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Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
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La lotta alla corruzione manca dalle agende... che i partiti si pronuncino - (27 gennaio 2013) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Domenica 27 Gennaio 2013 10:01

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di domenica 27 gennaio 2013]

 

Ho già scritto sul Quotidiano riguardo la mancanza della Natura dalle agende politiche di tutti i partiti (con poche e isolate eccezioni). Sto seguendo i dibattiti televisivi e mi accorgo che c’è un altro argomento che manca. E’ vero, ci sono partiti che parlano di legalità, ma non mi basta! Tutti ora parlano di evasione fiscale. E poi parlano di diminuire in qualche modo le spese della macchina pubblica. Giusto. Ma come diminuirle? Tagliare le spese spesso significa chiudere gli ospedali, tagliare i budget dell’istruzione, in altre parole ridurre i servizi ai cittadini. Lo stato è visto come un’entità inefficiente. Concordo, è inefficiente. Ma la cura proposta (tagliare i servizi) è quella giusta?

La Corte dei Conti, qualche tempo fa, ha comunicato che gli appalti pubblici soffrono di un sovrapprezzo del 40% a causa della corruzione. Ovviamente questo è inseribile nel discorso generico della legalità. Usciamo dal generico e chiamiamo le cose con il loro nome. Eliminare la corruzione deve essere la prima priorità (e avrebbe anche ricadute sull’ambiente). Perché nessuno lo dice con la massima chiarezza? Se ci guardiamo attorno la risposta è evidente. Ci sono comitati di affari trasversali a tutti i partiti (con magnifiche eccezioni che, però, restano eccezioni). C’è il sistema lombardo, con la Compagnia delle Opere, c’era il sistema della Protezione Civile (che gestiva grandi e inutili opere, come le due sedi costruite per un solo G8, e ora in totale abbandono), ora c’è il Monte dei Paschi nella bufera, ricordiamo che la Giunta della Regione Puglia fu azzerata da Vendola a causa di ombre gravi sulla gestione. Non parliamo di quel che avviene nelle regioni governate direttamente dalla malavita organizzata.

E’ vero, questi appalti danno lavoro, ma non ci possiamo più permettere di pagare un sovrapprezzo del 40%. Sono rimasto sconcertato quando ho visto che il bilancio dell’Università del Salento viene continuamente tagliato, però ci sono opportunità di finanziamenti per appalti edilizi fino a 120 milioni di euro. Giustissimo concorrere e aggiudicarseli, ma voglio ripetere la domanda retorica: perché per fare appalti i soldi ci sono sempre, e tanti, mentre non ci sono per altre cose? La risposta, in linea generale, non riferita a quei 120 milioni, l’ha data la Corte dei Conti. Lì c’è un 40% di margine per i comitati di affari. L’abbiamo già vissuto col filobus, mi pare. Il servizio che offre vale la spesa sostenuta? Sarebbe stato possibile pagarlo molto meno? Si “vede” quel valore in quello che ora è stato messo a disposizione dei cittadini?

E’ da sempre che usiamo in questo modo il denaro pubblico. Non dimentichiamo due superstrade per congiungere Lecce a Maglie!

Vorrei fare questa domanda ai candidati: come pensate di ridurre del 40% le spese degli appalti, vigilando che non ci sia la corruzione? Oppure controllando che ci sia davvero quel valore, nelle realizzazioni che hanno fruito di quei finanziamenti? Ho già descritto il meccanismo: appalto, offerta al ribasso (spesso previo accordo tra chi fa l’appalto e chi lo vincerà), aggiudicazione dell’appalto ad un prezzo basso, subappalto a imprese minori, revisione degli importi a lavori iniziati, aumento della spesa, oppure uso di materiali scadenti. Abbiamo riempito l’Italia di opere di scarsa qualità, costate tantissimo. Oppure proprio non le abbiamo fatte (tipo il Ponte sullo Stretto) avendo pagato cifre immani per i progetti e poi per le penali per la mancata realizzazione.

Gli ospedali sono da sempre un volano di corruzione. Ricordiamo Poggiolini, quello che gestiva in Ministero il sistema dei farmaci. Siringhe che costano dieci volte di più in certe regioni rispetto ad altre. Il problema non si risolve con la chiusura degli ospedali, ma con la razionalizzazione delle spese, prima di tutto eliminando la corruzione. 
Non posso rimarcare una cosa. Han chiesto a Monti se è massone, e lui ha risposto che non sa bene cosa sia la massoneria. Male! perché con la P2 la massoneria deviata ha condizionato pesantemente la nostra vita negli ultimi 20 anni. E poi abbiamo avuto la P3 e altre P che forse non sono ancora venute a galla. Lo so che la maggior parte della Massoneria ha scopi culturali nobili. Così come l’Opus Dei. Ma purtroppo sappiamo che spesso i comitati di affari trovano terreno fertile in deviazioni di queste fratellanze che, temo, sono trasversali a tutti i partiti. Dovranno loro stesse ripulirsi da queste scorie, perché non si faccia di ogni erba un fascio e non ci sia la criminalizzazione di organizzazioni che hanno fatto la nostra storia. Come l’hanno fatta i partiti. Non è il sistema dei partiti ad essere inadeguato, è il modo in cui è stato utilizzato. Confondere i partiti con chi li ha gestiti è un grave errore. Ma i partiti si devono ripulire. Forse quel 40% di corruzione è in grado di mobilitare tantissimi elettori e di condizionare le elezioni. Se così sarà, il destino dell’Italia sarà veramente oscuro. Quel 40% vuole che il 60% non vada a votare (tanto sono tutti uguali), per continuare a vincere. Ma i politici ci devono dimostrare la loro “non uguaglianza”, soprattutto ora, quando la tentazione di metterli tutti nella stessa barca (e di farla affondare) è veramente grande. Su quella barca, però, ci siamo anche noi. Vediamo di non suicidarci.

Ah, ora pare che la garanzia di qualità di un politico sia che non abbia pendenze con la giustizia. Liste pulite! ... non basta! E’ una condizione necessaria ma non è sufficiente. Ci siamo a volte rincuorati di avere politici disonesti ma capaci (ruba, ma almeno fa le cose). Quando li han colti con le mani nel sacco, ci siamo affidati a politici onesti ma, purtroppo, incapaci (almeno non ruba...). Il più delle volte li abbiamo avuti tragicamente disonesti e incapaci (pensiamo all’uso dei derivati per sanare bilanci...). Abbiamo bisogno di politici onesti e capaci. E che siano così lo deve dire la loro fedina penale e la loro storia. E la coerenza della loro storia con il loro programma.


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