Sospensione attività in via precauzionale
Avviso sospensione attività Pur in assenza di casi accertati di coronavirus, nella regione Puglia sono sconsigliati (anche se non ancora formalmente vietati) gli assembramenti di persone. Per questo... Leggi tutto...
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo dell’Università Popolare A. Vallone di Galatina (in ordine alfabetico)   1 Bozzetti Maria Rita, nata a Roma 2.Campa Antonio nato a Galatina (Le) 3 Diso... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea per Modifica Statuto ed Elezioni del nuovo Consiglio Direttivo
Sulla base di quanto deliberato durante l'ultima Assemblea, giovedì 27 febbraio 2020 si procederà alle elezioni del nuovo Consiglio Direttivo e all'approvazione delle modifiche dello Statuto. Si... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea Straordinaria
Convocazione Assemblea Straordinaria  dei Soci del 7 febbraio 2020       Come già annunciato nell’Assemblea precedente del 28 ottobre 2019, si ripropone la necessità di decidere in modo... Leggi tutto...
Programma di Dicembre
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Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
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Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Biforcazioni PDF Stampa E-mail
I mille racconti
Scritto da Paolo Maria Mariano   
Venerdì 18 Ottobre 2013 18:23

["Il Galatino a. XLVI, n, 16 dell'11 ottobre 2013, p. 3]


La biblioteca pareva infinita, così sembravano le biforcazioni tra gli scaffali. Il fato, gestore d’ironia implicita, volle che a dirigere ci fosse chi più non vedeva, per malattia, non per trauma, accidentale dolorosa ventura. Il direttore vide la biblioteca con occhi di altri, di chi per lui e a lui leggeva fino a raggiungere la notte. Toccò la carta, le costole dei libri e stette in piedi, dentro la torre, ad ascoltare gli scricchiolii che venivano da laggiù, dove le pagine si muovevano l’una accanto all’altra nella spirale di scaffali in alto. Immaginò nella nebbia degli occhi che la biblioteca fosse infinita, che avesse le sfumature del mondo, che non fosse un sogno improvviso, ma avesse la fragranza dei fiori. Nel sogno parlò con se stesso, mentre era seduto su una panchina ad ascoltare l’acqua del lago di Ginevra. Se stesso era un altro, una copia, forse anche di un altro universo, persino vedeva – chissà, il direttore si chiese, com’era davvero il colore del cielo. L’altro se stesso gli disse – non poca era la rabbia, qualcosa come disprezzo – che la sua poesia era solo un insieme di belle parole, altro dall’anello sotto la loro terra, altro dal conoscere i meccanismi riposti del mondo, altro dalla verità. Sorrise il direttore, nel suo modo nebbioso, e gli disse che invece, anche lui, rompendo atomi, cercava in fondo poesia, che guardava l’essenza del mondo nel modo che i suoi occhi quasi spenti seguivano salendo su per la torre per cercare scaffali, di cui non riusciva, pur essendo lui il direttore, a leggere i libri ma di essi sentire poteva solo le parole.

L’altro se stesso rimase in silenzio.

Il lago li guardava quieto, per loro non provava interesse.


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