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I vantaggi della porcata di Calderoli – (20 dicembre 2012) PDF Stampa E-mail
Prosa
Scritto da Ferdinando Boero   
Giovedì 20 Dicembre 2012 12:02

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” del 20 dicembre 2012]

 

La legge elettorale attuale a me pare ottima (a parte qualche dettaglio). Ricordo il tempo delle preferenze, quando gli incroci tra i nomi permettevano di identificare i voti. E quante volte ho pensato, vedendo pubblicità elettorali di singoli individui: ma questo, dove li ha presi i soldi per tutti questi manifesti? Pensavo: questo ha fatto un investimento. Ora spende i soldi per i manifesti, ma poi pensa di rifarsi, con gli interessi. Ma rifarsi a spese di chi? E se i soldi non li ha, e qualcuno glieli presta, poi dopo deve restituire il favore, no? Questa legge elettorale permette ai partiti di scegliere chi andrà in Parlamento. La scelta può essere fatta da un capo o da un numero ristretto di capi. E questa è la modalità negativa di mettere in atto questa legge. La modalità positiva consiste nel far scegliere dalla base, con il sistema delle primarie. I candidati sono messi in ordine di preferenze espresse alle primarie, e entreranno in ordine di posizione nella lista, in funzione dei voti ricevuti dal partito con cui si sono presentati. Certo, i direttivi dei partiti possono scegliere i capilista, ma anche in questo caso non ci saranno spese elettorali, e dovranno mettere persone che attraggano i voti. E le spese elettorali dovrebbero giustamente essere rimborsate, in modo che non ci siano “investimenti” da parte di chicchessia. Come scegliere, da cittadini, i candidati alle primarie del partito che si desidera votare?

Scegliete gente che conoscete, di cui conoscete la storia. Conosco molti politici, persino ministri. Di molti non conosco la storia. Di altri sì. Vi parlerò, senza nominarlo, di uno che conosco da più di 20 anni.

Sono arrivato qui nel 1987 e per tre anni ho abitato a Porto Cesareo, e poi ho continuato a frequentare il paese, perché c’è il Museo di Biologia Marina e ora c’è anche un’Area Marina Protetta. Ogni anno venivo invitato a parlare alla Sagra del Pesce, e ogni anno lamentavo lo stato del Museo di Biologia Marina di Porto Cesareo. Durante una delle mie filippiche intervenne un tipo e mi disse: forse posso fare qualcosa per il Museo, ti cercherò. In tanti mi avevano fatto promesse in pubblico, e presi quella proposta come una delle tante volte in cui un piccolo politico locale cerca di farsi propaganda facendo promesse. Mi sbagliavo. Il “piccolo politico locale” mi cercò davvero. Era consigliere in Provincia, a Lecce, e si diede da fare per far assegnare fondi al Museo. Poi promosse persino una convenzione tra Provincia e Museo, con un’assegnazione a bilancio. Mi disse: con quei soldi fai lavorare gente di qui, mi raccomando. E ogni volta che puoi dì che la Provincia ti ha aiutato. Non disse di dire che lui mi aveva aiutato, dovevo dire la Provincia. 
I soldi arrivarono. Non mi diede mai, ma proprio mai, alcuna indicazione su come li avrei dovuti spendere. Non mi segnalò mai nessuno. Però ogni tanto veniva a controllare per vedere cosa stavamo combinando. Era contento, e continuò ad aiutarci. E noi, per ricambiare, non abbiamo mai mancato di riconoscere il merito della Provincia. Qualche volta, lo confesso, ho fatto anche il suo nome. Se organizzavo qualcosa con il Museo lo invitavo a portare i saluti della Provincia, e lui arrivava puntuale, restava sino alla fine e faceva interventi che non erano di circostanza. Ascoltava, e poi elaborava discorsi che c’entravano davvero con quello di cui si stava parlando, senza mai dire banalità. Sono passati decenni, quel “piccolo politico locale” ha fatto il sindaco del suo paese, ha fatto il consigliere e l’assessore alla Provincia, e ora è venuto il tempo di fare il salto verso Roma. Certo, sarebbe veramente un genio del male se avesse finto, per decenni, di essere così come l’ho descritto e, una volta a Roma, cambiasse improvvisamente, rivelando di essere un mascalzone. Confesso che non mi ha neppure mai chiesto di votarlo. Presumo che lo desse per scontato. E’ mio interesse che un tipo così resti a fare il politico, sarei un fesso a non votarlo.

Per me i politici devono fare questo. Identificare i bisogni del territorio, ascoltare, e poi usare il loro potere per promuovere la vita civile, puntando su cose in cui credono. E devono controllare che la loro azione abbia buon esito, che i soldi pubblici siano spesi bene. Il loro ritorno deve essere l’orgoglio di aver fatto bene, e la possibilità di mostrarlo, per ricevere conferma da chi ha dato loro fiducia, votandoli. Se qualcuno vi ha fatto promesse che non possono essere fatte in pubblico (tipo: se mi voti ti assumo, oppure assumo tua figlia), ricordate che il clientelismo è stata la nostra rovina. Sono quei politici che hanno rovinato il paese. Tra l’altro riempiendo il sistema Italia di incapaci raccomandati. Con quel “piccolo politico locale” siamo diventati amici. Vedo che non è cambiato, non si è montato la testa e continua ad essere una persona umile, che ascolta. Guardatevi attorno, e se riconoscete qualcuno in questo ritratto, andate a votarlo alle primarie. Qualunque sia il partito in cui milita.

 


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