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Sospensione attività in via precauzionale
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Home I mille racconti I mille racconti FAVOLE di EVGENIJ PERMJAK 24. Un tappetino di mente fine
FAVOLE di EVGENIJ PERMJAK 24. Un tappetino di mente fine PDF Stampa E-mail
I mille racconti
Scritto da Evgenij Permjak   
Domenica 16 Marzo 2014 19:33

Traduzione di Tatiana Bogdanova Rossetti

 

Mašen'ka cresceva ed era reputata una ragazzina molto intelligente, tuttavia alcune cose sfuggivano ancora alla sua mente.

Un giorno Mašen'ka era andata nel bosco e, passando vicino all'Ortica, si era scottata le gambe.

«Brutta, cattiva, urticante che non sei altro, ma che male! A cosa serve la tua esistenza al mondo? Solo a procurare dei danni alla gente!»

A ciò l'Ortica rise e disse: «Così si potrebbe dire pure dell'ape, giudicandola soltanto dal pungiglione. Ma l'ape ci dona anche il miele.»

«Come ti permetti, nullafacente, di paragonarti ad un'ape lavoratrice!»

«Sai cosa ti dico» – rispose l'Ortica, – «vieni qua in autunno, così, forse, potrò aggiungere alla tua mente un po' più di giudizio e d'intelligenza.»

Mašen'ka stentava a credere che l'Ortica potesse aggiungere qualcosa alla sua lucida mente, ciononostante tornò. Non si sa mai e se l'Ortica davvero avesse potuto dirle qualche cosa di utile? Trovò l'Ortica autunnale tutta ingiallita, invecchiata. La sua voce era divenuta dura e stridula.

«Mašen'ka, procurati dei guanti» – disse l'Ortica. «Toglimi dalla terra e legami in fasci.»

Mašen'ka si mise dei guanti, strappò l'Ortica e la legò in fasci.

«Adesso» – disse l'Ortica, – «bagnami bene nel fiume e poi fammi asciugare un po'.»

Maša bagnò l'Ortica, l'asciugò all'aria e domandò: «Cosa altro inventerai adesso?»

«Ora» – disse l'Ortica, – «rompi i miei steli, schiacciali ben bene, sbattili per toglierne tutto il superfluo. E dopo vedrai...»

Mašen'ka fece nuovamente tutto quello che le aveva detto l'Ortica e ricavò una lunga, resistente fibra d'ortica.

Maša rifletté per un po' di tempo e decise: se c'è una fibra, posso benissimo farla diventare dei fili. Maša filò i fili e si impensierì di nuovo. Pensò, pensò e decise di tessere con i fili un tappetino. Tessé un tappetino, cui sopra ricamò una giovane, allegra Ortica. Appese il tappetino sul muro e disse: «Grazie tante, Ortica, che mi hai aggiunto dell'intelligenza e del giudizio. Ora so che non tutto al mondo è futile e inservibile, pur sembrando futile e inservibile.»

Da allora Maša cominciò a ragionare su tutto, cercò di vederci chiaro in ogni situazione, ricercando in ogni particolare quale fosse l'utilità per tutti.


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