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L'evoluzione? Al rogo! - (12 marzo 2013) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Martedì 12 Marzo 2013 18:26

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di martedì 12 marzo 2013]

 

Sul Foglio di Giuliano Ferrara del 7 marzo scorso è apparso un articolo di Camillo Langone intitolato Dovevano bruciarla prima. Il rogo è auspicato per la Città della Scienza di Napoli. Le motivazioni del rogo potrebbero anche in parte essere comprensibili. L'impresa si è rivelata per lo meno velleitaria e i dipendenti della Città della Scienza non ricevevano lo stipendio da mesi. E' stata costruita una cattedrale e poi la si è abbandonata nel deserto, come spesso avviene in Italia. La critica alla gestione è sacrosanta ed è bene stigmatizzare tutti i velleitarismi, anche se basati su ottimi intenti, come la divulgazione scientifica. Certo, il rogo forse è un po' troppo. Ma ci potrebbe ancora stare, come espediente retorico per bollare un'impresa di scarso successo. D'altronde la destra nutre scarsa considerazione per la cultura ed è suo diritto scagliarsi contro imprese culturali. Ma la frase finale dell'articolo è delirante. Eccola qua: "Ho scoperto che nei capannoni dell’ex Italsider si propagandava l’evoluzionismo, una superstizione ottocentesca ancora presente negli ambienti parascientifici (evidentemente anche nei residui ambienti cantautorali). Il darwinismo è una forma di nichilismo e secondo il filosofo Fabrice Hadjadj dire a un ragazzo che discende dai primati significa approfittare della sua natura fiduciosa per gettarlo nella disperazione e indurlo a comportarsi da scimmia. Dovevano bruciarla prima, la Città della Scienza."

Sono le argomentazioni che portarono il Ministro Moratti a togliere l'evoluzione dalla scuola dell'obbligo. Folle proposta, ridicolizzata da tutta la comunità scientifica, con in testa Rita Levi Montalcini. Dopo quella brutta figura, l'attacco all'evoluzione fu sferrato dal Prof. De Mattei, quando era vice presidente del CNR. Pubblicò, a spese del CNR, il massimo organo di ricerca scientifica nel nostro paese, un volume intitolato: Evoluzionismo: il tramonto di un'ipotesi. A difendere l'evoluzione dagli attacchi del CNR (nella figura del suo vice presidente) levò la sua voce il compianto prof. Nicola Cabibbo… presidente dell'Accademia Pontificia delle Scienze (sì, avete letto bene: Pontificia). Ora tocca a Langone. Ognuno è libero di dire tutte le castronerie che crede, ci mancherebbe. Ma il direttore responsabile di un giornale nazionale, sostenuto da finanziamenti pubblici, oltre che da Paolo Berlusconi, Sergio Zuncheddu, Denis Verdini e dallo stesso Ferrara (fonte Wikipedia), dovrebbe saper distinguere tra opinioni e fatti. Presentare opinioni come fatti non è buon giornalismo. Ognuno è libero di dire che la terra è piatta, e che la nostra specie è stata creata dal fango attraverso il soffio divino. La cosiddetta “superstizione ottocentesca dell'evoluzionismo”, però, è perseguita dalla totalità di chi si occupa professionalmente di biologia, oggi. Forse queste posizioni partono dal presupposto che l'evoluzionismo sia di sinistra e che, quindi, se si è di destra, sia necessario negarlo. Dire che l'acqua è fatta di ossigeno e idrogeno non è né di destra né di sinistra. E' un fatto. Il patrimonio genetico della nostra specie è identico per il 98% a quello degli scimpanzé. Questo non dimostra che noi discendiamo dagli scimpanzé, dice solo che noi e gli scimpanzé condividiamo un antenato comune molto vicino ad entrambi (e che siamo entrambi Primati). Questa ipotesi è molto più convincente, e sostenuta dai dati, di quanto non sia quella del fango e del soffio divino. Non ne abbiamo una migliore, e le probabilità che sia falsa sono infinitesimamente basse.

Il fatto che articoli come questo trovino spazio in tribune nazionali è indice di grande inadeguatezza culturale nel nostro paese. Tale inadeguatezza si manifesta anche nella scarsità di reazioni ad affermazioni di questo genere. Langone non è matto, come non è matta Moratti, o De Mattei, o lo stesso Zichichi, che scrisse un articolo intitolato L'evoluzione non è una scienza. Non saprei come definirli. Ignoranti? Forse. Ma se, nonostante tutte le brutte figure, continuano imperterriti a ripetere la loro litania, alternandosi al microfono di media sempre pronti a dar loro spazio, forse esiste un disegno che mira a screditare la scienza. Per sostituirla con cosa? Cos'altro abbiamo, per diminuire l'ignoranza? La religione? Ma persino la religione difende l'evoluzione, dalla voce del presidente dell'Accademia Pontificia delle Scienze. Chi sono allora queste persone? cosa vogliono? Con Moratti sono arrivati al Ministero della Pubblica Istruzione, e hanno già tolto l'evoluzione dalla scuola dell'obbligo, proprio con le motivazioni che Langone usa per inneggiare al rogo della Città della Scienza. Non si possono archiviare con una risata, come meriterebbero. Qui si parla di roghi necessari per i simboli della scienza, e il passo è breve verso l'istigazione a bruciare di montagne di copie dell'Origine delle Specie, per poi arrivare a quelli di scienziati. Il fine della scienza è individuare l’ignoranza, e poi lavorare, attraverso la ricerca, per ridurla. Questa ottusa ignoranza, con tanto di istigazione al rogo, al divieto, all’inquisizione, richiede ancora molto lavoro e ci deve far pensare a quali siano le priorità culturali da insegnare nelle scuole dove, sia detto tra parentesi, l’evoluzione trova ancora pochissimo spazio. E il prodotto è Langone, e Moratti, e Zichichi, e De Mattei.


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