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Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
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Piazza Mazzini non basta, riprendiamoci Lecce - (6 maggio 2014) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Giovedì 08 Maggio 2014 14:39

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di mercoledì 6 maggio 2104]

 

Sono andato a vedere la presentazione dei vincitori del concorso di idee per Piazza Mazzini, con tanto di star, sindaco e architetti. Dato che abito a pochi metri da piazza Mazzini, in via S. Trinchese (che non è San Trinchese) mi sono incuriosito e, con gli amici Totò e Raffaele, sono andato ad assistere. Abbiamo preso una decisione storica: siamo andati a piedi da Piazza Mazzini a Piazza Palio. Devo dire che un percorso del genere, qui, è ritenuto inaudito. La star, che è di qui ma vive a Milano da tanto tempo, ci spiega che Lecce deve adottare il car sharing, perché ha così successo a Milano e anche a New York. Basta con il possesso individuale del veicolo! Roba del millennio scorso. Ora l’auto si prende dalla strada quando serve, e la si lascia quando e dove non serve più, e lì altri la prenderanno. Car sharing significa condivisione dell’auto.

Veramente a Lecce il sindaco ha cercato di farlo con le bici, e se le sono fottute tutte. In più ha cercato di potenziare i mezzi pubblici col filobus, ma non se lo fila nessuno. Tutti vogliono la loro auto.

Alla fine delle presentazioni, come al solito, gli intervenuti non hanno fatto domande ma hanno cercato di dimostrare che, se avessero invitato loro a parlare, avrebbero detto cose più interessanti degli oratori ufficiali. 
Dato che sono un inguaribile rompiballe, ho chiesto gentilmente la parola. Mi è stata immediatamente concessa. E ho fatto la mia domanda: alzi la mano chi è venuto a piedi fin qui. Sorpresa: venire a piedi! che idea balzana. Nessuno ha alzato la mano, neppure Totò e Raffaele, che pure erano arrivati lì a piedi. Poi, per non smentire il malcostume italico, ho fatto la mia piccola conferenza. Eccola qui: Lecce è una città a misura d’uomo. Attraversare a piedi il centro storico, partendo da Piazza Mazzini fino a Porta Rudiae richiede una ventina di minuti. Ed è molto piacevole. Ci vogliono dieci quindici minuti anche ad andare da Piazza Mazzini a Piazza Palio, ma il tragitto non è agevole. Il marciapiede ha dimensioni variabilissime, a un certo punto scompare. Ci sono ostacoli e barriere. Insomma, passeggiare o anche semplicemente camminare non è un piacere. In buona parte della città, a parte il centro storico, che è stato costruito per i pedoni, non è facile camminare. I viali circostanti, Japigia, Leopardi, potrebbero essere bellissime passeggiate. Ma ogni palazzo ha davanti a sé un marciapiede originalissimo, differente da quelli precedenti. A volte non ne ha. La continuità di una passeggiata si perde. E si perde la voglia e il gusto di camminare.

Lecce è una città da vivere rigorosamente a piedi o, tutt’al più, in bicicletta. Lo dice il fatto che sia pianeggiante, lo dicono le distanze assolutamente fattibili sia a piedi sia in bici, lo dice il clima. Non lo dicono le strade. Rimettere a posto la viabilità lenta, scoraggiando l’uso dell’auto all’interno della città, è una “grande opera” che probabilmente non costerebbe tantissimo. Non ci vogliono grandissimi architetti per farlo. Si tratta solo, metro per metro, di individuare gli ostacoli e di rimuoverli. Gli architetti avrebbero dovuto operare razionalmente prima, collegando tra loro le loro opere. Ma evidentemente ognuno ha lavorato per sé, incurante dell’esistenza degli altri. Le periferie si sono allargate a dismisura, con raccordi poco efficaci tra loro e con il centro. 
Piazza Mazzini, a dir la verità, a me piace così come è. Certo, quelle palme morte sono una sorta di mutilazione. Si sarebbero potuti chiamare degli artisti per scolpire i tronchi rimasti, e fare moderni obelischi. E invece abbiamo ora una bella serie di tristi moncherini. Sono da sostituire con lecci. Oppure, forse, con olivi. In modo da avere il leccio e l’olivo, i due simboli della nostra terra. La fontana serve per dare frescura. Oramai c’è e fa parte del paesaggio. E ora una bella botta di benaltrismo: invece che toccare Piazza Mazzini, pensiamo al resto della città e diamo ai cittadini il gusto di andare a piedi. In modo che il passeggio sia piacevole in qualunque punto della città. Senza che si debba usare l’auto per percorrere anche duecento metri.  
I bambini devono poter andare a scuola a piedi, da soli. Senza che ci siano ingorghi davanti a ogni scuola. E devono poterci andare perché esistono percorsi sicuri. Se iniziano a farlo per andare a scuola, continueranno a farlo quando saranno grandi. Non ci vogliono milioni di euro per fare queste modifiche. E magari qualche fondo europeo per realizzare un progetto del genere si riesce persino a trovare.

 

Il Sindaco, alla presentazione dei progetti, ha lamentato, giustamente, che molti “intellettuali” abbiano accolto con sufficienza ed ironia la candidatura di Lecce a Capitale Europea della Cultura. Ma oggi credo che nessuno più osi mettere in dubbio della opportunità di questa scelta e anche della validità di quel che è stato fatto sino ad ora. Però il car sharing, per favore, no. Vediamo di innescare un processo culturale (a proposito di capitale della cultura) che spinga i cittadini ad andare a piedi. E questo si realizza in un solo modo: ponendo le premesse perché i bambini possano andare a scuola a piedi. Anche se piove.


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