Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
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Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
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FAVOLE di EVGENIJ PERMJAK 2. A tutti i colori dell'arcobaleno PDF Stampa E-mail
I mille racconti
Sabato 27 Luglio 2013 08:50

Traduzione dal russo di Tatiana Bogdanova Rossetti

 

Un magnifico cantore visse una volta nel nostro mondo. Non cantò solo con sentimento, sincerità, con tutto il cuore, ma anche in modo pittoresco, con tutti i colori dell'arcobaleno.

I suoi canti multicolori erano talmente belli che molto presto egli divenne il più amato cantore del popolo.

Nel frattempo il cantore non era felice...

Non era felice per il fatto di non essere mai riuscito a cantare un solo canto, che piacesse a tutti. A tutti senza eccezione.

Se cantava un canto rosa con sfumatura verde-primavera e scintillio di brillanti-rugiada, lo ascoltavano, trattenendo il fiato, tutti i giovanotti e tutte le signorine. I vecchi invece passavano oltre senza neppure fermarsi. Sospiravano, considerando il canto di primavera or troppo rosa, or oltremodo verde.

Quando il cantore si metteva a cantare un canto scarlatto orlato di pensiero e venatura argentea di saggezza, tutta la gente di mezza età spalancava le porte dei propri cuori e le finestre della propria anima. Ma i minorenni non prestavano a quel canto un minimo d'interesse, perché loro amavano canti dai colori forti, accesi, dalla coloritura nitida, precisa, dai toni allegri, spensierati, leggeri, ornati di disegni, perfino a quadretti. Per loro si doveva cantare in un modo del tutto particolare, come peraltro per i vecchi, cui piacevano dei canti dai colori profondi e dalle tinte serie.

I diversi canti venivano apprezzati dalla gente in modo diverso, non soltanto secondo l'età, ma anche secondo il carattere. Gli allegroni impazzivano per canti giallo-canarino, baldanzoso-rosso-lampone o scarlatto-vermiglio. I canti dai toni marrone-scuro e violaceo-bordeaux-amarena piacevano tanto ai cupi e ai tetri. La gente leggera e superficiale adorava i canti di qualunque sfumatura e colore, purché fossero variopinti e festosi...

Il cantore arrivò ad avere i capelli bianchi, cercando di riuscire a trovare almeno un canto che fosse amato da tutti. Da gente di ogni età: dai bimbi più piccoli agli anziani più vecchi, malinconici e gioiosi, spensierati e meditabondi. La sua anima pura e luminosa faceva volare nell'aria i suoni dalle note di ogni colore e sfumatura, in un arcobaleno sonoro di bellezza meravigliosa, che era ammirata da migliaia e migliaia di persone. Tuttavia, ogni volta si trovavano certi esperti ed intenditori che individuavano nel canto qualche difetto a tutti i costi. Per di più lo deridevano, sino a beffeggiarlo ed infangarlo, tanto da indurre il cantore a smettere di cantare, poiché il fatto era divenuto insopportabile.

«Avrò cantato male, se non sono riuscito a far amare da tutti almeno uno dei miei canti» – si lamentava il cantore di se stesso e della sua voce.

Si lamentò tanto forte da condannare i suoi canti. Lo sentì il Sole, il quale gli sorrise dolcemente da lassù, illuminandolo con i suoi raggi d'oro.

«Mio fratello terrestre!» – disse il Sole. «Sono migliaia di anni che illumino la terra con innumerevoli colori e sfumature, tuttavia non riesco ad accontentare tutti, perché ognuno ha le sue preferenze. E’una cosa stupenda!»

«Cosa c'è di tanto stupendo!» – esclamò il cantore inquieto.

«Mio caro! Se dovesse piacere la stessa cosa a tutti, si fermerebbe la vita nella monotonia dei gusti, nell'identità dei sentimenti, nella limitatezza delle aspirazioni. Non avresti più un solo motivo per ricercare dei canti nuovi, e io – per levarmi in modo nuovo ogni santo giorno.»

Disse così il Sole, colorando con il suo sorriso vitale in migliaia di migliaia di colori e di sfumature il nostro mondo.

Dopo di ciò, l'animo del cantore divenne allegro e luminoso. Volle somigliare al Sole, rimettendosi a cantare i suoi meravigliosi canti con tutti i colori e le sfumature dell'arcobaleno.

Questa è una cosa stupenda: a chi piace un canto costui ascolta quel canto. Se tra centinaia di canti, ci sarà soltanto uno che piacerà ad una sola persona, ciò significa che il cantore non avrà vissuto invano e non invano avrà attinto l'ispirazione dal Sole.


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