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UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Cassandra continua ad avvertire.... – (21 novembre 2013) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Venerdì 22 Novembre 2013 07:32

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di venerdì 21 novembre 2013]


L’altro giorno parlavo con un amico che si rallegrava della lunghezza della bella stagione. Fino a ora non è piovuto mai, mi ha detto. Gli ho ricordato la recentissima alluvione a Taranto, e le vittime. Ah, già, mi ha risposto. Abbiamo la memoria cortissima. Cicloni nelle Filippine, con migliaia di morti, e ora lo stesso sta succedendo negli Stati Uniti. Paesi lontani. Ma ecco che la Natura ci colpisce in Sardegna. Pare che non si salvi nessuno e, in effetti, questi sconvolgimenti hanno assunto scala globale.

Ma noi ... niente. Dopo un attimo, a parte i diretti interessati alle catastrofi, ci dimentichiamo di quel che succede, e proseguiamo imperterriti a mantenere stili di vita che non sono compatibili con un pianeta ospitale. Se uno riempie la sua casa di spazzatura e di veleni, poi la sua qualità della vita diminuisce. La spazzatura, prima di essere spazzatura, era un bene da utilizzare, ma poi una parte di questo bene diventa spazzatura. Pensate alla vostra casa, e pensate a cosa succederebbe se i rifiuti che producete ogni giorno finissero abbandonati in qualche angolo, sotto ai tappeti. Ecologia vuol dire “studio della casa”. L’ambiente, alla fine, è la nostra casa. Noi nascondiamo i rifiuti sotto a grandi tappeti (le discariche, l’atmosfera, il mare) ma oramai trabocca. E questi rifiuti (solidi, liquidi, e gassosi) stanno cambiando la nostra casa, rendendola sempre meno abitabile.

Come si fa a non capire? Come si fa a dimenticare subito ogni punizione severissima che la Natura ci infligge? Eppure dimentichiamo subito. Come il mio amico che aveva già dimenticato le alluvioni tarantine, e i morti, di poche settimane fa.

Noi diciamo queste cose da sempre, e ci chiamano Cassandre. Ho già detto innumerevoli volte che la maledizione di Cassandra era di fare previsioni giuste alle quali non credeva nessuno. Siamo Cassandre. Continuiamo ad avvertire e nessuno ci ascolta. Nessun avvertimento, nessuna dimostrazione, nessuna prova sono sufficienti per farci cambiare. Forse dovremmo smetterla. Intendo noi, le Cassandre. E’ una fatica inutile. L’unica soddisfazione che ci rimane è: noi ve lo avevamo detto. Ma la stupidità umana è tale che si arriva ad incolpare chi fa fosche predizioni, accusandolo di portare sfortuna. Se ti dico che attraversare l’autostrada è rischioso, e tu l’attraversi lo stesso, non è colpa mia se un TIR ti riduce a una macchia di grasso sull’asfalto. E’ proprio quel che facciamo. Non facciamo che dire: non possiamo continuare così, ci dobbiamo fermare, dobbiamo cambiare stili di vita. La situazione non può durare a lungo, poi ci pentiremo amaramente di questi errori. Niente. Non serve. Se lo diciamo, siamo noi che portiamo male. Eppure non sono cose complicate. Non c’è bisogno di formule complesse, di esperimenti che richiedano l’opera collettiva di migliaia di ricercatori. L’esperimento lo fa la Natura, con le sue risposte. Ma no, non serve. I negazionisti, quelli che rassicurano dicendo che va tutto bene, sono sempre meno, zittiti dai fatti incontestabili. Ma, sotto sotto, dato che quel che avviene non ci piace, e ci piace ancora meno rinunciare al nostro stile di vita, facciamo finta di niente. Finché dura ce la spassiamo, poi qualche santo ci penserà. Queste situazioni non si risolvono con le preghiere, si risolvono con lo sviluppo di tecnologie che ci permettano di mantenere un certo tenore di vita senza stravolgere la nostra casa. E dobbiamo comprendere bene il funzionamento dell’ambiente perché è inutile proporre soluzioni per curare un malato di cui non conosciamo né l’anatomia né la fisiologia.

Questo è il nostro problema numero uno. E mi sento di dire che non esiste un problema numero due. Certo, è talmente grande che lo scoraggiamento potrebbe essere altrettanto grande. Tanto vale ignorarlo, no? No! Non possiamo più. E ritorno al problema della cultura. Queste cose a scuola non si insegnano. Non fanno parte della nostra cultura. E forse è per questo che non vogliamo capire. Non riusciamo a capire perché non abbiamo gli elementi conoscitivi per capire. Non risolveremo tutto in un lampo, la cultura non si improvvisa. A proposito di cultura, nei programmi di Lecce Capitale Europea della Cultura l’Ambiente ha un ruolo rilevante. Sono curioso di vedere come il tema verrà sviluppato.


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