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Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
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Valutazioni: esercizio molto difficile ma ineludibile – (10 febbraio 2014) PDF Stampa E-mail
Universitaria
Scritto da Ferdinando Boero   
Lunedì 10 Febbraio 2014 07:58

["Nuovo Quotidiano di Puglia“ di lunedì 10 febbraio 2014]

 

Per la prima volta, con la valutazione del sistema della ricerca prima e con i concorsi di abilitazione poi, è stata valutata in modo capillare la produzione scientifica degli enti che sono deputati a fare ricerca nel nostro paese.L’Università del Salento ne è uscita con risultati differenti, a seconda dei settori disciplinari. In alcuni siamo i migliori d’Italia, in altri siamo il fanalino di coda. Per completezza di informazione, questo risultato è comune a quasi tutte le Università italiane. Lo studente che si vuole iscrivere a un corso di laurea deve sapere quale è la migliore Università in quello specifico corso di laurea. Perché anche la migliore Università, facendo la media di tutte le valutazioni, potrebbe essere carente proprio in quel corso di laurea. E la peggiore Università italiana potrebbe avere un solo fiore all’occhiello, e magari è proprio quello a cui ci si vuole iscrivere.

I giovani che si vogliono iscrivere devono chiarirsi le idee molto presto su quale percorso scegliere. Se non si hanno le idee chiare è meglio rinunciare a un’istruzione universitaria. Non lo dico per scoraggiare, lo dico per incoraggiare a pensarci per tempo. Se si decide di intraprendere un percorso di formazione che prevede una laurea triennale seguita da una magistrale, mi sento di dire che una triennale vale l’altra. E’ inutile andare in capo al mondo per fare una triennale che è presente nella propria città. Ma è importantissimo che per la magistrale si vada nel posto migliore che c’è. Non è a Lecce? Si emigra. E’ a Lecce? Verranno da tutta Italia, e anche da fuori Italia, se il corso è in inglese. In rete si possono trovare le informazioni necessarie. Il livello di accesso alla rete degli adolesenti è totale, la rete può essere usata per fare idiozie, ma è anche un’inesauribile fonte di informazioni. Smettetela di fare idiozie e usate questo strumento in modo intelligente.

Ora stanno uscendo i risultati delle abilitazioni nazionali a professore associato e ordinario. Anche qui è bene completare l’informazione. Le commissioni sono state estratte, settore per settore disciplinare, tra la lista dei docenti ordinari con produzioni scientifiche al di sopra di un certo livello. Non è possibile che un prof. poco attivo si ritrovi a giudicare persone con produzioni molto superiori alla sua. Prima avveniva. E ora veniamo alla percentuale dei promossi. Ogni possibile candidato sapeva già se la sua produzione è o meno in linea con gli indicatori di produzione scientifica stabiliti dall’Agenzia di valutazione. Ogni docente o aspirante tale (perché tutti potevano partecipare all’abilitazione, e alcuni tecnici sono stati abilitati) sapeva già quali fossero le probabilità di farcela. Alle percentuali dei non abilitati bisogna aggiungere i ricercatori e i professori associati che non si sono presentati all’abilitazione. Le abilitazioni ci sono ogni anno, e quindi qualcuno potrebbe aver deciso di volersi presentare con una produzione a prova di bomba, avendo saltato la prima tornata, ma altri potrebbero aver tirato i remi in barca, accontentandosi di restare nel ruolo attuale. Ma ora veniamo alle bocciature che, per l’Università del Salento, pare siano molte. In media, quasi tutti quelli che si sono presentati  (a parte qualche aspirante al martirio, ma sono pochi) avevano gli indicatori di produzione in condizioni sufficienti. E allora perché non sono stati abilitati? Il problema è dovuto alla volontà, nei settori disciplinari, di difendere la propria specificità. Mi spiego. Il mio settore è Zoologia e Antropologia  e solo il 30%, a livello nazionale, ha superato l’abilitazione. I non idonei, di solito, sono stati giudicati non-zoologi, anche a fronte di indicatori positivi. Può succedere, infatti, che i candidati abbiano produzioni scientifiche che li identificano più in un settore che in un altro. Gran parte dei giudizi sono: sei un ottimo ricercatore, ma non in questa disciplina. Molti dei giudicati non idonei di Unisalento magari stanno svolgendo ricerche che sono sulla linea di confine tra diversi settori disciplinari, e si sono sentiti dire che non sono nè carne nè pesce, alla faccia dell’interdisciplinarità e della integrazione delle conoscenze. Il mio parere è che i settori disciplinari non abbiano senso, ma per ora ci sono e con queste carte dobbiamo giocare. Il vero problema è: riusciranno le Università a chiamare gli idonei? Riusciranno ad avere le risorse per chiamare idonei dall’esterno, prendendo i migliori per rinforzare il proprio corpo docente? La legge impone anche chiamate esterne, ma le risorse per farlo di solito non ci sono. Moltissimi abilitati non saranno chiamati, e chi è già in ruolo e non parteciperà mai a nessuna abilitazione manterrà un posto a vita nel sistema universitario.  La strada della valutazione è iniziata, non tutto è stato fatto alla perfezione ma non si può che dire: finalmente!

Nota finale. Non ci sono soldi per investire in capitale umano (i docenti) ma ce ne sono tantissimi (120 milioni all’Università del Salento) per fare appalti edilizi, e questo avviene in tutte le Università. Per gli appalti i soldi ci sono, per assumere docenti non ce ne sono. Stiamo dilapidando il nostro capitale umano e siamo il paese più corrotto dell'Unione Europea nella gestione degli appalti. I fondi disponibili si etichettano sempre per appalti e mai per capitale umano. Chissà perché? Il timore espresso su Quotidiano da Francesco Fistetti riguardo ad una volontà di affossare il sistema universitario ha serio fondamento. La bassa percentuale di abilitati potrebbe essere un modo per limitarne il numero ma, anche con le draconiane riduzioni di idonei rispetto al numero di candidati, la maggior parte degli abilitati non vedrà riconosciuta la propria abilitazione con una chiamata a ricoprire il ruolo per cui sono dichiarati idonei. La robustezza delle valutazioni può essere migliorata e non bisogna cadere nella trappola di dire che non si possono fare valutazioni perchè queste hanno avuto delle pecche. Se ci fossero state maggiori percentuali di abilitati avremmo avuto percentuali ancora maggiori di persone giudicate idonee che mai avranno la possibilità di essere chiamate.


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