A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
Si riproduce il comunicato ufficiale sull'evento: MEMORIE NARRANTI – Giornata della memoriaIn occasione della Giornata della memoria, celebrata a livello internazionale il 27 gennaio, il Patto... Leggi tutto...
Home I mille racconti I mille racconti FAVOLE di EVGENIJ PERMJAK 26. Il re eterno
FAVOLE di EVGENIJ PERMJAK 26. Il re eterno PDF Stampa E-mail
I mille racconti
Domenica 06 Aprile 2014 19:37

Traduzione di Tatiana Bogdanova Rossetti

 

Un altezzoso, borioso re disse ad un altro re: «Quanto sei piccolo e buffo! Nessuno ti rende gli onori consoni ad un sovrano. Non vieni neppure chiamato “ Sua Maestà ” o “ Sire ”. Che razza di re sei?»

«Ahimè» – rispose l'altro re, – «eppure sono un re vero. Inoltre sono il più famoso di tutti i re! Mi conosce il mondo intero! Su di me sono stati scritti e vengono scritti migliaia di libri. Incessantemente mi trovo su campi di battaglia... Tuttavia nessuno potrebbe chiamarmi re sanguinario, in quanto non verso il sangue di nessuno nelle battaglie vinte. Quando vengo sconfitto, rimango illeso. Certo, non potrei vantare né un'armata né una corte numerosa, posso però assicurare l'immortalità di tutti i miei sudditi. Il mio castello non ha che due torri, ma sono torri indistruttibili. Sono l'unico di tutti i re che non può essere spodestato dal trono. Sono l'unico di tutti i re cui la rivoluzione può garantire molto riconoscimento, popolarità, notorietà tra la gente...»

Così diceva nel silenzio generale, non esagerando di una virgola, non pronunciando una sola parola di menzogna, un re noto in tutto il mondo, stando vicino alla sua regina, circondato dalla sua corte, su... una scacchiera.


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