Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
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"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
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Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
Come anticipato a voce ieri, in occasione della emozionante performance poetica organizzata dal nostro Laboratorio di poesia, la conferenza di venerdì 23 marzo della prof.sa Alberta Giani... Leggi tutto...
Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
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Prosa
Scritto da Rosa Dell'Erba   
Giovedì 24 Ottobre 2013 08:23

La Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Politiche Europee- in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e il MIUR,  la Rappresentanza della Commissione Europea in Italia e l’Ufficio del Parlamento Europeo hanno promosso il Progetto di formazione per gli insegnanti sulla cittadinanza europea di cui la Provincia di Lecce ha ospitato la prima sessione formativa (il 22 ottobre) a cura dell’Eures, portale europeo per la mobilità professionale sede di Lecce, consulente dott.ssa B. Greco.

Nella Sala Teatrino della Biblioteca Provinciale, prospiciente la piazzetta Carducci, i relatori, da Massimo Persotti (Ufficio Stampa Parlamento Europeo), a Carmela Palumbo (Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e per l’autonomia scolastica) ad Alessandro Giordani (Rappresentanza in Italia della Commissione europea) a Tiziano Fazzi (Civicamente srl, segreteria organizzativa), al rappresentante dell’Agenzia Nazionale LLP-Indire (LifeLong Learning Programme), hanno dato il loro personale contributo finalizzato al nostro aggiornamento su “l’idea dell’Europa” giusto per citare il noto scritto di Prodi, ma anche per sottolineare quanto è emerso dal bilancio fatto cioè che l’Europa sia rimasta appunto… un’idea. Questo fino ad oggi, intanto si pensa a maggio quando molti studenti maggiorenni saranno chiamati ad esercitare il loro diritto di voto.

In particolare l’intervento di Giordani ha sottolineato quanto sia profonda la sfiducia verso le istituzioni europee: ”la crisi ha messo in discussione l’UE e l’euro ha creato una moneta senza stato… C’è un gap profondo tra governo e la gente comune. Il popolo europeo dal 2009, anno ufficiale della crisi economica, non si riconosce più nell’UE…la crisi ha fatto traballare la fiducia nell’UE...più del 60% non appoggiano l’idea dell’UE. Si parla di “europeismo culturale” quindi inerziale...è quello che caratterizza gli italiani.. l’adesione non è quella dell’Europa delle opportunità, dei fondi, dei soldi...l’Europa è in qualche modo incompiuta”.

Come è stato evitato il disastro? Più legante, più cogente degli stati membri.

L’Europa 2020 ha dei target quantificabili: capitale umano più ricerca e, riguardo alle otto competenze chiave, la cittadinanza è quella che deve essere messa al primo posto (ma chi ha letto le riflessioni di Rita Bortone questa conclusione la conosceva già!). C’è un 20 in più: 20  20 20, è il 20% in più di rinnovabili.

La soluzione sembra essere quella di una prospettiva lontana da quella seguita finora: finché rimaniamo legati alle tradizioni, custodi gelosi ciascuno della sovranità nazionale non ci potrà essere un demos europeo: improponibile l’idea della identità, i sociologi lo sanno bene che il concetto di identità è una sovrastruttura, una costruzione culturale.

Tuttavia c’è un popolo che va avanti senza guardarsi indietro, che è proiettato verso l’ignoto perché è consapevole che i modelli del passato non vanno più bene. C’è un cambio di civiltà, una sorta di “placca continentale” che si è staccata dalla tradizione, anche se nasce da quella, c’è un popolo realmente plurilingue, nativo digitale, con potenzialità progettuali  pressoché infinite: i giovani, e non solo quelli che lo sono per età anagrafica.

Sono coloro che hanno investito nella professionalità, affinandola, perché anche il più umile dei lavori in un momento di crisi, come questo, è necessario svolgerlo al meglio dopotutto è la ricchezza su cui si fonda il nostro stato. Progredire,  promuovere un popolo, è anche questo: sapere di essere titolari di diritti finalizzati soprattutto alla difesa della dignità della persona. Leggere le pagine di Kant sul concetto di dignità è un arricchimento a cui nessuno di noi dovrebbe rinunciare, soprattutto se si esercita la professione docente.

La scuola è il luogo d’elezione per formare, il problema è che è necessario vivere la scuola facendo ricerca e investendo sugli insegnanti!!!

Ma se la scuola non ha fondi come fa a finanziare un progetto di long term mobility, ad esempio un job shadowing di due mesi? Al momento non si può sperare, intanto si continua.

E’ tardi avviare i percorsi di cittadinanza europea alle scuole superiori, finalmente si è compreso che anche gli studenti delle primarie e secondarie di primo grado fanno parte delle risorse su cui investire per un futuro europeo.

23 ottobre 2013


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