Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
Come anticipato a voce ieri, in occasione della emozionante performance poetica organizzata dal nostro Laboratorio di poesia, la conferenza di venerdì 23 marzo della prof.sa Alberta Giani... Leggi tutto...
Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Home
Quando il computer è diventato per tutti PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Scritto da Nicola Antonica   
Sabato 05 Luglio 2014 16:27

[“Il Titano. Supplemento economico de “Il Galatino” n. 12 del 26 giugno 2014, p. 19].

 

Il computer è diventato per tutti da quando ha potuto soddisfare alcune richieste essenziali: (1) peso e dimensioni contenute, (2) basso costo, (3) semplicità d’uso, (4) adattabilità ad un utilizzo generale, ossia capacità di svolgere non un solo compito ma una molteplicità di applicazioni.

I primi computer avevano dimensioni ragguardevoli. Un computer come maniac, costruito nei laboratori di Los Alamos nel 1952, misurava più di 2,5 metri di larghezza, 2 metri di spessore, 6 metri in altezza e aveva un peso di circa 500 kilogrammi. La macchina era costituta da migliaia di elementi, quali valvole, transistor, cavi di collegamento, e aveva una struttura metallica che doveva ospitare tutti i costituenti e reggerne il peso. Il costo della macchina era elevato. In quel periodo il computer era appannaggio esclusivo dei militari o delle università.

L’utilizzo di simili macchine non era per nulla semplice. Erano prive di vere periferiche d’ingresso e di uscita come tastiera e monitor; l’ingresso dei dati avveniva tramite la modifica dello stato di alcuni interruttori on/off o tramite schede perforate e il risultato poteva essere interpretato attraverso una sequenza di luci accese/spente o un nastro perforato. Quelle macchine non erano poi adattate ad usi molteplici; spesso assolvevano solo a compiti ben precisi: inizialmente somme e sottrazioni poi calcoli sempre più complessi. In genere ogni macchina era destinata ad un certo tipo di calcolo.

Col tempo si cominciarono a intravedere potenzialità sempre più numerose nell’utilizzo dei computer e al loro sviluppo s’interessarono ricercatori, militari, tecnici, ingegneri, contribuendo a rendere il computer sempre più raffinato, veloce, di ridotte dimensioni e a prezzi sempre più bassi.

Fu agli inizi degli anni settanta del Novecento che accadde qualcosa d’inaspettato: le aziende di elementi elettronici immisero sul mercato microprocessori dalle caratteristiche innovative sia per costo che per capacità di calcolo in rapporto alle dimensioni, fino ad allora inimmaginabili, come il 6502, prodotto da MOS Tecnology.  Fu proprio questo piccolo microprocessore, appena apparso sul mercato, dal costo di appena venticinque dollari, che stimolò la fantasia di Stephen Jobs che, con Stephen Vozniak, riuscì a realizzare un computer completo di ram e di rom, predisposto per unità di ingresso e di uscita come tastiera e monitor grafico, inizialmente destinato ad un pubblico di appassionati di elettronica. Era il 1976 quando l’Apple I fu presentato all’Homebrew Computer Club di Palo Alto, un club di appassionati di elettronica e d’informatica che contava fra i suoi membri anche alcuni professionisti del settore che lavoravano nella Silicon Valley.

L’anno successivo Jobs presentò l’Apple II, una versione migliorata dell’Apple I, al prezzo di 666 dollari. Da quel momento molte aziende iniziarono a proporre le loro versioni di computer destinati al grande pubblico. Commodore produsse il PET, il VIC 20, il C64. Tandy Radio Shack produsse il TRS80, l’Atari propose l’Atari 400 e poi la versione 800, Sinclair lo ZX-spectrum e cosi via. Nel frattempo, in Italia, l’Olivetti, che fino agli inizi degli anni ottanta aveva prodotto macchine calcolatrici a vari livelli di complicazione, propose nel 1982 lo M20, una macchina completa di monitor e tastiera che era adattata al solo uso di due programmi, uno di contabilità e uno d’archiviazione dati. Due anni dopo propose lo M24, compatibile con i programmi della IBM. In quello stesso anno, il 1984, Apple presentò il primo computer con sistema operativo grafico e puntatore mouse. Il computer era diventato per tutti.

 

 

 

 


Torna su