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L’Università del Salento è molto più che conflitti e litigi - (21 ottobre 2012) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Lunedì 22 Ottobre 2012 16:21

["Nuovo Quotidiano di Puglia" del 21 ottobre 2012]

 

Guardo con sgomento a quel che avviene nella mia amata Università del Salento. Come guardai con sgomento la tempesta mediatica che travolse il Rettore Oronzo Limone. Speriamo che non si ripeta lo stesso copione, perché l’Università non lo merita. 
Questa Università è nelle prime quattrocento istituzioni accademiche del mondo, secondo una lista redatta all’estero, con misuratori universali. Non ci sono cinquecento istituzioni universitarie, nel mondo. Ce ne sono molte migliaia. Essere nelle prime quattrocento, tra l’altro come unica università del sud, è un marchio di garanzia che deve rassicurare gli studenti e i genitori. Se scelgono di ottenere un’istruzione superiore di buon livello, qui la troveranno. Il merito di questi risultati è collettivo, non sono cose che si realizzano nello spazio di un mattino. L’orchestra è buona, e suona una buona musica. 
Ho assistito, qualche anno fa, al conferimento della laurea honoris causa al maestro Muti. La sua lectio magistralis fu davvero magistrale. Prese cinque studenti che militavano nell’Orchestra dell’Università e diede loro un compito. Avevano un po’ di tempo, prima dell’incontro col Maestro, di preparare un pezzo, che poi avrebbero suonato di fronte a lui.  All’inizio della sua “lezione”, il maestro li ascoltò. Poi cominciò, davanti a tutti, a spiegare dove avevano sbagliato e come avrebbero dovuto fare per correggere gli errori. Li fece provare, uno a uno, e poi tutti assieme. In un’ora li portò ad eseguire in modo accettabile (per me lo era anche prima, ma non per lui) il pezzo che avevano preparato.

Ho raccontato questa storia perché se l’orchestra suona bene (o suona male) il merito (o la colpa) è del maestro. Il maestro, nell’Università del Salento, è il Magnifico Rettore Domenico Laforgia. E quindi, se siamo arrivati a quel risultato il merito è, ovviamente, dell’orchestra che ha suonato bene, ma è soprattutto suo e della sua amministrazione. 
Non ho partecipato ad alcuna attività gestionale in questa amministrazione. Mi sono proposto qualche volta, ad esempio nell’ISUFI, ma senza successo, e quindi ho deciso di non propormi più, e nessuno mi ha cercato. Lo dico per fugare il dubbio che stia attribuendo anche a me una parte del merito indiscusso di questa amministrazione. 
Tutto bene, allora? Evidentemente no. I risultati tecnici sono molto buoni, direi ottimi. Però il modo con cui si sono ottenuti ha generato un clima incandescente, di grande conflittualità. Un clima che è finito sui giornali e che sta minando la reputazione dell’Università del Salento. I giornali hanno riportato il traguardo raggiunto in quella classifica prestigiosa, ma è stato presto dimenticato. Mentre si ricordano le dimissioni dei delegati, gli esposti, i ricorsi, le vertenze sindacali, le iniziative di Magistratura e TAR. Il Rettore risponde colpo su colpo, portando le sue ragioni. Dalla sua ha i risultati e, ammetto, a me interessano più i risultati delle beghe per la gestione del potere. Ora sono intervenuti anche gli Onorevoli. Sinceramente avrei preferito che i nostri Onorevoli, invece di chiedere un’inchiesta ministeriale, avessero convocato i contendenti, facendo loro un discorso semplice e diretto. Ora spiegateci (a porte chiusissime) cosa sta succedendo e noi, i politici, applicheremo la nobile arte della politica per risolvere il vostro conflitto. Faremo da arbitri e da mediatori. Ci chiuderemo in una stanza e non ne usciremo fino a quando tutto si sarà risolto. Non possiamo cancellare questi risultati a causa di lotte intestine e, magari, per questioni di principio. Ora è in corso la valutazione del sistema universitario. I professori universitari sono già stati valutati. Sappiamo chi è stato giudicato idoneo a far parte di commissioni di concorso e chi no, in base alla produzione scientifica nel settore disciplinare in cui milita. Il Ministero vuole che le decisioni delle commissioni siano validate dall’autorevolezza scientifica dei commissari. Poi sapremo come saranno giudicati i Dipartimenti. Ora mi aspetto che questi giudizi sui professori vengano resi pubblici (ognuno di noi conosce i propri) e che si capisca che le voci di chi litiga non sono tutte uguali. E’ quello che dice il Rettore, quando dichiara che la sua unica misura è il merito e che deve patire l’opposizione di chi non vuole che sia il merito a prevalere. Magari quelli con ottimi giudizi sono in numero inferiore, rispetto a quelli con giudizi meno buoni e, democraticamente, essendo minoranza, dovranno subire le angherie dei mediocri. Qualcuno accusa il Rettore di gestire l’Università in modo autoritario. E’ venuto il momento di passare dall’autorità all’autorevolezza, in modo da mostrare, con i dati dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, che non tutte le voci sono uguali. Ci sono credenziali che devono essere esibite, e non possono essere autoreferenziali. Con questo non sto prendendo le parti di uno dei contendenti. Quando si innescano queste dinamiche perdiamo tutti. Nella sostanza, sono dalla parte del Rettore. Ma la mia impressione è che non stia riuscendo a passare dall’autorità all’autorevolezza. E alla fine, purtroppo, anche questo può minare la sostanza, anzi, la sta minando. Perché se la nostra reputazione è quello che gli altri dicono di noi, allora la reputazione dell’Università del Salento sta perdendo colpi. Le strade per passare da autorità ad autorevolezza ci sono, le indica l’Agenzia di Valutazione. Ne usciremo, state tranquilli, perché comunque l’orchestra è buona. Un buon direttore d’orchestra deve riuscire a tirar fuori il meglio dai suoi musicisti, anche da quelli ribelli. A volte i migliori sono proprio quelli che danno problemi, sia nelle orchestre che nelle squadre di calcio. Dobbiamo recuperare questi rapporti, e c’è bisogno di un arbitro. Perché se è difficile arrivare nelle prime quattrocento università del mondo, è anche difficile restarci. Penso proprio che ci resteremo e sono convinto che il Salento continuerà a sostenere la sua Università, prima di tutto affidandole le sue figlie e i suoi figli. Alla stampa chiedo di ricordare sempre che questa è prima di tutto un’ottima Università, indipendentemente da conflitti contingenti. 


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