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Brividi lungo la schiena - (21 giugno 2013) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Venerdì 21 Giugno 2013 21:07

Brividi lungo la schiena

 

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di venerdì 21 giugno 2013]

 

Ho letto le domande di Pino de Luca sul Quotidiano di ieri. Mi chiede, e si chiede: Ma davvero è possibile che dietro allo scontro culturale tra diverse ipotesi di gestione dell’Università del Salento ci siano questioni “edilizie” piuttosto che questioni squisitamente epistemologiche e scientifiche? E appare incredulo di fronte a scenari che ho prefigurato in qualche articolo. Ha ragione: ci sono questioni squisitamente epistemologiche e scientifiche che ci lacerano. Quando il Preside di  Ingegneria dice che bisogna procedere ai lavori e non fare alcuna analisi di sostenibilità perché altrimenti non si farebbe mai niente... si scontra con una visione alternativa (che mi sento di condividere) che prevede di fare attente analisi prima di cementificare. Queste due visioni sono in opposizione. Non le discipline, intendiamoci. Non mi sento di approvare il modo con cui, oggi, vengono praticate certe discipline e mi auguro che la loro pratica cambi, tutto qui. Se l’Italia è devastata da opere inutili e fortemente invasive, significa che qualcuno le ha pensate, e poi le ha realizzate. Se qualcuno ha costruito la ferrovia adriatica direttamente sulla spiaggia e poi ha costruito cinquecento chilometri di difese costiere perché, ma guarda un po’, il mare se la sta portando via... significa che il costruire non è stato in armonia con l’ambiente in cui è stato inserito.

Avrei moltissimo voluto discutere. Quel sabato mattina, quando sono state presentate quelle opere, mi sarebbe piaciuto discutere. Ho infatti fatto una domanda, subito dopo. Ho chiesto: ma come mai non ne abbiamo mai parlato? Ora veniamo a sapere che tutto è già stato deciso. Mi sarebbe piaciuto poter discutere, confrontare idee e progetti, valutare quali siano, per esempio, le linee di ricerca più trainanti nella nostra Università, e fare proposte per strutture che potrebbero essere utili al loro sviluppo, sia per la ricerca sia per la didattica. Già: quali sono le linee di ricerca trainanti nell’Università del Salento? Ne vogliamo discutere? Non interessa.

Leggo questo articolo di Pino De Luca mentre sono a Bruxelles. Tra poco ci incontriamo con il Commissario all’Ambiente per presentare un documento intitolato “Navigating the future”, delinea il futuro della ricerca europea sul mare. Europea, non della Regione Liguria. Una parte l’ho scritta io, e sono stato chiamato a scriverla perché coordino un grande progetto europeo sul mare (che comprende 22 stati) e, guarda caso, sono l’unico italiano a coordinare progetti europei su tema marino. Mi piacerebbe tantissimo poter discutere di questioni epistemologiche e scientifiche, ma nella mia Università non ne ho avuto modo. Mi chiamano in tutto il mondo per farlo, ma qui non si perde tempo a discutere di sostenibilità, le cose si fanno. E quindi forse sono visto come un elemento disturbatore. Qualcuno mi ha riportato, pregandomi di non rivelare la fonte, che spesso mi chiamano “quello scemo di Boero”. Mi piacerebbe discuterne, confrontarmi. Ma non succede mai. Ma non si è accorto, Pino De Luca, che non ci sono state grandi discussioni dentro l’Università? Non si è accorto che prima si chiede a gran voce un Direttore Generale, poi, dopo grandi litigi tra sindacati e amministrazione, vien fuori che il DG agisce in modo discutibile, e lo si liquida, e alla fine lo arrestano pure? E nei discorsi parlava esplicitamente di pacchi di soldi da gestire? Ma ha visto Pino De Luca cosa è successo per undici milioni per il filobus? Pensa che centoventi non significhino niente? Io ho chiesto che la Magistratura ci desse risposte, perché non siamo riusciti a discutere per cercarle da soli, con le nostre risorse. Ho chiesto chiarimenti e spiegazioni quando ho mandato a tutti un appello intitolato “Per favore fermatevi” ma non c’è stato verso. In  quell’appello dicevo proprio che dovremmo discutere di scienza e di epistemologia. Io spero con tutto il cuore che, per una volta, in Italia si possano gestire centoventi milioni di appalti in modo impeccabile. Mi disturba, però, che non ci sia stata l’opportunità di discuterne la destinazione, affrontando e confrontando questioni squisitamente epistemologiche e scientifiche. Quando sento che il Direttore Generale chiede a un sindacalista “ma possibile che tu non abbia un prezzo?” e sento come lo dice, non lo leggo soltanto, l’analisi epistemologica e scientifica mi porta a intravedere un certo modo di concepire il potere, e mi corre un brivido lungo la schiena. Vorrei essere smentito durante una bella discussione, come ho spesso invocato. Ma non c’è stata la possibilità. Ora vedo che tutt’e tre i candidati esprimono forti preoccupazioni per la sostenibilità delle opere edilizie e chiedono maggiori valutazioni di sostenibilità. Informo Pino De Luca che, oggi, non è facilissimo gestire il patrimonio immobiliare della nostra Università, con i bilanci che sono continuamente ridotti. Abbiamo difficoltà a far funzionare bene l’aria condizionata. E qui si arriva a 45 gradi, l’aria condizionata non è un lusso. Se non riusciamo ora, con quello che abbiamo, come gestiremo un patrimonio così fortemente aumentato? Ho più volte sollecitato discussioni su fallimenti tipo quello del Pastis di Brindisi, ma non si discute. In compenso bruciano gli archivi contabili del Pastis, il giorno prima di una verifica amministrativa. Quando leggo queste cose, mi corrono i brividi lungo la schiena, e vorrei discuterne usando l’epistemologia e la scienza, senza arrivare al codice penale. Purtroppo non si può. E ora vado a discutere di epistemologia e scienza, con chi ha interesse a farlo. Non mi diverto certo a parlare di appalti ma, di fronte a certe questioni, non riesco a tacere e a voltarmi dall’altra parte.  Non per rivelare verità ma per innescare discussioni che, purtroppo, non si riescono a fare.

 

 


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