Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
Come anticipato a voce ieri, in occasione della emozionante performance poetica organizzata dal nostro Laboratorio di poesia, la conferenza di venerdì 23 marzo della prof.sa Alberta Giani... Leggi tutto...
Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Home
La Lecce che vogliamo - (21 novembre 2012) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Giovedì 22 Novembre 2012 12:03

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” del 21 novembre 2012]

 

Ho letto il lungo saggio del mio caro amico architetto Minninanni. Lo ringrazio, perché non ero molto al corrente di quanto la città stesse programmando. E concordo con lui che sarebbe opportuna una maggiore condivisione. Quel che so l’ho letto dal suo saggio. E mi sono sembrate strane alcune assenze. Manca, per esempio, un capitolo su un possibile “piano casa” che tenda a rendere energeticamente sufficiente ogni abitazione esistente, e che ponga standard abitativi certificati. Eliminare gli sprechi con opportune coibentazioni, tipologie di infissi ad efficienza termica, uso di pannelli fotovoltaici, recupero di acqua, installazione di impianti di triturazione dei rifiuti organici, agevolazione della raccolta differenziate, e molte altre cose “semplici” ma efficienti, potrebbe portare a grandissimi vantaggi per tutti, oltre che ridurre le spese energetiche. La messa in efficienza del sistema abitativo cittadino sarebbe un imponente volano economico per il settore edilizio. Non porterebbe ad un ulteriore consumo di suolo, ma ottimizzerebbe l’attuale. E’ una grande opera pubblica... diffusa.

Non mi piace la cementificazione delle campagne. L’errore è stato fatto negli anni sessanta e settanta. Si abbandona la città, il centro storico, e si va fuori, in campagna. Si costruiscono quartieri dormitorio privi di qualunque personalità, di servizi, di negozi, di tutto. E poi si diventa schiavi dell’auto e, appena si può, ci si riversa in centro. Intasandolo completamente come avviene ogni fine settimana a Lecce, per non parlare dei giorni di festa in periodi particolari, come l’imminente periodo natalizio. Sono due scelte di vita, la vita in città o la vita in campagna. Ma non si possono avere entrambe le cose. Noi europei abbiamo inventato le città, gli americani, con l’avvento dell’automobile, hanno inventato le periferie. Con le casette in campagna e il lavoro in città. Ma poi hanno inventato le mall, i centri commerciali, ricostruzioni artificiali di una città europea, con negozi, piazze, ristoranti, bar, dove la gente va a passeggiare. Partono dalla loro casetta con giardino e parcheggiano nei grandi depositi di auto, e poi fanno finta di essere in una città. Ma è tutto finto. Ecco, noi abbiamo la città e la abbandoniamo. Andiamo a vivere fuori. Poi costruiamo i centri commerciali e facciamo morire il piccolo commercio cittadino. Così abbandoniamo l’originale per poi costruirne una brutta copia. Che follia!  Dobbiamo riappropriarci della nostra città, e non solo con la movida. La città deve essere vissuta, e questo significa una cosa sola: bisogna viverci. Bisogna riformare le comunità dei quartieri, con la solidarietà, i bambini che giocano per strada, che vanno a scuola a piedi. Basta auto. Non in città.

A Genova presero gli abitanti di una parte del centro storico, via Madre di Dio e Piccapietra, e li deportarono sulle alture, in un edificio chiamato il Biscione. Poi demolirono il quartiere in cui vivevano e vi costruirono i palazzi della Regione e di altre amministrazioni. Attorniati da giardini che sembrano di plastica, e infatti li chiamano i giardini di plastica. Ci vanno i drogati a bucarsi. Perché non c’è niente.

Ma ora lo sappiamo che non si deve fare. E invece continuiamo a perseverare nell’errore. Il bello della città è di vivere tutti assieme, di avere una rete di contatti commerciali, con i piccoli commercianti che diventano nostri amici. Lecce è fantastica per questo, è già nel carattere dei leccesi di vivere così. Io vivo così. Il palazzo dove vivo dal 2000, in via Trinchese, prima era solo uffici. Ora ci sono famiglie con bambini piccoli. Mia figlia andava a scuola da sola, e usciva senza problemi. La rete dei miei commercianti è fittissima, e non vado più nei centri commerciali. Compro quel che mi serve, giorno per giorno. Torno a casa, e vedo cosa manca. Ridiscendo e faccio il mio giro. Il solo pensiero di riprendere l’auto per andare a comprare il latte mi fa venire male. Poi posso prenderla per andare al mare, o in campagna. In dieci minuti possiamo raggiungere posti bellissimi.

Però non cementifichiamo ulteriormente le nostre campagne, o le coste. Il suolo va lasciato alla natura. Razionalizziamo il nostro vivere urbano. Con l’aiuto di architetti di lunga visuale. Ce ne sono tanti, tantissimi. Ancora una volta il Quotidiano fa da megafono per bellissimi problemi. Prima la matematica, ora la città. E’ diventato un enzima catalizzatore, che favorisce le reazioni. Lecce è una città fortunata anche per questo. Vediamo di meritarcelo.


Torna su