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Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
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"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
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Stagione teatrale a Cavallino
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Il giorno che verrà - (25 aprile 2013) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Giovedì 25 Aprile 2013 09:21

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di giovedì 25 aprile 2013]

 

In occasione del Festival del cinema europeo svoltosi al Massimo (l’ultimo cinema rimasto a Lecce, a parte il cinema dei Salesiani) ho visto “Il giorno che verrà”, un film di Simone Salvemini. Bel film, se vi capita di poterlo vedere... non perdete l’occasione. Il film è la storia di una gravidanza a Brindisi e percorre tutto il periodo necessario per “fare un bambino”. Che c’è di strano a portare avanti una gravidanza a Brindisi? Eh beh, in un altro film su una gravidanza (Rosemary’s Baby, di Roman Polanski) c’è un mostro (il diavolo) che aleggia nell’aria, proprio come nel film di Salvemini, dove il mostro è il polo industriale. Un mostro che uccide. Anzi, no, non uccide: fa morire. Piano piano, di sottili malattie che è difficile attribuire direttamente alla sua azione. I mostri, poi, sono tanti. Dalle centrali a carbone al petrolchimico e ai termovalorizzatori. Difficile trovare un colpevole, in mezzo a tanti “mostri”. E quindi ecco l’ansia di mettere in cantiere un nuovo progetto di vita, quando si conoscono i rischi che si stanno correndo. A fianco a questa storia ce ne sono altre, di musica e di vita normale. Ma non voglio andare oltre nel raccontarvelo, fidatevi: è un bellissimo film. Come in ogni buon cineforum che si rispetti, anche nelle proiezioni del festival c’è stato il dibattito. Proprio come nel film di Fantozzi, quello dove Villaggio esprime la sublimazione della critica cinematografica, commentando la Corazzata Potemkin, un capolavoro assoluto di Einsenstein: Una cagata pazzesca!

Nella discussione, però, nessuno ha parlato del film. Erano iscritti a parlare diversi medici e qualche politico, e rappresentanti dei comitati. C’ero persino io. Simone mi aveva invitato alla rassegna, ma non avevo mica capito che avrebbe messo in programma un mio intervento. Ho persino pagato il biglietto, e ne sono stato contento: soldi ben spesi. 
I medici hanno tutti detto la stessa cosa: la gente si ammala di più, in vicinanza di questi impianti. Non ci son santi. E il problema non è solo di Brindisi (o di Taranto), il problema è anche di Lecce, perché il maestrale ci porta i veleni sputati dai mostri di Brindisi e Taranto. Qualcuno ha parlato di natura, e si sono subito levate voci dalla platea che han detto che è la salute umana ad essere messa a repentaglio, altro che natura! La natura è una romanticheria! Quel che conta è la salute!
I politici (un sindaco e un senatore) han detto che è inutile dar la colpa ai politici, perché i politici sono l’espressione della maggioranza della popolazione. Giusto! Nel documentario Simone ci ha fatto vedere una tragica testimonianza di un tecnico che affermava che a Trepuzzi la colpa dell’incidenza delle malattie respiratorie è dei caminetti da cui escono i fumi del fuoco a legna. I poli industriali non c’entrano. Non faccio commenti. Purtroppo quella era l’unica voce “scientifica” espressa nel film. 
A me è toccato parlare per ultimo, quando oramai la sala era semivuota. Ero l’unico invitato ad avere qualche competenza sull’ambiente, e non diretta, perché di aria so molto poco, visto che studio il mare. Ma forse ne so di più di chi proprio di ambiente non si occupa in modo professionale. Nel mio intervento ho rimarcato prima di tutto questo: si parla di inquinamento e la voce dei ricercatori è minoritaria. I medici e i magistrati arrivano quando la situazione è già compromessa, quando le leggi sono infrante, quando la salute è minata. Questi problemi sono causati dal degrado ambientale. Non si risolvono con la magistratura e con la medicina, si risolvono con l’ecologia, facendo in modo che gli ambienti non siano compromessi. Se si vuol salvaguardare la salute umana si deve salvaguardare la natura, altro che romanticherie! Quando arrivano medici e magistrati è troppo tardi. Ho anche ricordato che a Taranto si era pensato di affrontare il problema aprendo una succursale del San Raffaele, dedicata alle malattie respiratorie. Ma il problema non si risolve curando il sintomo, si risolve rimuovendo la causa. Qualcuno ha detto: dobbiamo passare dal carbone al gas, per Cerano. Bene, dico io. Ma il gas da dove viene? Non vogliamo il rigassificatore, non vogliamo il gasdotto... Non vogliamo i pannelli fotovoltaici in campagna, e non vogliamo le pale eoliche. Però vogliamo l’energia. Ragionamenti quasi infantili. Capricci. 
Ho terminato dicendo che la classe politica, è vero, siamo noi a sceglierla. Ma a volte la scelta non è poi così vasta. I politici dovrebbero poter offrire “visioni” a chi li dovrebbe votare e, apparentemente, non hanno molto da offrire. Paradossalmente, i vari Papi si sono rivelati molto più avanti. Giovanni Paolo II disse che la natura si ribellerà a quel che le stiamo facendo. Benedetto XVI parlò moltissime volte di ambiente, natura, creato. E poi Francesco, che solo con la scelta del nome ha scelto la Natura come bandiera. Benedetto XVI chiese di inserire l’ecologia come materia specifica di studio nei percorsi formativi. Tutti appelli inascoltati, anche dai rappresentanti dei partiti di ispirazione cristiana. 
La strada è ancora lunga, e passa attraverso una sola parola: cultura. Ora non siamo preparati culturalmente ad affrontare questi problemi, non li “vediamo”. Affrontare il degrado ambientale con la medicina è una follia, se si pensa che basti la medicina. Uno dei medici presenti ha persino proposto di trasformare il Salento in Miami, Florida. Così avremmo ricchezza sfruttando il nostro patrimonio naturale. Ha detto che Miami è in un posto molto più brutto del Salento. Giusto. Non c’è bisogno di andare a Miami. Basta Rimini. Vogliamo che il Salento diventi come Rimini? Con la serie di albergoni direttamente sulla spiaggia? Che i medici facciano i medici. Noi, quelli che ci occupiamo di ambiente, siamo chiamati Cassandre. E siamo marcati, proprio come Cassandra, dalla maledizione di Apollo: le nostre predizioni son giuste, ma nessuno ci crede. 
Alla fine mi sono informato sullo stato di salute del bambino. Sta benissimo! Ah, meno male. Il mostro lo ha risparmiato. Sta a noi capire, e cercare di dargli un mondo migliore, diverso da quello che abbiamo realizzato con la nostra ignoranza delle cose della natura. Per ora non lo stiamo facendo, per noi la natura non esiste. 


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