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Home Saggi e Prose Ecologia Non discutere mai con un imbecille! – (16 febbraio 2013)
Non discutere mai con un imbecille! – (16 febbraio 2013) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Sabato 16 Febbraio 2013 12:54

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di sabato 16 febbraio 2013]

 

Il 12 febbraio 1909 sono nati sia Charles Darwin sia Abraham Lincoln. Due persone molto differenti, ma che hanno a loro modo contribuito all’evoluzione della nostra cultura. Lincoln ha liberato gli Stati Uniti dalla vergogna della schiavitù e ha pagato un duro prezzo per il suo ardire (è stato assassinato), ma è oggi celebrato in modo unanime. E’ ancora nelle sale il film di Spielberg che ci racconta come sia riuscito a far passare il tredicesimo emendamento alla Costituzione degli USA, quello che abolisce la schiavitù. Lincoln era un uomo politico. Darwin, invece, era un naturalista, uno scienziato. Tutti dicono che Darwin sia il padre dell’evoluzione. Non è vero. Il padre dell’evoluzione è Jean Baptiste Lamarck che, proprio nel 1809 (anno della nascita di Darwin), pubblicò il Trattato di filosofia zoologica in cui introduceva il trasformismo. Prima di allora era in voga il fissismo e Lamarck sfidò le idee correnti, basate sull’applicazione letterale dei testi sacri, e fece la rivoluzione! Però non capì il meccanismo dell’evoluzione. Per Lamarck gli organismi sono caratterizzati da una tendenza interna al miglioramento che li spinge a trasformarsi verso forme sempre più “perfette”. Darwin accettò il fatto che gli organismi non siano immutabili e che, quindi, si trasformino (evolvano), ma propose un meccanismo alternativo a quello di Lamarck: la selezione naturale. Anche gli appartenenti alla stessa specie sono diversi tra loro: si chiama variabilità. I figli della stessa coppia di genitori possono essere molto diversi tra loro. La selezione naturale fa sì che, all’interno di questa variabilità, abbiano maggiori occasioni di riprodursi gli individui che meglio rispondono ai problemi posti dall’ambiente. Più si riproducono, più la specie incorpora le loro caratteristiche, e cambia.

La selezione naturale è di pertinenza di quel che oggi chiamiamo ecologia, e che Darwin chiamò l’economia della natura. Però il meccanismo fine dell’evoluzione, nel pensiero di Darwin, è semplicemente sbagliato! Darwin non conosceva il lavoro di Mendel, pubblicato nel 1865, anche se Mendel gli aveva mandato il testo. Fu solo agli inizi del secolo scorso che la comunità scientifica, attraverso il lavoro di Morgan, apprezzò a pieno il valore della genetica. Mendel era arrivato troppo presto, mentre Darwin era arrivato proprio al momento giusto. La sua teoria venne “riformata” alla luce della genetica e la “riforma” è tutt’ora in corso. Darwin, con la selezione naturale, è il padre della moderna ecologia, più che della moderna evoluzione. E poi, con l’Origine dell’Uomo, Darwin iniziò la moderna antropologia, e introdusse il concetto di selezione sessuale, studiò l’espressione delle emozioni negli animali e negli umani. Pose le basi per la psicologia.

Il pensiero di Darwin fu una vera rivoluzione, e fu talmente rivoluzionario che, ancora oggi, ci sono persone che rifiutano di ammetterne la grandezza. Non abbiamo ancora digerito di essere una specie animale, e di non essere diretta emanazione divina. Non ci piace. Abbiamo accettato che la terra non sia al centro dell’universo, e che giri attorno al sole. Non credo ci siano persone istruite che ancora sostengano il contrario. Ma con l’evoluzione è così. Ci sono i negazionisti, e non si riesce a farli ragionare. Inutile discutere con i fanatici. Ora, qualche negazionista si attaccherà a quel che ho scritto (... l’evoluzione, nel pensiero di Darwin, è semplicemente sbagliata!) per dire che il pensiero darwiniano è errato. Mi spiego meglio. Darwin spiegò con rigore il meccanismo al di fuori delle specie che determina l’evoluzione: la selezione naturale. Cioè l’azione che l’ambiente svolge nel selezionare individui all’interno della variabilità delle specie. Darwin sbagliò nell’identificare perché le specie sono variabili, e i loro rappresentanti non sono tutti uguali. Questo lo spiega la genetica. E ci spiega anche come le caratteristiche sono trasmesse da una generazione all’altra. Darwin non lo sapeva, e quindi non poteva conoscere i meccanismi genetici che rendono possibile l’evoluzione, ma aveva identificato i meccanismi ecologici che la determinano. Scusate se è poco!

Vale la pena di ricordare Darwin perché esistono ancora gli imbecilli. E’ grazie agli imbecilli che Darwin merita ancora grandi onori. Ho già scritto una frase che mi piace molto: non discutere mai con un imbecille, ti metterai al suo livello e lui ti batterà con l’esperienza. Zichichi, per esempio, scrisse che l’evoluzione non è una scienza perché non c’è l’equazione dell’evoluzione e non c’è un esperimento in grado di ottenere una specie da un’altra specie. Inutile discutere. Però il ministro Moratti, forte di questa opinione, tolse l’evoluzione dai corsi di istruzione obbligatoria. Rita Levi Montalcini spiegò con pazienza, agli imbecilli, che questa decisione era una follia. E noi, purtroppo, dobbiamo ancora spiegare queste cose: sì, la terra è rotonda, e gira attorno al sole. E la vita iniziò quattro miliardi di anni fa, e per tanto tempo fu molto semplice, poi apparvero forme di vita più elaborate, derivanti dai mutamenti dei loro predecessori, e cinquecento milioni di anni fa comparvero gli animali come li conosciamo oggi. L’uomo, uno dei tanti mammiferi, entrò sulla scena dell’evoluzione pochissimo tempo fa, discendente da antenati scimmieschi. Il fango biblico, in effetti, era uno scimmione! Che problema c’è?  Darwin non è ancora entrato in pieno nella nostra cultura (ci sono ancora gli imbecilli e temo che sempre ci saranno). Non è un caso che Lamarck abbia chiamato “trattato di filosofia zoologica” il suo libro sul trasformismo. Questa è filosofia, e questa filosofia ha cambiato la nostra visione del mondo più di qualunque altra filosofia. E, tornando a Lincoln, ci dice che all’interno della variabilità della nostra specie ci possono essere individui più chiari e altri più scuri. Anzi, recenti studi di paleogenetica mostrano come i veri uomini di razza pura siano i neri. Pare che noi caucasici siamo il prodotto di inquinamento genetico. I nostri antenati si mescolarono con i neanderthal e nella nostra linea ci sono geni neanderthaliani, assenti nei neri. I neri, quindi, sono la vera razza pura. Noi siamo dei bastardi. Bastardi e imbecilli, visto che ci sono ancora i razzisti! E ci sono quelli che credono di essere stati creati direttamente da Dio, a partire dal fango. Qualcuno si sarà offeso ora. Ricordo che un imbecille (allora vice-presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche) pubblicò un libro, a spese del CNR, intitolato “Evoluzione, il tramonto di un’ipotesi”. A difendere Darwin contro gli attacchi degli imbecilli levò la sua voce Nicola Cabibbo. Era il presidente dell’Accademia Pontificia delle Scienze.


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