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Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Il danno è gravissimo, bisogna correre ai ripari - (2 dicembre) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Domenica 02 Dicembre 2012 10:13

[Nuovo Quotidiano di Puglia” di domenica 2 dicembre 2012]

 

Ho scritto diversi articoli sull’Università del Salento (UdS). Li ho sempre iniziati con una lunga lista delle cose buone, anzi ottime, fatte da questa Amministrazione. L’UdS è nelle prime quattrocento Università del mondo, unica Università a sud di Roma presente in quella lista. Potrebbe non essere solo merito di questa Amministrazione, però l’UdS ha chiamato tutti gli idonei a concorsi nazionali. Non vi sto a spiegare cosa significa, ma vi assicuro che questo riconoscimento di merito non è comune a tutte le Università. E questo è dovuto esclusivamente a scelte di questa Amministrazione. Aver chiamato gli idonei ha probabilmente aumentato qualche indicatore, e quindi ci ha fatti salire nelle classifiche. Questa Amministrazione ha messo a posto il bilancio, certo con tagli draconiani, ma intanto l’averlo sanato ha permesso di fare scelte come, appunto, la chiamata degli idonei. C’è stata la diminuzione di Facoltà, Dipartimenti, e Corsi di Laurea che ha frenato la corsa a crescite di offerta formativa che avevano un solo fine: chiedere sempre più risorse, anche in assenza di veri progetti di formazione o di ricerca.

Potrei continuare con questa lista. Che mi fa sentire orgoglioso di appartenere a questo Ateneo. Però, negli ultimi mesi, è in corso una campagna mediatica che oramai ha raggiunto portata nazionale, dopo essere cresciuta a dismisura nei media locali. Avendo assistito alla bufera Limone, un Rettore fatto fuori con una breve campagna mediatica su lavatrici, penne, amanti, cene e viaggi, recentemente condannato in primo grado per qualche missione e qualche cena non ben giustificate, ho accolto con scetticismo le notizie riguardanti il nostro Ateneo. Fino alle registrazioni delle conversazioni del Direttore Generale con i sindacalisti. L’Amministrazione lo ha subito cacciato, mettendosi, tra l’altro, in una situazione che la potrebbe esporre a richieste di risarcimenti milionari. La cacciata del Direttore Generale è stata l’ammissione dell’esistenza di un sistema malato di gestione dell’UdS. Poi son venuti fuori i brevetti e, in generale, le inchieste su quelle che il Magnifico Rettore chiama “le mie aziende”, anche se poi dichiara di non aver niente a che fare con loro. Solo che hanno sede a casa sua, e una porta il suo nome. Da una parte si parla di etica ad ogni piè sospinto, e poi si definiscono “quisquilie” i rapporti tra l’Università e quelle che, lo voglio ripetere, il Rettore chiama “le mie aziende”. Lo stesso Rettore che, da oppositore di Limone, si basò proprio sull’etica intransigente per abbattere quello che aveva individuato come il simbolo del malaffare. E contribuì in modo determinante alla sua lapidazione per lavatrici, penne, bottiglie di vino, cene, televisori e amanti. Giustissimo, ma allora i rapporti con queste aziende? Il Rettore nega, incassa appoggi da qualche Dipartimento, ma non ci sono argomentazioni che mi convincano. Siamo i migliori, dice. Dimenticando che non sta parlando di sé, ma dell’azienda che ha creato. Come posso non fidarmi di me stesso? Da inventore e rettore trova normale affidare il prodotto del suo intelletto alla stessa azienda che il suo intelletto ha creato. E non trova nulla di eticamente strano in tutto questo. Altri sì. Nella documentazione dell’intervista andata in onda ieri su L’Ultima Parola, il Rettore chiama “quattro somari di giurisprudenza” quelli che dicono qualcosa contro questo modo di gestire il potere. L’impressione è di grande arroganza. La stessa che lo aveva portato a definire “fogna” l’UdS. Oltre all’etica, l’altra parola di questa amministrazione è “contro lo strapotere dei baroni”. Ma questi atteggiamenti sprezzanti sembrano proprio il prodotto dello strapotere baronale. E poi c’è il merito. Questa amministrazione ha ottenuto 120 milioni di euro di appalti per costruire strutture. Però non mi risulta che ci sia stata una seria valutazione del merito delle varie linee di ricerca per vedere dove investire. Questi appalti sono in corso, ovviamente gestiti dal Rettore, a quel che ne so, che durante la presentazione di progetti disse, con una certa vanagloria, che l’unico project manager dell’UdS è proprio lui, e quindi non può che essere lui a gestirli. Il nuovo rettore non potrà correggere errori di attribuzione di risorse, pena pagamento di grandi penali. Ovviamente grandi investimenti vanno proprio al Dipartimento del Rettore: Ingegneria dell’Innovazione. Attraverso il controllo dell’informazione interna, affidata alla  moglie del Rettore, si è creata una percezione di ingegneria come l’unica facoltà di buon livello nell’UdS. Non posso dimenticare un ampio servizio sull’inglese nei corsi di insegnamento, dove sembrava che solo a ingegneria ci fossero corsi in inglese. Avevo appena organizzato il primo corso di laurea magistrale interamente in inglese nella nostra Università, ma quello era stato totalmente ignorato. L’inglese era solo a ingegneria. Le realizzazioni dei non ingegneri sono sottovalutate (negli annuari il mio Dipartimento non esiste), quelle degli ingegneri sono molto strombazzate. Posso dire che non mi piace? Il giornale più importante del mondo, il New York Times, ha appena pubblicato un articolo sulle meduse, e sia io che il prof. Stefano Piraino siamo ampiamente citati. L’ho mandato all’ufficio stampa, ma la notizia è stata completamente ignorata. In nome ovviamente dell’etica, del merito, contro lo strapotere dei baroni. Su cinque Progetti di Rilevante Interesse nazionale che l’UdS ha presentato, solo due sono stati finanziati. Uno coordinato da un chimico del dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione e l’altro da me. Poi ho scoperto che il cofinanziamento ai progetti da parte dell’Università non ci sarà. Non ci sono soldi. Per fare appalti però ci sono. Ci sono soldi per il cemento ma non per finanziare ricerche di rilevante interesse nazionale. Credo di non essere proprio un somaro, per usare parole care al Rettore, ma risorse per linee di ricerca sul mare, in quei 120 milioni, non c’è neppure un euro, anche se sono 25 anni che chiedo che si costruisca un centro di ricerche marine. L’Amministrazione ha deciso come indirizzare le richieste di finanziamento per appalti edilizi, e non ha ritenuto che ci fosse abbastanza merito in ricerche ritenute di rilievo nazionale e inserite nei network europei di eccellenza. In nome dell’etica, del merito, contro lo strapotere dei baroni. Sperando di non essere etichettato come somaro dal mio Rettore, mi sento di disapprovare il suo comportamento, e gli dico che il suo atteggiamento sta arrecando un danno enorme alla reputazione del nostro Ateneo. Reputazione che lui stesso ha migliorato con le azioni che ho elencato all’inizio dell’articolo, ma che ora sta distruggendo. Il Rettore non può chiarire le sue posizioni dicendo che va in alberghetti e mangia da MacDonalds, e che ha tolto tutti i gettoni di presenza. Ha fatto risparmiare molti soldi, ma ora stiamo pagando un prezzo salatissimo in termini di reputazione. Non voglio più sentirgli dire “le mie aziende”. Lo può dire solo se si mette a tempo parziale, ma se si mette a tempo parziale non può fare il Rettore. Vorrei meno vanagloria (siamo i migliori), visto che poi sbaglia in modo così plateale, per sua stessa ammissione, la scelta del Direttore Generale, e sbaglia anche il modo di sbarazzarsene. Nessuno è perfetto, neppure il nostro Rettore. Che gli errori si correggano, e che le situazioni equivoche si chiariscano. Mi auguro che la Magistratura arrivi presto a trarre conclusioni, per fermare il massacro della nostra Università, come quello che con sgomento ho visto venerdì sera. Lo si fermerà dicendo che è tutto un complotto e che non c’è niente di strano nel comportamento di questa Amministrazione, ammettendo di essere stati dei fessi nella scelta del Direttore Generale, oppure confermando i sospetti che ora aleggiano su di essa. Il mio sospetto è che questi appalti, e molto altro, facciano gola a molti. E che sia in corso una lotta all’ultimo sangue per “gestirli”. Magari con lotte tra comitati di affari tipo quelli prefigurati per l’affare filobus, dove la Magistratura parlò di massoneria, contro altri comitati, magari di orientamento Opus Dei. Sono impressioni, non ho alcuna prova e non ho i mezzi per procurarmene. Attendo che la Magistratura ci dica. E che faccia presto. Ah, il Rettore ha detto che c’è un complotto di tutti i media contro di lui. Che smetta di parlare di complotti, perché furono proprio i media a distruggere Limone in tre giorni e a farlo ritenere colpevole ancor prima del processo. Magari con un ben orchestrato complotto su lavatrici, penne, amanti, cene, e missioni. Perché se si fruga nelle carte qualche irregolarità si trova sempre. Chi portò alla Magistratura le carte su Limone e su Cingolani? Che per queste faccende si distrugga la reputazione della nostra Università mi fa arrabbiare moltissimo, e non mi piace il modo in cui l’Amministrazione sta gestendo tutto questo. Non chiedo dimissioni, chiedo chiarezza e responsabilità, con un po’ di umiltà e meno arroganza. E molta cenere sul capo per i propri errori. In nome dell'etica, del merito, contro lo strapotere dei baroni.


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