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UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
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Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
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Lecce, cultura e cinema - (10 febbraio 2013) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Domenica 10 Febbraio 2013 10:07

[“Nuovo Quotidiano di Lecce” di domenica 10 febbraio 2013]

 

Sono arrivato qui a Lecce nel 1987. In quel tempo i cinema stavano chiudendo in tutta Italia e, per sopravvivere, i pochi rimasti, soprattutto in provincia, programmavano film porno. Il cinema è una delle mie passioni, e pensare di trasferirmi da Genova a Lecce mi preoccupò non poco, da questo punto di vista. Mi ricredetti dopo pochi minuti di passeggio nella città. Fiamma, Ariston, Politeama, Massimo, Santa Lucia, Odeon, e poi i cinema parrocchiali, l’Antoniano e il Don Bosco. All’Ariston, quando ci entrai la prima volta, vidi True Stories, dei Talking Heads, un film che a Genova non era arrivato! C’era un cinema che programmava porno, ma era una percentuale fisiologica. Ah! Lecce era la città per me. Lo so che non è un metro condiviso ma, per me, il livello di cultura di una città si misura dai cinema che ha e da quello che programmano. Si misura anche dal numero di librerie, e devo dire che in questo la città si difende ancora benissimo. Ma i cinema...
Guardo sconsolato “cosa danno” al cinema e, sulla pagina degli spettacoli, trovo oramai solo il Massimo e il Don Bosco. Sì, è vero, ci sono i multisala a Surbo e a Nardò. Ma io voglio uscire di casa, camminare nella mia città e entrare in un cinema. Non voglio prendere l’auto. Per me i cinema devono stare in città. Come le chiese. La chiusura del Santa Lucia è un colpo al cuore. Certo, lo so, la colpa è del mercato. Se il cinema resta vuoto, è ovvio che prima o poi sia costretto a chiudere. Sono convinto che i proprietari non abbiano scelto a cuor leggero di dar via la propria creatura.

Padre Rosario De Paolis ha fatto miracoli (dovrebbe essere quasi il suo mestiere) per tenere aperto l’Antoniano. Anche perché accluso c’era un museo di storia naturale, e una biblioteca, e una pinacoteca. Uno dei ricordi più vividi di mia figlia è la visione in galleria, all'Antoniano, di Anaconda. Un film vietato. Ma Padre Rosario ci fece andare in galleria e ne vedemmo un pezzo. Quando l'anaconda strizzò un giaguaro e gli fece schizzare gli occhi fuori dalle orbite, Gaia decise che forse era meglio andare via. Capì perché era vietato. Padre Rosario ha resistito quasi più di John Wayne in Fort Alamo ma alla fine si è arreso. Il cinema è stato chiuso, e  il museo di storia naturale è stato trasferito a Sava, dove i due (Padre e Museo) sono amati da tutti come e forse più di quando erano qui a Lecce. 
Lecce capitale europea della cultura... senza più cinema. Mah! Lecce diventa il set di tanti film, ma poi dove li andremo a vedere? In televisione? Nel mio piccolo, assieme all’amico Marco Povero, stiamo cercando di organizzare un cineforum artigianale, per portare la gente al cinema. Comunichiamo nel locale di Marco il film che andremo a vedere e diamo appuntamento a chi ci sta (e si prenota) un’ora prima della programmazione, per un aperitivo ante-cinema. Qualcuno compra i biglietti in anticipo, in modo da avere i posti migliori, e poco prima dell’inizio si va al cinema. Rigorosamente a piedi. Finito lo spettacolo, ci si ritrova a tavola e si mangia qualcosa, con relativo dibattito (molto poco serio). Stiamo pensando di organizzare cicli di programmazione, magari affittando una saletta (e avevamo pensato proprio al Santa Lucia). Il mio vero mestiere è lo zoologo (studio gli animali) e, per deformazione professionale, mi piacerebbe fare una rassegna di film di mostri per far vedere come si è evoluto il concetto di mostro e come, nella storia del cinema, non ci siano mostri davvero originali. Sono di solito copiati da animali che esistono davvero. Partendo da Blob per arrivare a Alien. E poi i film di fantascienza, i western, ripercorrere tutti i generi. Ma lo sapete che, nei film western americani, quelli classici, ci doveva essere sempre una donna e ci doveva essere un momento del film in cui c’era una storia d’amore col protagonista? Mi ero sempre chiesto perché, da bambino. A me piaceva che sparassero, non che si baciassero. Che noia! Poi ho capito. Al cinema si andava in coppia. Gli spari erano per i maschi ma anche le femmine, poverette, avevano diritto a riconoscersi un pochino e, quindi, in Ombre Rosse John Wayne ha la sua piccola storia d’amore con Claire Trevor, tra una difesa della diligenza dagli indiani di Geronimo e lo sterminio dei fratelli Plummer. La differenza con i western all'italiana fu che nei nostri si sparava soltanto. E quindi, perché no?, organizzare anche una bella serie di film amati dalle donne. Film tipo Un uomo una donna, o Love story, Ghost. Avevo trovato anche il titolo: colpi di maglio sui c.....oni. Fantasticavamo, con Marco, di affittare due sale: una con i film per donne e l’altra con i film per uomini (con moltissima ironia, è ovvio). In modo che si potesse entrare assieme, guardare al buio quel che piace di più, e poi uscire assieme. Perché i film si guardano al buio, in un cinema. E il bello è che sei in una sala dove anche gli altri stanno provando quel che provi tu. Ridono, si spaventano, piangono, si indignano. Magari riprendono il vicino che ha il telefonino acceso.

E ora? Piano piano i cinema di Lecce fanno la fine dei Dieci Piccoli Indiani di Rene Clair: uno per uno vengono soppressi. Mi viene in mente l’Ultimo Spettacolo, di Peter Bogdanovich, uno dei miei film preferiti. Una storia d’amore, dove l’amore è per il cinema. E non è una storia a lieto fine. Proprio come la storia dei cinema a Lecce. 
Inutile fare i nostalgici, in tempo di spending review non si può pensare di tenere aperto un locale che non rende, magari con soldi pubblici. Inutile fare i moralisti e lamentare il degrado culturale del nostro paese. Ariston e Fiamma ora sono un Bingo. Il Santa Lucia diventerà un supermercato. Prendiamo atto. Ma quando l’Apollo sarà finito (chissà quando: la data di ultimazione dei lavori è stata cancellata) che ne faremo? Un centro di spaccio di gratta e perdi?


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