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Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
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Stagione teatrale a Cavallino
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La lezione di Sandy - (3 novembre 2012) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Sabato 03 Novembre 2012 17:41

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di sabato 3 novembre 2012]


Jane Lubchenco è l’equivalente del sottosegretario all’ambiente dell’amministrazione Obama. La conosco personalmente, perché è prima di tutto una zoologa e una biologa marina, e quindi una collega, che è stata chiamata a rivestire un ruolo chiave: gestire l’ambiente degli Stati Uniti. La scelta di Jane mi ha fatto capire che gli USA ci tengono molto all’ambiente. Ho però seguito con attenzione i dibattiti tra Obama e Romney e ho visto che l’ambiente non rientra nei loro interessi. Non una parola. Mai.
Poi è arrivata Sandy, e ha flagellato New York, uccidendo decine di persone. La città più importante del mondo, capitale economica del paese più potente del mondo, si è ritirata come una tartaruga nel suo guscio, aspettando che il peggio passasse, e ora si sta leccando le ferite. Obama ha avvertito la popolazione, non ha sottovalutato l’emergenza, ed ha abbandonato la campagna elettorale, recandosi immediatamente sul luogo colpito. Cosa che Bush non fece, quando Katrina si abbatté su New Orleans. Ora pare che questa mossa farà la differenza, e che Obama abbia maggiori possibilità di vittoria.
La Natura, se mai avesse una volontà, non avrebbe potuto dare segnale migliore per far notare la propria importanza ad un paese che si ritiene fortissimo. Uno schiaffetto è arrivato, un buffetto. Tra l’altro anche a New York hanno dovuto chiudere centrali nucleari. Con la natura non si scherza.

Noi non facciamo che scherzarci. Il cambiamento climatico è colpa nostra. Consumiamo troppo ossigeno, e produciamo troppa anidride carbonica. Siamo una specie che brucia cose. La nostra vita è basata sulla combustione. Questo cambia il clima, e rende più intensi gli eventi estremi. D’estate fa molto più caldo, d’inverno fa molto più freddo. Per molto tempo non piove, poi arrivano le alluvioni. E gli uragani. Queste cose sono sempre successe, in passato. Lo sappiamo. Ma mai con questa frequenza. E con un trend così chiaro. Oramai i negazionisti hanno perso ogni argomento. Stiamo usando l’ambiente in un modo folle, e la natura presenta il conto. Alluvioni, terremoti, uragani, inondazioni, frane, erosione, innalzamento del livello del mare per maree estreme, e molte altre catastrofi continuano a ricordarci che stiamo sbagliando.

La crisi economica non è nulla al confronto della crisi ambientale. E la crisi ambientale ha forti impatti su quella economica. Poi ci sono i veleni che spargiamo dappertutto, a causa di un modo dissennato di produrre. Li abbiamo in casa.
Questa crisi ci deve far capire una cosa semplice: dobbiamo cambiare radicalmente il modo di produrre e di consumare. Ci dobbiamo reinventare tutto. Non basta spostare un’industria inquinante in India o in Cina. Poi gli effetti arrivano anche qui. La globalizzazione è una cosa seria e non si può scappare. Sono secoli che alcuni scienziati dicono queste cose. Secoli. Ma sono sempre stati inascoltati. Ora le loro previsioni catastrofiche si stanno avverando. Stiamo attraversando catastrofi economiche ed ecologiche, assieme. La risposta a tutto questo è una sola: armonia. Noi dobbiamo imparare a vivere in armonia con la natura, la dobbiamo rispettare e lei ci rispetterà. Invece cerchiamo di soggiogarla, di vincerla, pensiamo addirittura di migliorarla, ritenendo di saper fare meglio di lei. La nostra tecnologia e la nostra scienza ci devono mettere in condizione di ristabilire questa armonia con la natura, diventando più umili e diminuendo le nostre pretese. Se lo faremo, forse ce la caveremo. Se non lo faremo, la natura saprà come comportarsi con noi. Per ora siamo bambini indisciplinati che ricevono un buffetto. Ma se non capiremo la lezione, le punizioni saranno sempre più dure. Lo so che dico sempre le stesse cose: lo faccio perché mi rendo conto che si continuano ad ignorare, e si prosegue come se niente fosse in una direzione follemente errata. Ci si continua a dire che dobbiamo crescere sempre di più, dobbiamo produrre sempre di più e consumare sempre di più. Solo così le cose potranno andar bene. E’ sbagliato, è una truffa. Dobbiamo progredire verso l’armonia con la natura, e questo cambiamento radicale di prospettiva, una vera rivoluzione, offre grandissime opportunità di lavoro e di sviluppo. Volendo usare un termine che non mi piace: di crescita. Ma in armonia con la natura, non contro di lei.

 


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