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Quello che chiedo al futuro Rettore dell'Università del Salento PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Martedì 18 Giugno 2013 07:07

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di lunedì 17 giugno 2013]

 

Domenica scorsa ho posto una domanda semplice semplice. La nostra Università sta per voltare pagina, e il nuovo ciclo rettorale, di sei anni, sarà ovviamente basato sui sei anni precedenti. Che giudizio dare dei sei anni appena trascorsi? Perché, a seconda del giudizio, ci dovranno essere linee di condotta differenti. Molte cose sono andate bene, e se ne è parlato troppo poco. Ma ce ne sono tante altre che pesano in negativo. Prima di tutto questa storia del direttore generale. Negli scontri continui tra sindacati da una parte e amministrazione dell’altra, con rettore e direttore generale uniti contro i sindacalisti, le due parti si sono a lungo accusate reciprocamente di malaffare. E noi docenti, almeno io, eravamo sconcertati. Scrissi una lettera aperta a tutta l’Università, intitolata “per favore fermatevi!” perché oramai la reputazione dell’istituzione Università stava andando a farsi benedire. I giornalisti scrivevano articoli in cui la parola più ricorrente era “veleni”. Arrivammo a leggere che il Rettore aveva definito “una fogna” la sua Università. In quella lettera scrissi che oramai nessuno riusciva più a capire dove fosse la ragione e dove fosse il torto. Se vedo due che si accapigliano per strada, e se le danno di santa ragione, forse uno è l’aggressore e l’altro è l’aggredito, oppure sono due violenti che si contendono una preda. Ma come distinguerli, se non si conosce bene la storia? Chiedevo ai contendenti di fermarsi, perché quello scontro era distruttivo per la nostra reputazione (la nostra reputazione è quello che gli altri dicono di noi). Non lo hanno fatto. Questo arresto è una prima risposta alla mia domanda sul bilancio dei sei anni trascorsi, ma è grave che non siamo riusciti noi, Università, a poterne discutere serenamente e a dirimere la questione in modo chiaro e limpido, senza bisogno di interventi da parte della Magistratura. Penso, comunque, che se i sindacalisti non lo avessero registrato, il Direttore Generale sarebbe ancora al suo posto. Continuando ad agire come abbiamo appreso dalle registrazioni. Questo non significa che tutto il torto stia da una parte e tutta la ragione stia dall’altra, ma qualcosa significa. L’analisi del Direttore Scamardella, nel suo editoriale di domenica, mi pare abbastanza accurata.

Oltre all’analisi, ci chiede se iscriveremmo i nostri figli nella nostra Università. Io non l’ho fatto. Mia figlia ha deciso di fare il triennio a Genova. Ha scelto studi molto diversi da quelli di famiglia, ma qui sarebbe comunque stata “la figlia di Boero”, mentre a Genova è solo lei stessa. Il triennio, cari genitori, può tranquillamente essere fatto ovunque, inutile spostarsi, se non ci sono motivi particolari. La specialistica, invece, va fatta nell’Università migliore, per quel settore specifico (penso che mia figlia la farà a Forlì, se vorrà). I vostri figli dovranno guardarsi attorno e, se volete un’ottima istruzione per loro, mandateli a frequentare la migliore laurea specialistica che ci sia, ma il triennio lo possono fare tranquillamente a Lecce. Con questa filosofia, tre anni fa, abbiamo lanciato il corso di laurea specialistica in inglese Coastal and marine biology and ecology. Non lo abbiamo fatto per i salentini, lo abbiamo fatto per tutti. Gli studenti arrivano da Roma, Milano, Bologna, Napoli, Palermo... insomma dalle città dove di solito si trasferiscono i nostri figli per studiare. E cominciano ad arrivare anche gli stranieri. Vi assicuro che a loro non importa chi sia il Rettore e non si curano degli scandali. In questo ha ragione il prof. Zavarise. Certo, trovano strano che in un posto dove si lavora sul mare a questi livelli non ci sia un centro di ricerca marina posto direttamente sul mare. Lo sto chiedendo dal 1987, ma la proposta non ha riscosso successo con nessuna amministrazione. Mancano i soldi per costruire strutture del genere. Forse riusciremo a fare qualcosa a Tricase Porto, ci sono dei locali sul mare e, con il Sindaco, stiamo cercando di trasformarli per poterci portare gli studenti e i docenti, in modo da fare lezioni sul mare e la costa... stando sul mare e sulla costa.

 

Ecco, ai candidati a rettore chiedo questo: quando ci saranno possibilità di investire, prima di decidere, fate una seria ricognizione di quel che offre la nostra Università, discutetene con tutti, sentite tutte le proposte, confrontatele con quanto è stato realizzato in precedenza da chi fa le proposte, e prendete poi le vostre decisioni, motivandole in base ad una seria valutazione comparativa. Se così è stato fatto, devo rassegnarmi all’idea che le ricerche sul mare, qui all’Università del Salento, valgono veramente poco e che, con 120 milioni di edilizia da realizzare, si siano esaurite tutte le necessità di linee di ricerca più valide, e che per queste non sia rimasto nulla.

Dovremo impegnarci di più, per dimostrare che meritiamo attenzione, visto che sono tutti più bravi di noi. Però non mi risulta che questa procedura di valutazione trasparente sia stata attuata, per i 120 milioni di edilizia. Non sono critico con queste scelte perché “a me non è stato dato niente”, sono critico perché a me (inteso come “ricerche marine”) non è stata data l’opportunità di fare proposte (anche se sono 25 anni che ne faccio). Le possibili proposte in questo campo sono state ritenute non valide a priori. Meglio la monorotaia o il mausoleo di 44 metri nella Valle della Cupa. Caso strano proprio nella Facoltà di riferimento del Rettore che ha preso le decisioni. Spero che il futuro Rettore decida con modalità differenti, e che a tutti venga data l’opportunità di esser presi in considerazione, mostrando il proprio valore, senza dover essere necessariamente dei “fedelissimi”. Per indole, non sono un fedelissimo di nessuno e, fino ad ora, questo atteggiamento non ha pagato.

Tanti mi dicono: ma perché non ti sei candidato a Rettore? Semplice: se fossi rettore privilegerei troppo il mio argomento di ricerca (forte dei miei risultati, ovviamente) e tenderei a fare la parte del leone in tutte le decisioni (dopotutto siamo i più bravi, no?). Vorrei un Rettore che non abbia un disegno di sviluppo della propria parte, da realizzare con il proprio “potere”, a scapito di tutto il resto. Tipo, che so?, la Facoltà di Medicina, o le Facoltà di Ingegneria. E poi sto coordinando un progetto europeo con 22 paesi e 39 istituti (è l’unico progetto europeo in campo marino che sia coordinato da un italiano). E ne sto coordinando uno di rilevante interesse nazionale (uno dei due presi dall’Università del Salento l’anno scorso). Mi aspettano intensissimi anni di attività di ricerca (con i progetti europei e quelli di rilevante interesse nazionale) e di didattica (con il corso in inglese). Non ho tempo per fare anche il Rettore. Però un bel centro di ricerche marine, direttamente sul mare, mi piacerebbe poterlo discutere, con il futuro Rettore.


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