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Viva il cinema! Come piace a noi! – (4 maggio 2014) PDF Stampa E-mail
Prosa
Scritto da Ferdinando Boero   
Lunedì 05 Maggio 2014 16:06

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di domenica 4 maggio 2014]

 

Sono arrivato a Lecce nel 1987, quando la città era piena di cinema. Piano piano han chiuso tutti, con un solo sopravvissuto. Vado lì e non mi piego al multisala decentrato, anche se si vede e si sente meglio. Per me una città senza cinema è come una città senza negozi. Un cinema non mi basta, e vorrei riuscire a vedere anche i classici, parlare con altri appassionati, come quando si facevano i cineforum. E così, con un gruppo di amici tanto fanatici quanto me, ci siamo inventati un festival. Il meglio del cinema di tutti i tempi. Genere per genere. Uno alla settimana. Il miglior western, il miglior horror, il miglior giallo… quanti generi ci sono?  Possiamo mettere Ombre rosse e Per un pugno di dollari nella stessa categoria? Non mi appassiono per nulla alle discussioni di calcio, ma se si parla di cinema allora vado a nozze. Come nelle discussioni sul calcio, c’entra la passione e le elucubrazioni dotte servono a poco. Da giovane ho organizzato cineforum, al liceo. Tutto Bergman, e Einsenstein, Dreyer (che non è una marca di birra) e Lang. Era quel periodo che ispirò la famosa recensione della Corazzata Potemkin da parte del ragionier Fantozzi (anche lui di Genova, e anche lui vittima del cineforum), costretto a guardare quel capolavoro nel corso di una importantissima partita di calcio. Alla fine il ragioniere sbotta: è una cagata pazzesca! Commento liberatorio del cittadino semplice dalla pretenziosità degli intellettuali col ditino alzato.

La Corazzata Potemkin è un capolavoro assoluto, ma… no grazie. Pensavamo a dieci film, di dieci generi. Prendere dieci film per genere, e si arriva a cento, e poi fare una sorta di referendum (magari tra i lettori del Quotidiano) e selezionare i dieci film democraticamente eletti a icona del loro genere. E magari alla fine il più bello di tutti. O all’inizio, quando la classifica è pronta e si deve cominciare. Non si vince niente, se non la soddisfazione, finita la selezione, di metter su una mostra del cinema alla Fantozzi. Con tanto di cineforum, magari in qualche palazzo storico, o nella piazza di qualche paesino, nelle sere di giugno e luglio, con dibattito finale, per il piacere di godere assieme di un capolavoro, ma con licenza di commentare anche durante la proiezione, come si faceva un tempo, quando i cinema erano pieni, e si entrava in qualunque momento, e si poteva anche restare in sala e vedere lo stesso film due volte di seguito. E nelle ultime file si davano i primi baci. I bambini piccoli piangevano, e intanto (incuranti dei bambini piccoli) si fumavano le prime sigarette, nel buio della sala. Meno male che non si fuma più, che a volte non si riusciva a vedere lo schermo.

Dato che non abbiamo un soldo, cerchiamo aree concesse gratuitamente. Non vorremmo far pagare un biglietto. Praticamente una sera alla settimana tra amici che condividono la stessa passione, per vedere un bel film, il più bello di tutti. E prima scatenare infinite discussioni per capire quale sia il più bel film di fantascienza di tutti i tempi. O il più bel thriller. No, per favore, i film d’amore però no. Non li posso sopportare. Ma poi no, van bene anche quelli. Harry ti presento Sally è un film d’amore. Anche se a me vien sempre in mente Love Story. I film d’amore, quelli alla Love Story, mi portano alla mente la moneta da cinquanta lire, quella con il fabbro nudo, di spalle, con un grosso martello in mano. Non si vede bene su cosa stia dando colpi con quel maglio. Ecco, quando ho la sventura di vedere uno di quei film, mi viene in mente quel signore sulle cinquanta lire. E lo vedo che sbaglia mira, col suo maglio, e si colpisce nelle parti più sensibili. CDMSC (Colpi Di Maglio Sui C….), questo è il titolo che mi piacerebbe dare a questa rassegna, e la moneta da 50 lire è il logo, proprio per esorcizzare la produzione di così tanti brutti film con una salutare visione, molto ironica, dei più bei film della storia del cinema o, se volete, della storia della nostra vita. Perché “il più bello” è sempre soggettivo. Di solito queste liste le fanno i critici cinematografici, quelli che ci spiegano perché un film ci dovrebbe piacere. Per una volta freghiamocene e, come il ragionier Fantozzi, diciamo quel che pensiamo. Quando le liste saranno pronte le metteremo sulla pagina web del Quotidiano e le potrete votare. Dai vostri voti verrà fuori la rassegna, e poi ci vedremo al cinema. Sempre che riusciamo a trovare un posto dove fare la rassegna. Si accettano offerte di ospitalità, in città e provincia.


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