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Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
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Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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L’Università del Salento non è morta! - (12 novembre 2012) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Martedì 13 Novembre 2012 18:27

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di lunedì 12 novembre 2012]

 

Ho letto l’editoriale del Direttore, domenica. Condivido buona parte della sua analisi, ma non tutto. Condivido che l’Università stia dando il peggio di sé con un conflitto infinito che oramai quasi non permette più di capire come stiano le cose, ad un osservatore esterno. Quando si scatena una rissa è difficile risalire alle sue cause, e stabilire chi abbia ragione. Il 2 marzo scorso, avendo ricevuto una delle ennesime missive riguardanti lo scontro tra Rettore e Sindacati, scrissi, in risposta, questo messaggio:

Sto ricevendo moltissimi messaggi, comprese lettere di avvocati, riguardanti una diatriba nella quale oramai non riesco a districarmi. Credo che tutto questo non faccia bene alla nostra Università che, invece, ha bisogno di buone notizie riguardanti i nostri successi nella ricerca e nella didattica.” e terminava con: “Lo so che ognuno penserà di essere immune da critiche, addossando la colpa all'altro. Magari potrebbe anche essere vero, magari una parte potrà avere tutta la ragione e l'altra tutto il torto. Ma ormai non si riesce più a capire. Solo i contendenti ricordano tutti i fatti, gli altri dicono: eccoli di nuovo ad accapigliarsi. E aspettano la botta successiva. Qualcuno forse ci gode a vedere questo spettacolo, io no. La nostra reputazione è quello che gli altri dicono e pensano di noi. E si basa anche sulla reputazione di chi parla bene di noi e di chi ne parla male. Tutto questo sta minando la reputazione della nostra Università e oscura le note positive che ci riguardano. Con questa atmosfera le cose positive perdono importanza, la motivazione a far bene viene menoPer favore… Fermatevi.

La mia richiesta rimase inascoltata, e mi sono gettato nella mischia, una volta sentite le registrazioni che davano conto dello stile con cui il direttore generale gestiva la “nostra” università, come se fosse solo “sua” (o “loro”).

Pochi altri hanno fatto sentire la loro voce, in difesa o contro l’Amministrazione. Certamente quelle registrazioni hanno rivelato un modo di “gestire il potere” che, affiancato a innumerevoli altri indizi, puntualmente riportati dalla stampa, incluso il Quotidiano, gettano ombre su questa Amministrazione. In attesa che la Magistratura ci dica se queste cose hanno rilevanza penale, credo sia doveroso chiedere maggiore chiarezza, ma tutto quello che abbiamo avuto, da una parte, è la minimizzazione dei fatti, a un certo punto definiti “quisquilie” e, dall’altra, la richiesta di chiarezza alla luce di fatti che man mano vengono alla luce. Anche con richieste di dimissioni del Rettore, garante della correttezza del Direttore Amministrativo. Garanzia rivelatasi fallace. Ricordo che Oronzo Limone è stato condannato in primo grado per qualche cena, un televisore, e qualche missione. Quisquilie, secondo un possibile modo di vedere. Ora, mettere sullo stesso piano chi denuncia questi comportamenti e chi questi comportamenti ha messo in atto o fortemente avallato (il direttore generale è stato fortemente voluto dal rettore, nonostante pressanti richieste a non sceglierlo a causa di precedenti poco edificanti) non contribuisce a far capire la situazione. Dato che siamo in Italia, dietro le denunce ci potrebbero anche essere secondi fini, ma per il momento la questione è: è giusto criticare questa Amministrazione? Una volta avuta prova del comportamento del direttore generale, è giusto sospettare che il sistema-Miccolis possa non essere stato smantellato semplicemente rimuovendo Miccolis? Soprattutto quando arrivano ogni giorno nuovi indizi che mostrano cose opache?

Non mi bastano le minimizzazioni del rettore, vorrei qualcosa di più convincente. Vorrei un’Università in cui anche se si registrano i discorsi privati dei potenti non si ottiene nulla di diverso da quello che dicono in pubblico.

Ci sono 120 milioni di euro di cemento da appaltare, e molti altri ancora in altri appalti. Sono cifre per le quali si può arrivare ad uccidere. La gestione di queste questioni deve essere limpidissima e deve essere affidata a organi al di sopra di qualunque sospetto, con un forte controllo esterno sul loro operato. Magari da parte delle “opposizioni”.

L’Università del Salento non è perduta, come mi pare di aver inteso dall’editoriale. Si deve però riprendere da questo brutto sogno. Lo può fare solo con una severa analisi dei fatti, e una sintesi che emetta un giudizio “politico” su quello che la sta travolgendo, per capire gli errori e innescare una nuova via che impedisca che si ripetano. Certamente l’Università non è un’azienda, e non può essere gestita come un’azienda. Marchionne non vuole opposizione nel suo consiglio di amministrazione, ed è giusto che non ce ne sia, visto che la FIAT è privata, e licenzia i sindacalisti scomodi (questo secondo me è meno giusto). Chi ha le redini decide, e non ci sono minoranze e maggioranze. La linea è unica. Ma un sistema democratico prevede che ci siano pesi e contrappesi nella gestione della cosa pubblica. Ripeto: pubblica! La maggioranza deve essere severamente controllata dall’opposizione. E l’opposizione non è un ostacolo, è garanzia di trasparenza. Dovremo tutti lavorare per ridare una reputazione alla nostra Università, quando questa sventurata vicenda sarà finita, ma non sarà certo questa sventurata vicenda a affossare la nostra amatissima Università. Faremo tesoro degli errori e andremo avanti. Sono certo che l’Università del Salento abbia gli anticorpi per liberarsi dai mali che la affliggono in questo momento contingente. Le crisi sono momenti di crescita, e obbligano a scelte coraggiose. Le faremo, ne sono certo.


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