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Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
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"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
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Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
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Stagione teatrale a Cavallino
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Faccia tosta ed elezioni: la gara a chi la spara più grossa – (8 febbraio 2013) PDF Stampa E-mail
Prosa
Scritto da Ferdinando Boero   
Venerdì 08 Febbraio 2013 20:08

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di venerdì 8 febbraio 2013]


Leggo con interesse il commento del politologo Mauro Calise, nel quale si fa l’elogio della posizione di Bersani nel desolante panorama elettorale attuale, con apprezzamenti per la serietà, la mancanza di personalismi, e quant’altro. 
Però, però, però... con tutte queste caratteristiche non si vincono le elezioni, dice Calise. Ci vogliono le battute al vetriolo da scagliare in faccia agli avversari, i colpi sotto la cintura e altre cose del genere. Cose che permettano di combattere ad armi pari con chi promette mari e monti pur avendo un curriculum fallimentare alle spalle. Certo, la sinistra non ha fatto la legge sul conflitto di interessi quando era al governo, e lo ha fatto perché non voleva eliminare Berlusconi con una legge, voleva eliminarlo dalla scena politica con il consenso degli elettori. Perché avrebbe dovuto esser chiaro che ci avrebbe portato alla rovina. Cosa che puntualmente il nostro ex premier ha fatto, essendo riuscito a farsi eleggere in barba a qualunque logica. Ognuno ha il governo che si merita. Se Bersani cominciasse a fare come Berlusconi si metterebbe al suo stesso livello, e magari perderebbe i voti di chi lo vorrebbe votare. La mia decisione, per quel che vale, è di non votare guardando i simboli dei partiti, o le persone, ma di guardare i programmi. E questo sarà quel che mi guiderà.

Capisco, appartengo a una ristretta cerchia di spocchiosi intellettuali che non amano gli slogan e che preferiscono supercazzole programmatiche. Se si vogliono vincere le elezioni bisogna spararle grosse. Ma questo significa ingannare le persone. Avrei voluto in questo articolo dire che Bersani non deve diventare come Berlusconi (o come Monti, che ora toglie le tasse), poi mi è venuto in mente Lincoln. Avete visto il film? Sembra la storia del salvataggio del governo Berlusconi, quando Verdini & C andarono a trattare i voti per avere la fiducia. Ricordate Scilipoti? Nel caso di Lincoln la trattativa e compravendita dei voti è stata fatta a fin di bene, per strappare l’approvazione di un emendamento alla Costituzione che abolisse la schiavitù. Il colpo è stato sotto la cintura. Sono state fatte delle porcate, sono stati promessi posti, incarichi, in modo da trovare dei voltagabbana. Lo scopo era nobile, nobilissimo, e Lincoln si tappò il naso. Mi chiedo: se avesse giocato pulito la storia si sarebbe svolta nello stesso modo? Certo, prima o poi la schiavitù sarebbe finita. Magari nel modo in cui finisce in Django. Ma torniamo al nostro film. Gli italiani vogliono farsi fregare ancora una volta? Bene, peggio per loro! Andremo alla rovina certa! Ma non voglio rinunciare a quel che credo. Sigh!: è quello che disse Turigliatto quando fece cadere Prodi, e riconsegnò il paese a Berlusconi. Davvero non so. Se tutti facessero come fa Berlusconi, forse gli elettori che guardano i programmi e ne valutano la serietà delle proposte alla fine non voterebbero. Certo che Lincoln non è un esempio così malvagio, però. I colpi bassi alla fine possono servire. Non saprei cosa consigliare. Pertini diceva: a brigante... brigante e mezzo! Però, se fossi al posto di Bersani, non starei al gioco di Berlusconi. C’è una frase bellissima che, in parte, si adatta a questo caso: Non discutere mai con un idiota; ti porterà al suo livello e poi ti batterà con l’esperienza. Berlusconi è tutt’altro che un idiota, ma sta trattando gli italiani da idioti, con promesse che ha già fatto e che non ha mantenuto, comprando calciatori invece che elaborare programmi seri (ma dopo tutte le occasioni che ha avuto, l’unico programma serio è togliersi di mezzo). Mettersi al suo livello lo porterà a vincere, perché nessuno ha la sua esperienza nel prendere in giro la gente. Sarà sempre in grado di spararla più grossa, e poi sono convinto che creda davvero a quello che dice, credo che sia sincero. Mentre si capirebbe subito che Bersani mente, se mentisse. Non fa per lui. Tutto dipende dagli “elettorati di riferimento”! Ma avete notato che l’Italia dei Valori non esiste più? Di Pietro ora è in Rivoluzione Civile. Il suo partito è stato spazzato via per una puntata di Report in cui si evidenziavano incoerenze del leader. Il suo elettorato di riferimento gli ha voltato le spalle, non gradisce di essere ingannato. Partito scomparso! Vediamo cosa succederà alla Lega, dopo lo scempio dei vari Bossi. E’ davvero così facile ricostruirsi una verginità? Per alcuni elettorati di riferimento evidentemente sì. E quindi no! Meglio perdere che vincere con la disonestà. Ma poi davvero gli italiani sono così scemi da credere ancora alle fantasmagoriche promesse elettorali di un imbonitore da fiera di paese? Possibile?  Se è così... siamo perduti, e ci meriteremo tutto il male che arriverà. Ma preferisco sapere che, comunque, una ruota di scorta rimane, che c’è ancora qualcuno che non vuole prendere in giro gli elettori, perché proprio non è capace, non ce la fa. Forse dovremo veramente crollare definitivamente per poi risorgere, forse deve accadere qualcosa di estremo. Ma sta già accadendo! Possibile che sia possibile convincere ancora grandi fette di elettori con promesse da imbonitori e calciatori goleador? C’è un problema di uso del cervello, a questo punto. Forse bisognerà introdurre un esame di logica prima di concedere il diritto al voto.... ho appena scritto una castroneria spaventosa. Lo so. Questi ragionamenti sono l’anticamera della dittatura. C’è solo da sperare che gli italiani non si facciano ingannare ancora una volta. D’altronde, il presidente della Corte dei Conti parla di corruzione come il primo male del nostro paese. Il che significa che in questo sottobosco vive una grande quantità di persone, e votano! In Sicilia ha vinto la sinistra perché la mafia non ha trovato un partito di riferimento (l’ex presidente della regione è in galera, dopotutto), e non si è mobilitata. Ci saranno gli ingenui, ma ci sono anche i furbi. Sommandoli, forse si ottiene la maggioranza, soprattutto se molti “intellettuali” non vanno a votare...


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