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Convocazione Assemblea dei Soci 22 aprile 2022
Convocazione Assemblea dei Soci   L’Assemblea dei Soci è convocata nella Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse venerdì 22 aprile alle ore 16,00 in prima convocazione e 17,00 in... Leggi tutto...
Programma Aprile 2022
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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
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A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
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Mafia all’Università – (13 novembre 2013) PDF Stampa E-mail
Universitaria
Mercoledì 13 Novembre 2013 13:11

[Nuovo Quotidiano di Puglia“ di mercoledì 13 novembre 2013]

 

Vincenzo Zara è la mia nemesi. Quando si presentò come presidente del Corso di Laurea in Scienze Biologiche, dissi che non lo ritenevo idoneo. Non gli avevo mai sentito esprimere un’opinione e pensavo che ci fosse bisogno di gente più decisa. Dopo due mesi me lo dovetti rimangiare (il giudizio, non Zara). Non ho votato per lui alle elezioni per il rettorato. Ho sostenuto Carducci. Ma una volta che il Rettore è eletto, quello è il “mio” Rettore. Così sono andato alla presentazione della squadra e, in cinque minuti, Vincenzo mi ha di nuovo fatto cambiare idea sul suo conto.

Ha letto un pezzo del Quotidiano. Va bene, ha sbagliato a bacchettare il Quotidiano per aver fatto il toto delegati, ma benissimo ha fatto il Quotidiano a pubblicare tra virgolette una frase di un ex delegato, che ha chiesto di restare anonimo, che ha dato del traditore a Vincenzo, dicendogli che i traditori la pagano cara. Traditore perché la scelta dei delegati non è sufficientemente garante di continuità con la gestione precedente. Il nuovo Rettore, che penso meriti di essere chiamato Magnifico, ha usato la parola “mafioso” per etichettare questo avvertimento: hai tradito e te la faremo pagare. 
Cominciamo male, ha detto. Guarda Vincenzo, no, hai cominciato benissimo. 
Ora dobbiamo stare vicini, vicinissimi al nostro Rettore. Perché già un Rettore è stato distrutto dai dossier e da un trattamento Boffo, ancor prima di Boffo. Temo che usciranno dossier con accuse di piccole infrazioni apparentemente insignificanti ma significative da un punto di vista giuridico. Come quelle sventolate davanti a Carducci quando si è presentato a Ingegneria dell’innovazione. O come quelle che hanno schiacciato Oronzo Limone. Cene, missioni. Sulle migliaia di documenti che firma un Rettore, o un Preside, si riuscirà a trovare qualcosa di irregolare? Magari il dossier Zara è già fatto, confezionato. Pronto a entrare in funzione come una trappola ben congegnata per azzerare il traditore. Iniziare la nuova gestione etichettando come mafiosa la dichiarazione di un ex delegato conferma tutti i dubbi che ho espresso da queste colonne sull’amministrazione precedente.

Conoscendo Vincenzo, e avendo grande stima di lui, gli chiesi la sua versione sull’affare Miccolis, e lui abbassò gli occhi e non disse niente. Per questo non lo votai. Per me avrebbe dovuto dissociarsi. Ha preferito restare al suo posto, nell’amministrazione precedente. Tranquillo, direi moderato. Non mi piacciono i moderati. Ma Zara sembra moderato. In effetti non lo è. Aspetta solo il momento giusto. Io non sarei capace di fare quel che ha fatto, non sarei riuscito a non dire tutto quello che penso. Invece lui ha fatto il moderato. Non in modo subdolo, però. Perché ha sempre detto che non sarebbe stato all’ombra di nessuno. Io veramente non ci credevo, credevo che lo avrebbero incastrato. Gli interessi in ballo sono troppo grossi (centinaia di milioni di euro) perché l’osso possa essere mollato troppo facilmente. Il moderato Zara probabilmente sarà stato ritenuto un tipo malleabile. 
Nel suo primo giorno da vero Rettore, Vincenzo ha chiamato le cose con il loro nome, e ha parlato di linguaggio mafioso. Dimostrando di non essere malleabile affatto. Ora, sarà solo uno scivolone di un ex delegato, o la mafiosità del linguaggio (traditore, la pagherai cara) è espressione di uno schema mentale mafioso, con allegato un comportamento mafioso? Intendiamoci, non credo che ci siano cosche di picciotti al nostro interno, ma pare che ci siano comunque gruppi di interesse che hanno finalità non troppo limpide, e che usano i metodi dei mafiosi. Magari non uccidono nessuno, ma possono distruggere la gente con i dossier, con le denuce anonime, i ricatti. Lo hanno già fatto con Limone. Hanno cercato di farlo a Cingolani, che si vide recapitare un avviso di garanzia per associazione a delinquere. Hanno cercato di annullare concorsi in cui risultavano vincenti i “nemici”. La serie degli indizi è lunga. Forse sono tutti casuali. Ma questo avvertimento mafioso, immediatamente denunciato dal Magnifico Rettore, forse significa qualcosa. Significa che abbiamo cambiato pagina e tutti quelli che non amano questi comportamenti mafiosi si devono stringere attorno al nostro Rettore. Del quale dobbiamo essere fieri fin dai primi cinque minuti. Noi che non lo abbiamo votato credo saremo i suoi più strenui sostenitori.


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