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Home Sallentina Di quale cultura essere la capitale? - (22 luglio 2013)
Di quale cultura essere la capitale? - (22 luglio 2013) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Lunedì 22 Luglio 2013 07:39

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di lunedì 22 luglio 2013]


La cultura, in molti, troppi casi, è percepita come la produzione e la fruizione di opere letterarie, artistiche (dalla pittura alla musica al teatro al cinema e alla scultura) e poco più. I luoghi di cultura sono i musei d’arte, le gallerie, i teatri. Questo si trova in gran parte d’Europa e questo si trova soprattutto in Italia. Con l’eccezione di Genova. Che è stata il centro delle celebrazioni Colombiane nel 1992 e capitale europea della cultura nel 2004 (e poi c’è stato l’evento infamante del G8 e delle torture, ma questo non si può imputare alla città). Renzo Piano, archistar di casa ma di livello mondiale, ridiede il porto alla città, e costruì un acquario che, col tempo, divenne (e tutt’ora è) uno dei luoghi più visitati d’Italia. Da lì partì il Festival della Scienza, che ancora continua, con enorme successo. Ovviamente si pensò anche alla cultura tradizionale, e si restaurarono i palazzi (tanto che questo valse poi l’inserimento di Genova nel patrimonio mondiale dell’umanità, qualche anno dopo) e si rinvigorirono i musei. Genova non è ancora una meta al pari di Roma, Firenze e Venezia, ma questo è un vantaggio. Non ci sono le orde di turisti mordi e fuggi che rendono la visita alla città più simile a una gita aziendale che a un’immersione nella cultura.

Prima di copiare le strategie delle città straniere, vediamo di capire come hanno fatto a vincere la sfida le città nostrane, e vediamo come hanno gestito l’occasione. Perché, come ha giustamente ricordato il direttore Scamardella, questi eventi, se gestiti male, possono portare alla rovina. Prima di tutto bisogna fare un inventario delle potenzialità che possiamo offrire. Non solo quelle espresse, ma anche quelle che per il momento sono sopite dalla mancanza di possibilità. E poi dobbiamo scegliere cosa sviluppare. Posso proporre una cosa? tanto non costa niente! Per me la cultura è tutto il prodotto dell’intelletto umano, in qualunque campo. E quindi anche la scienza. La proposta vincente, che non è molto perseguita, è proprio questa: noi vogliamo essere la capitale della cultura integrata, la cultura senza steccati, senza barriere. La cultura la fanno gli artisti ma la fanno anche gli scienziati, e noi lo riconosciamo. Abbiamo una lunghissima tradizione culturale (e si allunga davvero se con Lecce si associano Brindisi e Taranto), attraversiamo tutta la storia dell’umanità, dalle pitture rupestri a oggi, con un ininterrotto susseguirsi di contributi, di testimonianze.

La cultura è trovare queste perle, ma è soprattutto assemblarle e farle diventare un pezzo unico, unito da un filo che dà maggior valore a ogni pezzo perché ogni pezzo è esaltato dai pezzi vicini. Da solo sarebbe solo un episodio, ma non una storia completa.

Noi abbiamo la storia. Dobbiamo essere in grado di raccontarla.

Partendo, non smetterò mai di dirlo, dalla pietra leccese, fatta di scheletri di organismi marini unicellulari. La nostra è una città fatta di fitoplancton. Ed è anche fatta con i calchi dei tubi di antichi crostacei, tubi che escono dalla pietra a formare quella che chiamiamo “lebbra della pietra leccese”. Ecco, non sapere queste cose è una grave carenza culturale e la dobbiamo colmare. Cosa non difficile, visto che qualcuno che sa queste cose c’è. Deve solo avere lo spazio per raccontarle. E, l’ho già detto ma lo voglio ripetere, per me lo spazio è il MUST, il luogo dove poter costruire un percorso culturale completo, che mescoli arte e scienza, a fare della Cultura un unico oggetto.
Non ci sono musei del genere, per quel che ne so. Non in Italia comunque. Per avere attenzione dobbiamo fare un gesto simbolico, ad amplissima valenza culturale. Qualcosa che i nostri competitori non hanno pensato di fare, ognuno arroccandosi sulle proprie specifiche peculiarità, facendo l’errore che potremmo fare noi se il Salento volesse dire solo barocco e archeologia. Vuol dire ANCHE barocco e archeologia, ma ha molto, molto di più da offrire. Cultura è l’elaborazione delle occasioni. Se ci fermeremo all’ovvio avremo perso l’occasione che la nostra storia ci offre, ma per farlo bisogna sapere che Salvatore Trinchese era uno zoologo, e non un Santo.


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