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Nord, Centro e Sud uniti nel degrado - (10 aprile 2014) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Venerdì 11 Aprile 2014 15:33

["Nuovo Quotidiano di Puglia“ di giovedì 10 aprile 2014]

 

Ho letto con stupore l’articolo di Guglielmo Forges Davanzati [leggi in questo sito Il dualismo Nod-Sud in regime di austerità] in cui si attribuisce all’austerità la condizione di arretratezza del Meridione d’Italia. Non metto in dubbio che le cause proposte dall’amico Forges Davanzati possano avere un fondamento. Ma, come spesso avviene in sistemi complessi, vige il principio della causalità multipla. Ci sono due parole che non trovo nell’articolo: criminalità organizzata. E questo ha molto a che fare con il capitale sociale di cui parla Forges. I delinquenti ci sono dovunque. Il primo presidente di regione ad essere perseguito dalla legge per corruzione fu il presidente della regione Liguria, Teardo. Craxi, morto latitante in Tunisia, era milanese, come è milanese il pregiudicato Berlusconi. Ed sono del nord i vari Formigoni e Bossi. Certamente il Nord non si può ergere a giudice della morale di chicchessia. Non parliamo del Centro e di quel che è venuto fuori sui Batman della regione Lazio. In queste parti d’Italia, poi, si sta espandendo una “cultura” che viene dal Sud (purtroppo). La cultura mafiosa. Mafia, camorra, ‘ndrangheta e sacra corona sono organizzazioni criminali che condizionano le politiche di intere regioni e, alla fine, dell’intero paese. Non si tratta di rubagalline. L’intento di queste organizzazioni non è di creare un sistema produttivo sano ma illegale. Il loro intento è di depredare la cosa pubblica e gli imprenditori “normali”. Un’economia con una forza così preponderante al proprio interno non può durare a lungo. Ci sono limiti al numero di parassiti che un organismo può sopportare. Se sono troppi alla fine l’organismo muore. La malavita organizzata non è più endemica nelle regioni meridionali. Si è espansa al nord e ha occupato i gangli vitali della gestione del potere economico e politico. Magari non c’è adesione formale alle cosche, ma si abbraccia comunque la loro filosofia: fare soldi a spese degli altri, senza produrre niente. La Salerno Reggio Calabria è l’emblema di tutto questo. Mai finita, e continuamente in costruzione, ora sta per essere sostituita da un’autostrada parallela. Scommettiamo che non sarà mai finita neppure quella? Il risultato è che si spendono cifre immani di denaro pubblico e si fa sempre più fatica a viaggiare in Calabria.

I sistemi economici crollano se sono concepiti e gestiti in questo modo. L’austerità è un sintomo di questa gestione del potere politico ed economico, non ne è la causa. L’austerità non sarebbe stata necessaria se la gestione economica fosse stata fatta in modo competente ed onesto, da politici competenti ed onesti.

Pare che, nel nostro paese, sia difficilissimo trovare politici competenti e onesti. Spesso se sono competenti non sono onesti e se sono onesti non sono competenti.

La prima emergenza del sud, probabilmente l’unica vera emergenza, è la cultura mafiosa,  sulla quale si basa la legge dettata dalle organizzazioni criminali. Organizzazioni che esprimono sottosegretari e forse anche ministri. 
La gente del Sud che non ha accettato queste condizioni spesso è emigrata altrove, sostenendo crescite economiche che, nel proprio Sud, sono impossibili a causa di una cultura di rapina che riesce a prevalere e ad espandersi. La maggioranza delle persone oneste e competenti del Sud soccombe ad una minoranza di persone organizzate che esprimono la cultura mafiosa e che riescono a prevalere sia in economia sia in politica. Non hanno la coppola, la doppietta, la giacca di velluto e i pantaloni di fustagno. Sono persone rispettabilissime, apparentemente. Ogni tanto qualcuno viene persino beccato dalla Magistratura.  Marcello Dell’Utri, per esempio, è stato condannato per aver fatto da mediatore tra il condannato Berlusconi e cosa nostra. Hanno appena arrestato Cosentino, che è stato sottosegretario all’Economia. Non so se mi spiego…..

Forse Gesù Cristo aveva freddo, sulla croce, ma dire che è morto di raffreddore, senza menzionare i chiodi e le ferite inflitte dai suoi carnefici, secondo me, non rende giustizia alla complessità della sua situazione. L’Italia, povera Crista, forse soffre anche per l’austerità, ma non è benaltrismo dire che sono ben altre le cause della situazione tragica in cui ci troviamo.


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