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Home Arte Arte EURITMICA: una Mostra di scultura e pittura visitata dagli studenti del Liceo Vallone
EURITMICA: una Mostra di scultura e pittura visitata dagli studenti del Liceo Vallone PDF Stampa E-mail
Arte
Scritto da Erika Albanese   
Venerdì 06 Giugno 2014 06:45

["Il Galatino" XLVII n. 10 del 30 maggio 2014]

 

30 aprile 2014: noi studenti della classe IV C del Liceo scientifico “Antonio Vallone” di Galatina, accompagnati dal nostro professore di lettere, ci siamo recati presso il Palazzo Micheli-Gorgoni, dove siamo stati accolti dal critico d’arte, o meglio, come ama definirsi, cultore della materia, Raffaele Gemma, il quale ci ha illustrato la Mostra di Marcello Toma e Stefano Garrisi, entrambi presenti durante la nostra visita. L’esposizione, inaugurata il 16 aprile e conclusasi il 1° maggio scorso, è intitolata EURITMICA , vale a dire opere che si vivono bene dello stesso ritmo, come fossero una musica a due strumenti perfettamente intonati. “L‘eterna oscillazione tra res cogitans e res extensa”, come recita il sottotitolo della Mostra preso a prestito da René  Descartes, ovvero il contrasto tra res cogitans e res extensa: allo stesso modo, sia lo scultore (Garrisi) che il pittore (Toma) riescono ad “amalgamare” in modo straordinario in ogni opera queste due componenti, senza che nessuna delle due predomini sull’altra.

Gemma ha passato in rassegna molte delle opere presenti per farci verificare nei minimi particolari quanto detto in precedenza. Così abbiamo osservato la scultura dal titolo “Ritmo” realizzata da Garrisi. Si tratta di un’opera composta da due parti complementari: giocando sul “pieno e vuoto”, la pietra Leccese , essendo “povera“, assume la forma voluta dall‘artista, che riesce ad esprimere in modo completo tutte le sue emozioni. Un tema importante affrontato da Garrisi è sicuramente quello del Salento, che accoglie “a braccia aperte” ogni straniero (“Finestra mediterranea” e “Lo straniero”). Come ha affermato Garrisi, lo scopo delle sue opere è quello di mettere in difficoltà l’osservatore, costretto a “decifrare” l’opera proprio come l’uomo che non riesce a comprendere immediatamente una cultura a lui estranea. Altri argomenti rilevabili dalle sculture di Garrisi sono la caducità del tempo (“Clessidra”, “Radici”); la libertà dell’anima umana chiusa quasi in una prigione, incapace di esprimere se stessa nel mondo attuale (“Destinazione libertà”, “Luce et ombra”); la simbologia della femminilità abbinata agli astri, ma soprattutto alla luna, la quale è paragonata alla donna, simbolo di procreazione, e quindi di vita (“Le cadeau della luna”).

In seguito abbiamo analizzato le opere di Toma. Grazie al suo studio approfondito dei volumi e delle forme (Toma è architetto), egli rappresenta, nella maggior parte dei suoi lavori, l’ingranaggio, che definisce “parte funzionale di un meccanismo”. E’ una metafora della vita dell’uomo, che può essere schiacciato dalla moderna industrializzazione o può essere ritenuto una parte funzionale di essa.  Proprio per questo motivo, egli decide di definire le sue opere “Rotomatismi”. In “Macchina” ha grande importanza il tempo che tutto trasforma e niente lascia com’è, imprimendo dei segni indelebili su ogni cosa e portando infine alla dissoluzione e alla morte. Toma, soprattutto in questo quadro, gioca molto sullo sfalsamento dei piani, rendendo originale ogni sua opera e donandole un tocco di unicità. Il pittore concede anche particolare attenzione ai punti di vista, come quando guarda un bambino dall’alto o inserisce un ragazzino su una improbabile struttura metallica. Il bambino simboleggia il futuro e la sua potenziale creatività rimane un progetto troppo infantile a confronto con le grandi e imponenti industrie realizzate dall’uomo, destinate però a crollare sotto l’inevitabile azione del tempo come carte da gioco (vedi “Castelli di carte”, “Labirinti”, “Rotopolis”, “DNA”). Toma blocca l’istante, come nel caso di “Occhio rotomatico”, che rappresenta un ingranaggio sospeso, immobile nel vuoto “in senso antigravitazionale”. Questo tema è sicuramente preso in prestito dalla metafisica, utile ad esprimere un concetto trascendente come “l‘immobilità del soggetto nel tempo e nello spazio”.

Dalle opere di entrambi gli artisti di questa Mostra possiamo ricavare un messaggio valido nella società attuale: l’uomo è destinato, anche senza volerlo, ad una frenetica esistenza, ma deve avere la forza di fermarsi a riflettere per migliorare ogni aspetto della propria vita.


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