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Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Il futuro dei nostri giovani – (21 marzo 2014) PDF Stampa E-mail
Universitaria
Scritto da Ferdinando Boero   
Sabato 22 Marzo 2014 08:38

[“Nuovo Quotidiano di Puglia di venerdì 21 marzo 2014]

 

Ha ragione il preside Errico a chiedere che i nostri giovani possano costruirsi un futuro attraverso l’acquisizione di competenze ottenute frequentando l’Università, e ha ragione a dire che non ci sono più le occasioni di una volta, nel nostro paese, per chi abbia acquisito un titolo universitario. Ma, vi assicuro, tutti quelli che vogliono e che sono diventati in gamba attraverso i loro studi trovano lavoro. La disoccupazione non esiste, per chi è bravo a fare il proprio mestiere, avendo imparato bene qualcosa per la quale nutre una passione.

Sono matto? Vivo in un altro mondo? Dove le vedo tutte queste occasioni di lavoro? Le vedo nel mondo. I nostri giovani si dividono in tre categorie: quelli che hanno acquisito una professionalità e non trovano lavoro dove sono nati, quelli che non hanno acquisito alcuna professionalità e non trovano lavoro, quelli che hanno acquisito una professionalità e che sono andati a lavorare dove la loro professionalità è apprezzata. Certamente le prime due categorie non se la passano bene, ma la terza (che di solito ha frequentato l’Università) non ha problemi. Prima emigravano i manovali, ora emigrano i laureati. Non ci sono problemi, allora? Beh, ci sono soprattutto per il paese, non per i giovani capaci e volenterosi. Il nostro paese investe in istruzione. Questi ragazzi pagano molto meno, in tasse, di quel che vale la loro istruzione. Nonostante i tagli, è sempre lo stato a pagare gran parte dei costi. Ma il paese non sa che farsene di questo investimento in costruzione di cultura e capacità. I giovani allora partono, vanno dove il loro lavoro è apprezzato. Partono molto arrabbiati con il loro paese. Loro lo amano, ma non si sentono amati. Si sentono respinti, e gli innamorati respinti spesso trasformano l’amore in odio, in rabbia repressa. Ma per i nostri giovani non c’è pericolo. Si innamorano di nuovo, trovano qualcuno che li apprezza, e dimenticano presto quel primo amore che li ha illusi, che si è concesso, ma che poi li ha mandati via. Non sono i giovani capaci e volenterosi ad essere le vittime. La vittima è il sistema produttivo che non ha bisogno di risorse umane qualificate. Un sistema produttivo che manda via i giovani capaci, che hanno studiato e hanno messo a frutto le proprie passioni, non ha un gran futuro davanti a sé. E, infatti, siamo in crisi. Se gli altri paesi trovano un impiego per persone qualificate e il nostro invece non sa che farsene dei suoi giovani, il problema non è dei giovani, è del paese. I giovani semplicemente se ne andranno ad arricchire, con il loro lavoro, il paese che li ha accolti e che ha trovato preziosa l’istruzione che il nostro stupido paese ha messo a loro disposizione (per poi regalarla ad altri).

Che consiglio posso dare ai giovani che presto si dovranno iscrivere all’Università? Seguite le vostre inclinazioni, le vostre passioni. Non fatevi ammaliare dalle mode, e immaginate la vostra vita di lavoro. Cosa vorreste fare? Se volete fare i calciatori o i tronisti… buona fortuna. Ma se avete aspirazioni a cui si può ambire attraverso l’acquisizione di conoscenza attraverso lo studio, allora assecondate le vostre aspirazioni. Non ascoltate nessuno. Ascoltate solo voi stessi. Vi conviene acquisire la vostra formazione in Italia. Costa poco e viene apprezzata nel mondo. Fate la triennale nell’università sotto casa ma poi, per la magistrale, guardatevi attorno e cercate l’Università migliore, in Italia, dove sia presente quella magistrale. L’ho già scritto, ma lo ripeto. E se tra le magistrali disponibili in Italia una offre i corsi in inglese, scegliete quella magistrale. Perché se dovrete andar via (e le possibilità che lo farete sono molte) l’inglese sarà la lingua principale con cui comunicherete nel vostro nuovo paese.

La scelta dell’Università è cruciale, condizionerà la vostra vita futura più di ogni altra scelta professionale del resto della vostra vita. Dovete farvi questa domanda: cosa mi piace di più? quale è il lavoro che mi piacerebbe fare? Se avete davvero una passione, seguitela anche se vi sembra assurda. Se avessi dato ascolto a chi mi circondava non avrei mai provato a fare il biologo marino e, se non lo avessi fatto, ora, forse, farei una vita noiosa. Date retta solo al vostro istinto. Se poi non avete sogni e non avete ispirazioni… mi spiace per voi. Non ho consigli da darvi.


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