Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Biforcazioni PDF Stampa E-mail
I mille racconti
Scritto da Paolo Maria Mariano   
Venerdì 18 Ottobre 2013 18:23

["Il Galatino a. XLVI, n, 16 dell'11 ottobre 2013, p. 3]


La biblioteca pareva infinita, così sembravano le biforcazioni tra gli scaffali. Il fato, gestore d’ironia implicita, volle che a dirigere ci fosse chi più non vedeva, per malattia, non per trauma, accidentale dolorosa ventura. Il direttore vide la biblioteca con occhi di altri, di chi per lui e a lui leggeva fino a raggiungere la notte. Toccò la carta, le costole dei libri e stette in piedi, dentro la torre, ad ascoltare gli scricchiolii che venivano da laggiù, dove le pagine si muovevano l’una accanto all’altra nella spirale di scaffali in alto. Immaginò nella nebbia degli occhi che la biblioteca fosse infinita, che avesse le sfumature del mondo, che non fosse un sogno improvviso, ma avesse la fragranza dei fiori. Nel sogno parlò con se stesso, mentre era seduto su una panchina ad ascoltare l’acqua del lago di Ginevra. Se stesso era un altro, una copia, forse anche di un altro universo, persino vedeva – chissà, il direttore si chiese, com’era davvero il colore del cielo. L’altro se stesso gli disse – non poca era la rabbia, qualcosa come disprezzo – che la sua poesia era solo un insieme di belle parole, altro dall’anello sotto la loro terra, altro dal conoscere i meccanismi riposti del mondo, altro dalla verità. Sorrise il direttore, nel suo modo nebbioso, e gli disse che invece, anche lui, rompendo atomi, cercava in fondo poesia, che guardava l’essenza del mondo nel modo che i suoi occhi quasi spenti seguivano salendo su per la torre per cercare scaffali, di cui non riusciva, pur essendo lui il direttore, a leggere i libri ma di essi sentire poteva solo le parole.

L’altro se stesso rimase in silenzio.

Il lago li guardava quieto, per loro non provava interesse.


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