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Vassalli, somari e complotti - (8 dicembre 2012) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Sabato 08 Dicembre 2012 12:58

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di sabato 8 dicembre 2012]

 

La saga dell’Università del Salento continua e, dato che nell’Università vivo la mia vita, non posso restare indifferente. E credo che neppure l’intero Salento possa, visto che l’Università è il luogo dove i giovani salentini, e non solo, dovrebbero ricevere un’istruzione superiore.

Il Magnifico Rettore ha etichettato come somari i “quattro di Giurisprudenza” che si oppongono alle sue proposte in Senato. E, in un’intervista televisiva, ha evocato la presenza di un complotto. Sono sempre restio ad abbracciare interpretazioni dietrologiche ma, ripensandoci, forse ha ragione, almeno per quel che riguarda il complotto. I somari, e anche altri che criticano, compreso me stesso, firmano le loro opinioni e i loro esposti, gli interventi in Senato sono a verbale. Ci sono persone che non vedono chiaro e chiedono chiarezza. Se identificano storture le denunciano. Il vivere civile si basa su questo. L’importante è prendersi la responsabilità delle proprie opinioni. A proposito: ma perché le sedute del Senato non sono trasmesse in streaming sulla web TV dell’Ateneo? Ma leggo sui giornali che fioccano anche gli esposti anonimi, contro questa Amministrazione. Non conosco personalmente tutti i somari di Giurisprudenza, però mi pare che si espongano in prima persona, non mi sembrano tipi da lettera anonima. Chi è, allora, che fruga tra le carte e trova cose magari potenzialmente compromettenti, inviandole alla magistratura? Qui, davvero, potrebbe esserci un complotto. Perché, come ho avuto occasione di scrivere in precedenza, un Rettore firma migliaia di atti e di sicuro non può controllarli tutti. Si deve fidare di chi glieli porta a firmare. Il Rettore ha già detto di essere stato tradito dal Direttore Generale, che lui stesso aveva scelto, e quindi forse ha altri, vicini a lui, che stanno tramando alle sue spalle. Persone che hanno accesso alle carte, che sanno dove cercare. E magari tendono anche tranelli.

Non posso non ricordare ancora che il Rettore Limone fu defenestrato per “quisquilie” come qualche missione e qualche cena non ben giustificate. Altre infamanti accuse, tipo la lavatrice per la madre e cose del genere, sono addirittura cadute. Qualcuno deve aver scavato con molta attenzione nelle carte di Limone, per trovare qualche irregolarità. E in effetti qualche irregolarità è stata trovata. Anche allora, se non ricordo male, le carte venivano recapitate in forma anonima. Stesso trattamento fu riservato a Roberto Cingolani che, alla fine, salutò Lecce e se ne andò. E’ lo stesso stile con cui ora si attacca questo Rettore. Tanto che leggo sui giornali che sono partiti controlli interni per identificare chi abbia dato ai media le carte sulla faccenda brevetti. Veleni. 
Un conto però è criticare apertamente e con argomentazioni certi modi di operare di questa amministrazione, e altro conto è scavare nelle scartoffie per trovare sottili cavilli con cui incastrare un malcapitato. Forse, alla fine, persino le poche cose imputate a Limone sono quisquilie, visto la ingente indennità di cui godeva allora il Rettore. Perché sporcarsi per “quisquilie”? Probabilmente furono incidenti di percorso. Da stigmatizzare certamente, ma non tanto da decapitare un’Università. Ora, forse, lo stesso disegno viene riproposto per questa Amministrazione.

La cosa mi preoccupa moltissimo, perché questa possibilità non può esimermi da esprimere il dissenso se vedo cose che non mi piacciono (e ne vedo molte, troppe) ma, nello stesso tempo, mi espone al rischio che le mie critiche diventino organiche al complotto che, forse, esiste davvero, e viene ordito da chi rimane nell’ombra. 
Io sono totalmente d’accordo con il Magnifico Rettore che la rotta dell’università si debba basare su una sola cartina: etica, merito, contro lo strapotere dei baroni. E se vedo cose che non mi piacciono, soprattutto riguardo lo strapotere, contrario all’etica e al merito, lo dico apertamente. Ho lamentato la scarsa considerazione per le ricerche marine nel piano di sviluppo dell’Università, sia in termini di visibilità sia in termini di investimenti infrastrutturali. Qualcuno mi ha criticato, dicendo che esprimevo queste critiche come “rivalsa per qualcosa che non è stato concesso”. Ecco, questo è il punto: se si parla di etica, di merito, contro lo strapotere dei baroni, non ci devono essere concessioni. Le concessioni si fanno ai vassalli. Se si parla di merito, si chiede il merito sia riconosciuto e che decisioni strategiche siano prese a seguito di valutazioni. Capirei se si dicesse che le risorse si sono esaurite prima che toccasse alle ricerche marine, che venivano valutate di livello di merito inferiore rispetto a tutte quelle che hanno invece ricevuto considerazione. Ma forse erano solo concessioni? Se è così, allora la parola merito perde di significato. E mi sento di dissentire dall’uso che ne viene invece fatto, come bandiera. La mia critica alla decisione di come investire quei 120 milioni di euro di infrastrutture riguarda la mancanza di una severa valutazione della ricerca, per identificare le aree meritevoli di attenzione. Non per dimenticanze nella concessione di favori. Non mi risulta che questa valutazione sia stata fatta o, se è stata fatta, mi piacerebbe che fosse resa trasparente. Non è un complotto, è una richiesta di trasparenza basata sulla valutazione.

Esprimo tutta la mia solidarietà al Rettore per la gragnuola di accuse anonime che sta ricevendo. Ma questo non significa che mi appiattisca sulle sue posizioni, se non le condivido. La sua linea basata su etica, merito, contro lo strapotere dei baroni è anche la mia. La approvo incondizionatamente. Ma quando leggo sui giornali che tutti nell’Università del Salento sono in conflitto di interesse... eh beh, vorrei che si specificasse meglio. Perché l’immagine che si dà della nostra Università è veramente misera, con tali affermazioni. Forse qualcuno starà scavando in tutte le carte che ho firmato, e magari si potrà anche trovare qualcosa di irregolare, nei 25 anni che mi vedono a Lecce. Accetterò le mie responsabilità, se scaturiranno, ma questo non significa che tutti siano in conflitto. Respingere le accuse con altre accuse, adottando il teorema tutti colpevoli uguale tutti innocenti, squalifica irrimediabilmente chi lo propone: era la strategia di Bettino Craxi (condannato in via definitiva a otto anni di galera).


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