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Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
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"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
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Stagione teatrale a Cavallino
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Come funziona davvero il mare - (1° settembre 2013) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Lunedì 02 Settembre 2013 07:49

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di domenica 1° settembre 2013]


L’estate sta finendo, dice una vecchia canzone, e stiamo per dimenticarci del mare. Ne riparleremo l’anno prossimo, presumo, al ritorno dell’estate. E’ per me incredibile che un posto come il Salento, proteso sul mare, sia così lontano dal mare. Un mese di attenzione frenetica, e poi l’oblio. Però le cose cambiano, e sono molto soddisfatto del successo della serie di articoli che il Quotidiano mi ha commissionato per portare i lettori sott’acqua, con la descrizione delle meraviglie del mare. Ho parlato delle cose più scontate (tipo squali e delfini) ma ho cercato di andare anche dove di solito non si va: coralli profondi, plancton gelatinoso, posidonia potrebbero ora essere concetti non dico familiari ma, comunque, non completamente estranei. L’alfabetizzazione marina passa da queste strade e sono molto grato al Quotidiano di avermi dato questa possibilità.

Nella prima domenica di settembre, fuori dalla calura estiva, voglio provare qualcosa di ardito: spiegare come funziona il mare. Mi aiuterò con la illustrazione realizzata da due preziosissimi collaboratori, l’artista Alberto Gennari e il grafico Fabio Tresca. Ci ho messo molto a “pensarla”, la vedevo nella mia testa ma non ero in grado di realizzarla. L’ho raccontata a Gennari e Tresca e, dopo un po’ di tentativi, me l’hanno consegnata. Guardiamola. Al centro c’è un cerchio nero e ad esso vanno tutti gli organismi rappresentati nella tavola. Gli organismi sono la parte vivente della materia che è presente sul pianeta. Ma lo stato di “vivente” è temporaneo. Tutti i viventi prima o poi muoiono e la materia vivente diventa “non vivente”. In quel cerchio nero ci sono i morti. Il miracolo della vita è che ricicla sempre la stessa materia. Vediamo come. In alto a sinistra, rispetto al cerchio, ci sono dei “fagiolini” grigi. Non sono fagiolini, sono batteri. I batteri attaccano la materia vivente, una volta morta, e la assimilano. Praticamente se la mangiano. Così facendo, però, la scompongono in composti elementari, contenenti azoto, fosforo etc. Ne vediamo le molecole sopra al cerchio nero. Sono i nutrienti, e vengono portati al mare anche dai fiumi e, infatti, ecco sopra un bel fiume che li porta al mare. I batteri possono essere mangiati dai protozoi, e sopra ai fagiolini vediamo un bel ciliato. Anche lui morirà, e darà da mangiare ai batteri che mangia! Ma la freccia più interessante va dai nutrienti a due cellule, in alto a destra dello schema, vicino al sole. Una è una diatomea, l’altra è un dinoflagellato. Sono alghe unicellulari. Con la luce solare sono in grado di sintetizzare nuova materia vivente a partire dai nutrienti derivanti dalla decomposizione della materia oramai non vivente espletata dai batteri. Questi unicellulari fotosintetici sono il fitoplancton, e ridanno vita alla materia. Nel farlo producono ossigeno e consumano anidride carbonica.  Funzionalmente sono come le piante terrestri ma, sul nostro pianeta, coperto per il 70% dall’acqua, sono molto più importanti. Non le vediamo, come non vediamo i batteri, ma se il mondo funziona come funziona lo dobbiamo proprio a loro. Batteri, protozoi, e fitoplancton sono microscopici, sono microbi. Per molto, moltissimo tempo la vita sul pianeta è stata organizzata in questo modo e ancora, se la vita persiste, lo dobbiamo a loro perché sono la base di tutto. I microbi hanno, tutti, una freccia che va verso un piccolo crostaceo, a destra del cerchio nero. E’ un copepode. Sono piccoli, i copepodi, ma sono tantissimi e mangiano i microbi. Anche questi piccoli crostacei fanno parte del plancton e sono il cibo delle larve dei pesci. E infatti ne vediamo una, subito sotto al copepode. I pesci, poi, crescendo si mangeranno gli uni con gli altri e saranno il cibo di tanti animali che ci sono familiari, come delfini, etc. etc. Tutti questi animali, senza batteri, fitoplancton e copepodi non potrebbero vivere. A destra del copepode vediamo una salpa. Le abbiamo viste in questa primavera, a milioni. Mangiano microbi e quando sono tante possono diventare un corto circuito del flusso di materia da un comparto all’altro delle reti alimentari marine. Praticamente “rubano” il cibo ai copepodi e a tutti quelli che dipendono da loro. A sinistra c’è una medusa, e mangia copepodi e larve di pesci. Anche lei rappresenta una sorta di corto circuito nelle catene alimentari. Sotto al cerchio nero ci sono gli organismi che vivono sul fondo, e che i biologi marini chiamano benthos. Ci sono spugne, coralli, alghe e piante, molluschi. Nei primi metri di profondità ci sono organismi fotosintetici (le alghe e le piante marine, come la Posidonia) ma, in gran parte, la produzione di nuova materia vivente avviene grazie al fitoplancton e i viventi sul fondo del mare dipendono anch’essi proprio dal fitoplancton.

Abbiamo allora la via dei microbi, la più importante, poi c’è la via dei crostacei e dei pesci che, inalternativa ha la via dei gelatinosi, le salpe, che mangiano microbi, o le meduse, che mangiano crostacei e pesci (quando sono uova e larve). Ognuna di queste vie è rappresentata da centinaia, migliaia di specie, la biodiversità, e ancora non sappiamo quante specie vivano in mare e quali siano i loro ruoli.

Senza questi organismi, la vita non può continuare ad esistere. La materia vivente muore, e poi rivive, e cambia di stato, fino ad arrivare a noi. E tutto circola in questa sfera blu, il nostro pianeta.

Forse sarebbe bene sapere queste cose, no? Forse dovrebbero far parte della nostra cultura. Se queste cosette sono per voi novità significa che non sapete come funziona il mondo. Una lacuna non da poco, credo. Spero che questa pillolina di alfabetizzazione marina possa innescare altre curiosità. E ci vediamo l’anno prossimo, con altre meraviglie del mare.


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