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Tutti i tubi vengono per nuocere? - (13 settembre 2012) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Venerdì 14 Settembre 2012 14:53

[nel “Nuovo Quotidiano di Puglia” del 13 settembre 2012]

 

Leggo che il Comitato di Valutazione di Impatto Ambientale della Regione ha bocciato il progetto della Trans Adriatic Pipeline (TAP), riguardante la posa di un tubo (un gasdotto) che, dal lontano Oriente, dovrebbe portarci il gas (ci cui abbiamo un certo bisogno). Non sono competente per quel che riguarda gli ambienti terrestri, e non voglio parlare di cose su cui non sono ferrato. Non posso quindi pronunciarmi sull’impatto che TAP avrà sugli ambienti terrestri. Però qualcosa sul mare la so. So, per esempio, che abbiamo devastato le coste con migliaia di costruzioni (spesso abusive) che hanno innescato processi di erosione costiera ai quali cerchiamo di rispondere costruendo muri di vario tipo (con risultati molto scarsi). So che ci sono decine di tubi che portano in mare i liquami delle nostre fognature (da qualche parte dobbiamo pur metterli) e so anche che sono stati approvati progetti di posa di alcuni di questi tubi su praterie di Posidonia, una pianta marina di interesse comunitario. Ho visto, ma non molto in dettaglio, il progetto della TAP e ricordo che prevede di scavare un tunnel sotto le praterie di Posidonia, in modo da non intaccarle. Costa molto, ma ne vale la pena. Il tubo di TAP è di 90 cm di diametro e trasporta gas. Che io sappia non ci sono mai stati incidenti che abbiano avuto l’impatto che invece hanno le condotte che trasportano petrolio o liquami, per non parlare degli impianti di estrazione di petrolio.

Se TAP ha un impatto rilevante sull’integrità dei nostri ecosistemi, ovviamente sono il primo a dichiararmi contrario. Solo non riesco a capire come si possano tollerare tutte le cose che continuamente devastano il nostro territorio, e che continuano ad accadere, per dedicare una grandissima attenzione a qualcosa che, nel contesto della situazione ambientale delle nostre coste, ha un impatto veramente locale (e un interesse generale, visto che ci porta il gas di cui abbiamo bisogno).

 

Le tartarughe sono certamente più disturbate dalle tonnellate di spazzatura portate dal mare che si accumulano sulle nostre spiagge, rispetto a un tubo di 90 cm di diametro, sepolto sotto più di un metro di sabbia. Quella delle tartarughe è una scusa puerile!
Ma da qualche parte bisogna pur cominciare, e se la battaglia contro TAP è l’inizio di un processo che vedrà maggiore rigore nella difesa dell’ambiente... ben venga! Ora mi aspetto che vengano demolite le costruzioni in territorio demaniale (sono decine di migliaia), e che i tubi delle nostre fognature siano costruiti senza distruggere o comunque danneggiare le praterie di Posidonia, che la spazzatura venga rimossa dalle spiagge e dalle campagne, con severa repressione per chi la disperde. Mi aspetto che il business delle difese costiere venga ridimensionato (visto che deturpano l’ambiente e non servono gran che), che non si diano le autorizzazioni a deturpare le coste con residence che prevedono lo smantellamento delle rocce, come mi pare stia accadendo a Santa Cesarea, o che vengano ridimensionati i progetti che porteranno a costruire una miriade di porticcioli turistici che poi resteranno vuoti per gran parte dell’anno, fornendo però la scusa per costruire “infrastrutture” a terra (cioè altri residence e alberghi). Il fervore edilizio non si placa mai, e la rete di interessi che lo sostiene è amplissima. Poi ci si libera la coscienza con la TAP!

Il bene del paese forse dipende di più da quel gas portato da un tubo di 90 cm di diametro che non da tutte quelle aggressioni al territorio che ho appena menzionato. E ce ne sono molte altre, ma non voglio annoiarvi con ulteriori esempi. 
Mi viene in mente la storia della pagliuzza nell’occhio di altri, rispetto al tronco nel nostro. Anche la pagliuzza dà fastidio ma, se ci sono priorità, forse sarebbe meglio pensare prima al tronco.

Mi trovo in una strana posizione, ora. Essendo un “paladino” dell’ambiente, dovrei essere contento di questo pronunciamento contro TAP. Lo sarei, se pronunciamenti analoghi avessero prima colpito tutte le magagne che ho menzionato, con azioni mirate a rimuoverle. Ma, nella situazione attuale, questo fervore ambientalista mi insospettisce. Ripenso al tubo di fognatura che verrà posato su una prateria di Posidonia e mi insospettisco per la bocciatura del microtunnel di TAP, che dovrebbe lasciare la prateria intatta, con la dimostrazione che i tubi possono essere posati senza grossi danneggiamenti a specie di importanza comunitaria (basta avere la tecnologia adeguata). Ho avuto occasione di vedere il progetto di TAP per quel che riguarda la parte marina (senza essere esperto di parte), e mi viene da dire che la tecnica di posa del tubo dovrebbe essere seguita anche per le tubazioni delle fognature, rappresentando una sorta di modello (che per ora non viene seguito, anzi i progetti che lo proponevano sono stati bocciati, a favore di progetti che prevedono la posa delle fognature sulle praterie). Ovviamente i comitati contrari pare non chiedano che non si faccia la TAP (del gas abbiamo bisogno), vogliono solo che venga fatta da un’altra parte!


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