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Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
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Stagione teatrale a Cavallino
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Elogio del burocrate – (5 aprile 2013) PDF Stampa E-mail
Prosa
Scritto da Ferdinando Boero   
Venerdì 05 Aprile 2013 16:10

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di venerdì 5 aprile 2013]

 

Le forze dell’ordine, su denuncia di popolari trasmissioni, stanano gli impiegati assenteisti. Quelli che timbrano e poi se ne vanno. E noi andiamo negli uffici di qualunque ente e la pratica non è mai pronta, e bisogna andare sempre all’altro sportello, e si perdono giorni e giorni, e mesi, per avere cose che in altri paesi si ottengono in pochissimo tempo. Siamo un paese malato di burocrazia. E ci vuole la raccomandazione, l’amico influente, per avere quel che dovrebbe essere un nostro diritto. Ha ragione Brunetta, ci sono i fannulloni. E le cose non funzionano perché, invece di fare il loro lavoro, questi signori (e signore) se la prendono comoda e fanno finta di lavorare. Licenziamoli tutti! Siamo noi che li paghiamo e loro, invece di fare il proprio dovere, si imboscano e rubano lo stipendio. Basta, non se ne può più. E lo stesso avviene se si va in un ospedale, e tutti i giorni si legge della malasanità, con denunce di medici ed infermieri. E la polizia che, invece di difendere i cittadini, li uccide e poi la fa franca o, tutt’al più, chiede scusa. E i professori universitari, che fanno concorsi truccati e lavorano poco. E i politici. Non parliamo dei politici. La casta. Basta! Non se ne può più. E i commercianti? Tutti evasori fiscali, truffatori.

Si salva qualcuno in questo macello sociale? Nessuno. Neppure i bambini, drogati dai videogiochi e dalle merendine. Ai miei tempi se il maestro mi dava uno schiaffo non lo dicevo in casa, perché ne avrei preso un altro. Oggi il maestro che dà uno schiaffo viene denunciato. Dove andremo a finire?

E allora, che si fa? La soluzione “licenziamoli tutti” (anche i bambini?) è forse un tantino radicale. Sarebbe come tagliare la testa per curare il mal di testa. Passa di sicuro, ma poi? 
In tutte queste categorie, persino nei professori universitari, molti, moltissimi fanno il proprio dovere, in silenzio, con spirito di servizio e di sacrificio. Se non fosse così l’Italia si fermerebbe in poche ore. E invece le cose funzionano, vanno avanti. Però non si può dire che tutto vada bene, proprio no. I fannulloni di Brunetta ci sono davvero. Leggiamo di loro sui giornali, ora persino li licenziano, e proviamo una sadica soddisfazione a vederli finalmente perseguiti, dopo che tanto ci hanno perseguitato con la loro arroganza, inefficienza, supponenza, incompetenza, maleducazione, sfrontatezza. I più sono raccomandati, messi lì da qualcuno che li protegge (un politico?). Inutile protestare.

Ma in ogni ufficio, in ogni struttura, ci sono persone sane, oneste, competenti, efficienti. Che abbassano la testa e ci danno sotto, per far andare avanti le cose. Di solito non sono raccomandati, sono lì perché sanno fare bene il loro mestiere e ci tengono a vedere che le cose siano fatte bene. Fosse anche una pratica da controllare e timbrare, tutto deve essere a posto, perfetto. Gli altri, i fannulloni, li odiano ma li sopportano perché con il loro (tanto) lavoro svolgono anche le incombenze di chi non lavora, o lavora pochissimo, e male.

Ecco, questi eroi sono da tenere, da pagare bene, benissimo. Gli altri sono da licenziare. Anzi, no. Sono meritevoli di un salario garantito che permetta loro di vivere. Ma che stiano a casa. Quelli che lavorano, invece, devono guadagnare molto di più. Ogni amministrazione dovrebbe liberarsi di una buona parte dei propri collaboratori (i fannulloni, che ci sono) e dovrebbe dire agli altri, a quelli buoni: ecco, il vostro ruolo è di far funzionare questa struttura. Trovate voi un modo per farlo, snellite le procedure, usate la vostra perizia e la vostra esperienza. Dopo un anno vedremo come vanno le cose, sentiremo gli utenti e ci dovranno dire se sono soddisfatti o no. Se lo sono, vi aumenteremo lo stipendio. Se non lo sono... avrete uno stipendio garantito ma togliete il disturbo. Ah, mentre ve ne andate diteci che lavoro volete fare, nel caso si presenti l’occasione. Ovviamente non i burocrati, perché non siete capaci. Ma ci sono le spiagge da pulire, i greti dei fiumi, ci sono le bottiglie vuote ai bordi delle strade, che devono essere rimosse. Troveremo qualcosa di utile da farvi fare, per giustificare lo stipendio che vi daremo.

Ma i burocrati buoni, quelli che fanno funzionare la macchina con perizia, che fanno sì che tutto proceda bene, speditamente, senza intoppi, quelli sono un tesoro. Li abbiamo incontrati anche noi, e ci hanno mostrato che è possibile far funzionare bene le cose. Lo stesso vale per tutte le categorie, per tutti. Non ci sono categorie negative, tutti abbiamo un ruolo e tutti i ruoli sono importanti. L’importante è che vengano svolti. Invece oggi sta passando l’idea, soprattutto con i politici, che sia necessario abolire la categoria (i politici) per far andare bene le cose. La politica non funziona? basta con la politica! e la burocrazia? giusto, basta anche con la burocrazia! E gli ospedali? No, non funzionano. Bene, allora chiudiamoli! Un momento, come chiudiamoli? E’ una follia. Ci vogliono gli ospedali, solo che devono funzionare bene. Proprio come tutto il resto.

Questa è la rivoluzione: fare in modo che i vari pezzi della nostra società vivano in armonia e si sostengano a vicenda. Ogni ingranaggio è importante, vitale. Purtroppo ci sono i furbi. Quelli sono i nostri nemici, i furbi. E i furbi ci fanno pensare che siano le categorie da abolire, come i burocrati, non i furbi. I furbi ci sono solo se ci sono i fessi. Noi siamo un paese in cui tutti si credono furbi e quindi siamo un paese di... fessi. Lo dicono i fatti. E quindi dobbiamo farci furbi, ed essere tutti meno furbi. I miti, i capaci, gli onesti e competenti, devono ribellarsi ai furbi. Li devono filmare, registrare, e li devono denunciare. Non è delazione, è autodifesa, giustizia. Non devono avere scampo, i furbi. Quando li avremo neutralizzati, verrà il momento in cui potremo elogiare i politici, i burocrati, e persino i professori universitari! E saremo finalmente un paese normale.


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