del Rinascimento in Terra d’Otranto e Luigi Manni ha, in seguito, posto l’attenzione sulle tracce documentarie esistenti riguardo a Sergio Stiso e a Matteo Tafuri.

La sessione pomeridiana, avviata alle 16.30 e dedicata alla scuola e allo scriptorium di Stiso, è stata presieduta da Rosario Coluccia (Università del Salento). Daniele Arnesano ha analizzato e presentato la scrittura greca nella scuola di Stiso; Luana Rizzo (Università del Salento) ha delucidato i presenti, che continuavano imperterriti ad affollare la sala dell’auditorium, sulla “perenne grecità” della cultura di Terra d’Otranto. Successivamente, Antonio Montinaro (Università del Salento), Vito Castrignanò e Marco Maggiore (Università di Roma “La Sapienza”) hanno presentato ADAMAP, la nascente banca dati dei manoscritti medievali pugliesi, attraverso i quali hanno ricostruito episodi di storia linguistica salentina medievale. A completamento della sessione, Gino L. Dimitri ha tratteggiato la figura di Francesco Cavoti, arcidiacono di Soleto, allievo dell’umanista zollinese e sodale di Matteo Tafuro.

Entrambe le discussioni, svoltesi in chiusura delle due sessioni, sono risultate molto partecipate ed animate da un’inesauribile sete di cultura che travalica il contesto locale e pone le basi per future iniziative dedicate a Sergio Stiso di spessore sempre più a largo raggio, come auspicato dalla comunità scientifica presente.


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