Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
Si riproduce il comunicato ufficiale sull'evento: MEMORIE NARRANTI – Giornata della memoriaIn occasione della Giornata della memoria, celebrata a livello internazionale il 27 gennaio, il Patto... Leggi tutto...
Programma gennaio 2021
Programma Gennaio 2021 Martedì 5 gennaio, ore 18,00 – replica della performance del Laboratorio Teatrale dell’Università Popolare Aspettando Gesù, musica e pièce di Michele Bovino  ... Leggi tutto...
Home
Ritratto di Donato Moro: Un convegno presso l’Università Popolare Aldo Vallone Galatina PDF Stampa E-mail
Sallentina
Giovedì 27 Marzo 2014 08:56

["Il Galatino" XLVII n. 5 del 14 marzo 2014, p. 2]

 

Il 14 Febbraio scorso presso la sede dell’Università Popolare Aldo Vallone Galatina si è svolto un convegno su Donato Moro occasionato dalla presentazione del libro a lui dedicato: Umanesimo della terra, studi e memorie di Donato Moro a cura di Giuseppe Caramuscio, Mario Spedicato e Vittorio Zacchino, Edizioni Grifo 2013. Hanno preso parte al dibattito Vittorio Zacchino, coordinatore della serata, Giovanni Leuzzi, studioso di storia locale, e Egidio Zacheo, ricercatore presso l’Università di Scienze della Formazione e Scienze Politiche e Sociali.

Gianluca Virgilio, in qualità di presidente dell’Università Popolare, ha presentato gli ospiti, dando poi la parola a Vittorio Zacchino, e chiedendo a lui e agli altri ospiti di “disegnare” un ritratto di Donato Moro, di cui è bene che i giovani conoscano l’opera.

Zacchino ha presentato il libro, che si apre con le testimonianze di alcuni amici di Donato Moro e con l’illustrazione dei suoi interessi. Egli ha spiegato che il volume è stato fortemente voluto non solo dai curatori, ma anche da Maria Marinari, moglie di Donato, presente in sala. Nel libro – ha ricordato Zacchino – è citato il conferimento della Cittadinanza Onoraria di Otranto a Moro nel maggio  2013. Inoltre,  Zacchino ha elencato i nomi di coloro che hanno dato il loro contributo alla redazione del volume: Alessandro Laporta, Giancarlo Vallone, Beatrice Stasi, Biagio Virgilio, ecc.

Terminata la descrizione del libro, Zacchino ha illustrato la personalità politica di Donato Moro dipingendolo come uomo animato da un grande spirito di servizio. A soli 39 anni infatti aveva già alle spalle 8 anni come assessore provinciale.

La parola è passata poi a Giovanni Leuzzi, che aveva conosciuto molto bene Moro. Moro – dice Leuzzi -, era un uomo “integro e integrale” e fermo nelle sue convinzioni. Nel 1995, quando Prodi rende pubblico il progetto dell’”Ulivo”, Moro decide di essere il referente del Collegio Camerale di Galatina. Questa città – dice Leuzzi con un certo rimpianto - era la capitale del Salento fino all’epoca di De Maria e Vallone. Interessante il confronto che Leuzzi istituisce tra il modo di intendere la politica di De Maria e quello di Moro. Il primo si considera un sacerdote laico e appena il vescovo gli propone di diventare dirigente della democrazia cristiana, egli accetta immediatamente come fosse la sua missione di vita, che porterà a termine solo con la morte. Per Moro, invece, “l‘impegno politico è utile, non necessario, a tempo, tanto che bisogna sempre essere pronti a lasciare il campo ad altri”.

Un altro aspetto approfondito da Leuzzi è il rapporto tra Donato e la sua famiglia. Molte fonti certificano che fosse imparentato con Aldo Moro, suo testimone di nozze nel 1951. Proprio da Aldo, Donato aveva ereditato un grande spirito di apertura al dialogo e al confronto. La famiglia di Moro apparteneva al ceto umile. Sua madre, addirittura, era analfabeta, ma nonostante ciò aveva fatto di tutto per dare una cultura al figlio. Altri, come Zeffirino Rizzelli non credevano nell’origine galatinese di Aldo Moro.

La parola viene passata a Egidio Zacheo, che dichiara subito di non aver mai conosciuto personalmente Donato, se non attraverso le opere. A suo dire Moro non era un uomo di potere, e pertanto egli non lascia un segno immediato ma differito. La politica attuale in Italia è in crisi poiché è stato rotto quel legame tra la politica e la cultura, ambiti che dovrebbero progredire insieme, influenzandosi a vicenda, come voleva Moro. Egli non lascia la politica definitivamente nel 1964, ma decide di dedicarsi agli studi per mettere al servizio di tutti quel bagaglio di conoscenze che aveva accumulato negli anni. Donato ha una visione laica nella Galatina bigotta di De Maria. Con grande fatica riesce a dare vita al “Centro Studi Luigi Sturzo”. Sturzo è una figura simbolo della separazione del poteri religioso da quello politico.

A questo punto la parola è passata al pubblico in sala. Un uomo tra il pubblico ha voluto sottolineare, riprendendo la tesi di Zacheo, che la crisi attuale è il risultato della rottura tra politica e cultura. Leuzzi infine ribadisce che fondamentale rimane l’interesse che il cittadino di Galatina deve attribuire alla politica perché la città ritorni ad essere l’asse centrale di tutto il Salento,come voleva Donato Moro.


Torna su