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Programma di Novembre
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Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Università del Salento: prima di votare dobbiamo sapere – (9 giugno 2013) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Domenica 09 Giugno 2013 08:44

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di domenica 9 giugno 2013]

 

Non invidio i tre candidati a rettore. E sono molto grato ai colleghi che si sono messi a disposizione della nostra Università, proponendosi per gestirla. Non è un bel momento, questo, per fare il Rettore. I bilanci delle Università sono sempre più ridotti, i budget sono usati quasi completamente per pagare gli stipendi dei dipendenti, e i fondi per la ricerca sono sempre più risicati. Ma noi dobbiamo andare avanti. Il paese ci affida i suoi giovani perché noi li addestriamo a diventare cittadini competenti, che daranno il loro contributo allo sviluppo della nostra società. Tutto il sistema educativo italiano, dalle Elementari all’Università, è in crisi e pare che i soldi impiegati per l’istruzione siano uno spreco da tagliare. Non parliamo di quelli dedicati alla ricerca. L’Università dovrebbe svolgere entrambi i ruoli: istruzione e ricerca. La Costituzione garantisce il diritto allo studio per i capaci e i meritevoli, ma questo diritto è sempre più difficile da ottenere. 
Siamo stati tartassati da continui tagli, e da continue riforme che, a breve scadenza le une dalle altre, ci imponevano riaggiustamenti spesso contraddittori. L’accanimento burocratico è diventato insopportabile, e riuscire a fare qualcosa diventa sempre più difficile. Abbiamo persino difficoltà a spendere i soldi che riusciamo a ottenere attraverso i progetti. Il presupposto è che non siamo capaci a spenderli, e quindi ci vengono richiesti adempimenti di folle complessità, nella speranza che con l’accanimento burocratico si riesca ad arginare lo spreco. Una follia. Chi non lavora continua a non lavorare, chi vorrebbe lavorare è tentato di smettere, sommerso da montagne di inutili scartoffie. 
Può un rettore riuscire a cambiare questo stato di cose? Da solo di certo no. Ma assieme a tutti gli altri rettori forse sì. Il primo fronte è quello con lo Stato centrale, che inventa regole complicatissime e che da una parte ha concesso l’autonomia e dall’altra l’ha ridotta. Siamo costretti a inventare stratagemmi, come le Fondazioni o i Consorzi, per fuggire dalla morsa di chi dovrebbe avere tutto l’interesse a far funzionare bene il sistema ma che, invece, sembra abbia un solo obiettivo: farci chiudere.

Nel frattempo, in moltissime Università, e la nostra non fa eccezione, sono arrivate centinaia di milioni di euro per fare appalti edilizi. Non abbiamo più i soldi per il funzionamento, o per sostituire chi va in pensione, però stiamo acquisendo ingentissimi patrimoni immobiliari. Pare che le Università siano abili in una sola cosa: gli appalti. L’ho già scritto altre volte, lo so che è un’ossessione, ma è un problema che mi assilla. Da una parte, magari invitando Salvatore Settis a inaugurare l’anno accademico dell’ISUFI, ci lamentiamo dell’uso del suolo nel nostro paese e, intanto, progettiamo torri di 44 m nella Valle della Cupa, e di queste torri sappiamo ben poco.

Che ne pensano i candidati rettore di queste iniziative? Come pensano di gestirle? Sono tutte decisioni già prese, o ci sarà tempo di discuterne? Riusciremo a cambiare rotta, se dovessimo accorgerci di aver fatto errori di valutazione, con scelte non rispondenti alle nostre potenzialità di ricerca e di didattica? Magari privilegiando alcuni settori e trascurandone altri, senza tener conto di valutazioni di merito?

Qualcosa ho visto nei programmi di due dei tre candidati. Aspetto di vedere il terzo. Ma le mie preoccupazioni rimangono. Sono preoccupato delle pressioni dei comitati di affari che potrebbero, ripeto: potrebbero, esser dietro appalti multimilionari. Sono preoccupato perché leggo i giornali e vedo che, in tutta Italia, gli appalti sono oggetti oscuri. Perché siamo troppo ingolfati dalle cattedrali nel deserto. Spero che questi nostri siano diversi, ma le premesse mi preoccupano. Se fossimo un paese dove tutto funziona alla perfezione sarei un malizioso malpensante, ma vi pare che tutto funzioni alla perfezione? Non riesco ancora a capire se tutto il bailamme che sta dietro le inchieste della Magistratura è una bolla di sapone o se qualche fondamento c’è. Mi piacerebbe saperlo prima delle elezioni. Mi piacerebbe che lo sapessero i candidati, per capire quale realtà dovranno gestire. La storia del Direttore Generale è un incidente di percorso, o rappresenta un modo di gestire il potere che non si limitava al solo Direttore Generale? O, anche, è una montatura contro una persona innocente? Lo vorrei sapere. E solo la Magistratura me lo può dire. Mi ha dato molto fastidio leggere la parola “veleni” in così tanti articoli sulla mia, sì mia, Università. Ma non posso accusare l’indice di chi mi mostra qualcosa, se c’è qualcosa che non va. La pacificazione deve scaturire dalla comprensione di come stanno le cose. Non basta dire “vogliamoci bene e scordiamoci il passato”. Se ci sono state irregolarità lo dobbiamo sapere, e se non ci sono state dobbiamo ridare l’onore a chi ha subito calunnie. Ho cercato in tutti i modi di evitare di parlare di Università, in questi ultimi mesi, perché troppo spesso ho chiesto chiarezza e raramente sono riuscito ad averne. Alla fine ero diventato una sorta di fesso che ancora chiede di sapere cose che tutti sanno. I colleghi mi fermano e mi dicono: ma è ovvio, c’è un comitato di affari che si è impadronito della nostra Università. Giro l’angolo e qualcuno mi dice: c’è un complotto per destabilizzare la nostra Università, gettando fango su chi si è tanto impegnato. E io non capisco, non so a chi dar retta. Ci sono fatti incontrovertibili, però. C’è un Direttore Generale che è stato rimosso da chi lo aveva nominato, e ci sono centinaia di milioni di appalti. Le interpretazioni di questi fatti sono diametralmente opposte, e non mi piace fondare le mie opinioni su fatti poco chiari, è un vizio del mestiere che faccio. Andremo a votare con questi dubbi? Se così sarà ci saranno ancora opposte fazioni. I Guelfi e i Ghibellini a cui siamo così abituati nel nostro paese. Un esponente di un partito per cui ho sempre votato, un giorno mi disse: noi siamo diversi, se la Magistratura scopre che uno di noi ha fatto cose illecite, non lo difendiamo. Gli “altri” invece lo difendono. La mia risposta è stata: ma se deve arrivare la Magistratura a scoprire queste cose c’è qualcosa che non va. Come mai voi non ve ne siete mai accorti? Se i due sindacalisti non avessero registrato le conversazioni, il Direttore Generale sarebbe ancora al suo posto? Continuando ad agire in un modo che, una volta svelato, ha spinto chi lo ha nominato a rimuoverlo? Oppure il Direttore Generale è una vittima, ed è giusto che chieda risarcimenti stratosferici? Sono molto preoccupato, e aspetto con ansia di sapere qualcosa da chi, per mestiere, giudica. In modo da capire a partire da quale situazione dovremo impostare i prossimi anni. E questa chiarezza dovrebbe anche servire ai candidati per impostare il proprio programma.


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