Nuova sospensione delle attività
La presenza di casi di coronavirus sul territorio di Galatina e l'ordinanza di chiusura delle scuole emanata dal sindaco ci hanno consigliato un ulteriore consulto medico dal quale è emersa ... Leggi tutto...
Ripresa attività e nuova data per assemblea ed elezioni
Dopo un consulto medico, il Consiglio Direttivo ha deciso di riprendere le attività lunedì 2 marzo alle ore 18, con la conferenza del prof. Mario Graziuso “L’ultima rappresentazione sacra del... Leggi tutto...
Sospensione attività in via precauzionale
Avviso sospensione attività Pur in assenza di casi accertati di coronavirus, nella regione Puglia sono sconsigliati (anche se non ancora formalmente vietati) gli assembramenti di persone. Per questo... Leggi tutto...
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo dell’Università Popolare A. Vallone di Galatina (in ordine alfabetico)   1 Bozzetti Maria Rita, nata a Roma 2.Campa Antonio nato a Galatina (Le) 3 Diso... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea per Modifica Statuto ed Elezioni del nuovo Consiglio Direttivo
Sulla base di quanto deliberato durante l'ultima Assemblea, giovedì 27 febbraio 2020 si procederà alle elezioni del nuovo Consiglio Direttivo e all'approvazione delle modifiche dello Statuto. Si... Leggi tutto...
In memoria di Piero Manni, editore
Da qualche giorno il Salento e il mondo della cultura sono più poveri: il 22... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
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Finalmente online!
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Lecce nel Seicento PDF Stampa E-mail
Reprint
Scritto da Michele Paone   
Domenica 27 Gennaio 2013 10:49

[“Archivio storico pugliese: organo della Società di Storia patria per la Puglia”, a. 21, 1968, fasc. 1-4, p. 173-179]


Divido col milanese Stendhal il rimpianto di non aver potuto vedere Venezia nel 1760 ed il cruccio per quell’inappagabile visita, anziché esser lenito, s’adagia in una trepida commozione all’incanto, che in me sempre si rinnova, per le luminose vedute di Canaletto e le liquide armonie di Vivaldi e di Arbinoni, che sono i geni musicali della città, così come della sorridente sua parlata ne è Goldoni l’interprete più felice.

E ho un altro rimpianto ancora, quello di non aver potuto vedere Lecce nel Seicento, nel secolo in cui la città, divenuta dimora di case religiose ed area di residenza, di richiamo e d’interessi a titolati di antica e recente nobiltà, ai nobiliter viventes per professione di legge e di medicina, a banchieri e mercanti veneziani, genovesi, fiorentini, bergamaschi, lucchesi, milanesi, giudei, greci, ragusei e albanesi e ad una schiera di artigiani, espresse nelle lettere e nelle arti la misura della sua civiltà, che è civiltà essenzialmente barocca, con quel grumo di Spagna e di Controriforma che il termine racchiude, ma, almeno quanto alle arti plastiche, col gusto amabile di una schietta variazione locale al noto sapore romano e napoletano.

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