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"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
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Stagione teatrale a Cavallino
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Frank Zappa: un argine contro la stupidità - (6 febbraio 2014) PDF Stampa E-mail
Prosa
Scritto da Ferdinando Boero   
Giovedì 06 Febbraio 2014 09:47

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di giovedì 6 febbraio 2014]

 

Venti anni fa, il 4 dicembre 1993, moriva Frank Zappa, un grande musicista del secolo scorso, ma non solo. Oggi tutti riconoscono il suo genio musicale, e le grandi orchestre sinfoniche, se hanno strumentisti abbastanza bravi, hanno la sua musica in cartellone. Ci sono molti, moltissimi “geni” di oggi che si ispirano al suo genio, uno per tutti: Elio e le sue Storie Tese. Ero amico di Frank Zappa, gli ho dedicato una nuova specie di medusa (Phialella zappai) e lui mi ha dedicato il suo ultimo concerto (a Genova, nel giugno 1988) e una canzone: Lonesome cowboy Nando. Nando sono io. Chi volesse sentire questa storia può venire ai cantieri Koreja il 6 febbraio. Ma perché parlare ancora di Zappa dopo 20 anni dalla sua dipartita? Vent’anni sono tanti, cosa è successo in questi venti anni, almeno in Italia? Ma è semplice: il berlusconismo. Che c’entra il berlusconismo con Frank Zappa? Cerchiamo di arrivarci per gradi. Zappa amava la scienza e spesso e volentieri usava frasi pseudoscientifiche per esprimere il suo pensiero. Una, per esempio, diceva: Alcuni scienziati dicono che l’idrogeno, a causa della sua grande abbondanza, sia l’elemento base dell’universo. Non sono d’accordo. C’è più stupidità che idrogeno e quindi l’elemento base dell’universo è la stupidità.

Zappa metteva a nudo la stupidità, la derideva, la fustigava (e accompagnava il tutto con musica bellissima). Aveva individuato in certa politica e televisione il modo usato dai “potenti” per  governare la mente delle persone, e non lasciava scampo a nessuno. Vi racconto questa. Tipper Gore (sì, la moglie di Al Gore, il vicepresidente ambientalista di Bill Clinton) voleva imporre la censura sui dischi rock con testi “espliciti”. Zappa andò ad un’audizione di fronte al Congresso in cui c’erano anche Tipper e Al, e Tipper lesse un testo osceno, per mostrare cosa bisognasse censurare. Frank era lì, col suo registratore. E dopo poco Tipper cantava canzoni oscene su un disco di Zappa intitolato: Frank Zappa incontra le madri della prevenzione. Il suo primo gruppo si chiamava le Madri dell’Invenzione. Ora Crozza fa quasi così. Zappa combatteva la stupidità con la bellezza della sua musica, ma dato che la musica trasmette emozioni in modo implicito, Zappa sentiva il bisogno di esplicitare il proprio pensiero e non perdeva occasione di esporre al pubblico ludibrio chi si prendeva gioco della stupidità umana, usandola per i propri fini. Come i televangelisti, o i conservatori bigotti che poi se la spassano con le minorenni (vi viene in mente il Family Day?). Lo so che non è vero, che Zappa non ha mai avuto molto seguito, però, ripensando all’amico scomparso da due decenni, mi piace pensarlo come la diga alla stupidità umana. La sua morte ha fatto crollare il baluardo, e tutte le cose che lui odiava (la mancanza di professionalità, la disonestà, il pressapochismo, l’uso della stupidità altrui per i propri fini) hanno preso il sopravvento e ci stanno portando verso il disastro economico, culturale, ecologico. Frank Zappa non era di sinistra, e neppure di destra, non c’erano categorie. C’erano le cose fatte bene e le cose fatte male. Così come non c’era un genere musicale a rappresentarlo. A Frank Zappa piacevano le cose fatte bene. Una delle sue tante frasi famose è: Non fermarti mai fino a quando il tuo “bene” diventa “meglio” e il tuo “meglio” diventa “il meglio”. Niente di meno. Il berlusconismo non c’entra niente con Berlusconi, lui non ha inventato niente. Ha solo usato quel che c’era già, dentro di noi, per perseguire un suo progettino ad personam. Agli italiani piacciono i furbi, e si prendono gioco degli intelligenti. Ci piace chi ha fortuna, non chi lavora sodo. E se poi la fortuna si aiuta con qualche furbo trucchetto ci piace ancora di più. Perché ci piace pensare che, anche se non valiamo molto, possiamo farcela lo stesso, con un po’ di fortuna e un po’ di furbizia. Cultura da gratta e vinci, da evasori fiscali, da veline e calciatori come mito assoluto, assieme ai tronisti. Chi lavora sodo è un secchione, e viene deriso, deve emigrare. Il raccomandato fa carriera. Questo ci piace. Questo è quello che questi venti anni senza Frank Zappa ci hanno regalato. Sarà un caso? Lo so, è un caso. Però è un caso emblematico.

Frank Zappa ha denunciato a modo suo questa cultura che così ci pervade e che pervade tutto il mondo. Un mondo che va rapidamente verso la rovina perché Frank Zappa è morto. Ma è morto solo come entità biologica, la musica rimane e rimane anche la sua visione del mondo. Frank Zappa si rifiuta di morire, prepotentemente esce dalla tomba con un ghigno e tira per i piedi i furbi disonesti incapaci di tutto il mondo, perché se c’è un Inferno quello è per loro, non per noi. E di sicuro non per lui.


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