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Il paese dei furbi stupidi - (19 febbraio 2013) PDF Stampa E-mail
Prosa
Scritto da Ferdinando Boero   
Martedì 19 Febbraio 2013 18:42

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di martedì 19 febbraio 2013]

 

Il direttore Scamardella, domenica scorsa, fa una puntuale analisi del nostro modo di concepire i rapporti tra noi. Il ritratto che ne esce è disperante, come se non lo sapessimo già: siamo irreparabilmente restii a rispettare regole che in buona parte del mondo non sono neppure esplicitate. E’ ovvio che certe cose non si debbano fare! Vi racconto una storiella. Tre mesi fa ho partecipato ad un congresso a Marrakech e ci hanno portato in pullman a Essaouira, sulla costa atlantica. Durante il tragitto ho visto grandi stabilimenti di ditte italiane, ho visto che il servizio di rimozione della spazzatura è italiano e così anche molte altre attività. Ma qui è tutto italiano! Dissi al mio collega marocchino. Come mai? Questi sono paesi francofoni, tutt’al più dovrebbe essere tutto francese, no? E lui: ma gli italiani sono corrotti... e anche noi siamo corrotti. Ci intendiamo alla perfezione. Sono venuti i tedeschi, ma dopo un mese se ne sono andati. Gli italiani hanno i fondi per corrompere, ci sono capitoli di spesa (occulti, ma ci sono) per queste questioni. In altri paesi proprio non ci sono. E quindi noi facciamo affari con chi si lascia corrompere. Di solito si tratta di paesi a bassa valenza economica. Paesi che, per esempio, non investono nel nostro paese.

Quando ci fu lo scandalo Enron, in USA, il presidente G.W. Bush inasprì draconianamente le pene per il falso in bilancio. Giustificò le misure dicendo: ci sono state delle disonestà, e qualcuno ha approfittato delle inadeguatezze della giustizia. Con quale spirito gli investitori porteranno i soldi in USA, sapendo che si possono falsificare i bilanci?

Questo contraddice un pochino quel che ho detto all’inizio. I corrotti ci sono dappertutto. Anche in paesi puritani come gli USA. Ricordiamo lo scandalo Lokheed, in cui noi eravamo i corrotti e gli USA erano i corruttori! Però in USA, di fronte a uno scandalo devastante, l’affidabilità del paese viene ribadita inasprendo le pene contro i disonesti. Nello stesso momento storico, noi abbiamo depenalizzato il falso in bilancio. Risultato: gli investimenti stranieri nel nostro paese sono crollati.

 

All’estero ci vedono come un paese di truffatori. E in effetti lo siamo.  Le carceri italiane scoppiano. Mettiamo in prigione gli spacciatori di droga e gli irregolari. Con loro siamo inflessibili. I ladri veri, quelli che non derubano solo le loro vittime ma tutto il sistema Italia, sono indisturbati. O meglio, sono disturbati dai magistrati. Quando arriva la magistratura, significa che la politica ha fallito. La politica dovrebbe interpretare il comune sentire. La magistratura interpreta la legge. Il contrasto tra il comune sentire e la legge è stridente. E’ allucinante che si debbano fare leggi per impedire a persone con procedimenti penali in corso di poter andare in parlamento e legiferare! Non ci dovrebbe essere bisogno di leggi, per una cosa del genere! Il problema è che se queste persone si presentano... prendono un plebiscito di voti.

Il problema è culturale. Da noi non c’è la cultura della legalità, dello stare assieme rispettando regole condivise. Dobbiamo rivedere drasticamente il sistema di formazione scolastica. La scuola deve prima di tutto produrre dei buoni cittadini, delle persone che abbiano una sorta di imprinting verso la correttezza. L’imprinting, per chi non lo sapesse, fu scoperto da Konrad Lorenz che dimostrò come le primissime esperienze di vita lascino una traccia indelebile nel comportamento di animali che, come noi, hanno la possibilità di imparare. Noi non abbiamo l’imprinting dell’onestà, del merito. Una delle raccomandazioni che si danno ai giovani è: fatti furbo. Ovviamente il furbo infinocchia gli altri, evitando di essere infinocchiato. E questa è la nostra filosofia di vita. 
E’ una filosofia sbagliata! Ci avvantaggia nel breve termine, ma ci distrugge nel lungo termine. La furbizia italiota è prima di tutto stupida, e a dimostrarlo c’è la situazione in cui ci siamo ridotti. Onestà e competenza non dovrebbero neppure essere richieste. Dovrebbe essere logico che se c’è qualcosa da fare, siano persone oneste e competenti a proporsi. Tra queste, si devono scegliere le migliori. Invece ci troviamo ancora alla fase in cui è necessario impedire che i disonesti prendano le redini della cosa pubblica. Alla competenza non siamo neppure ancora arrivati.

L’emergenza nazionale si chiama cultura. La formazione dei cittadini deve essere al primo posto se si vuole che l’Italia evolva. Le rivoluzioni sono materia per sistemi arretrati, noi potremmo andare incontro a un fenomeno forse ancora più efficace: l’evoluzione. O evolveremo in un paese veramente civile, in cui gli imbroglioni siano messi culturalmente al bando, e non eletti a gestire le cose dello stato, o saremo spazzati via. Altrimenti la rivoluzione sarà che perderemo la nostra autonomia, diventando colonia di qualcuno.

I magistrati non possono mettere in galera un intero paese, e sappiamo che ci sono furbi anche in mezzo a loro. Mi pare di ricordare che Previti fu condannato per aver corrotto i giudici. Non sarà la magistratura a salvarci, solo la politica ci può salvare. E la politica la facciamo noi, prima di tutto votando.


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